SMOKING FIELDS-SEP, CHIESTE LE CONDANNE PER GLI UGOLINI E GLI ALTRI

Operazione Smoking Fields: alle battute finali il processo che vede sul banco degli imputati 18 persone coinvolte nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Dall’indagine scaturì il sequestro degli impianti di compostaggio di Pontinia, Sep e Sogerit

È iniziato a dicembre 2022 il processo sugli odori nauseabondi a Mazzocchio, nel Comune di Pontinia, provocati, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, dagli impianti di compostaggio rifiuti Sep e Sogerit. Un processo lungo che oggi, 10 febbraio 2026, ha visto svolgersi la requisitoria del pubblico ministero della DDA di Roma, Rosalia Affinito. Il magistrato ha ricostruito in circa tre ore e mezza la ganesi dell’inchiesta e ciò che emerso in istruttoria, citando il rappresentante legale del Comitato di Mazzocchio, Luigi Cellini, che negli anni si è battuti contro gli odori molesti insieme ad altri comitati della zona e Antonio Aumenta, l’imprenditore che gestisce la nota azienda omonima di vivaistica. Entrambi avevano richiamato, una volta esaminati, il ricordo dell’aria irrespirabile, laddove gli operai di Aumenta non avevano più voglia di venire a lavorare, tanto era forte e acre l’odore nella zona.

Chiari i punti sollevati dal pm Affinito, sulla base dei sopralluoghi svolti dalla polizian giudiziaria: il mancato rispetto dei tempi di maturazione dei rifiuti, il cattivo odore, la tracciabilità del rifiuto, il percolato.

A conclusione della requisitoria, il magistrato ha chiesto le seguenti condanne: 4 anni per Vittorio Ugolini e 3 anni per Alessio Ugolini, oltreché al sequestro per equivalente da circa 130mila euro. Chiesta anche le condanne a: 1 anno per Luca Fegatelli, 1 anno Mario Reale, 9 mesi per Alessandro D’Innocenti. Chiesti anche 6 mesi ciascuno per Stefano Pappa, Nazzareno Toppi, Guovanni Bonaiuto e Ugo Pazienti. Chiesta l’assoluzione per Sergio Mastroianni e Gianfilippo Coronella e per diversi capi d’imputazione, anche per la maturazione della prescrizione. Dopo la requisitoria hanno svolto i loro interventi alcune parti civili; il prossimo 10 marzo parleranno le rimanenti parti civili, mentre il 14 aprile ci saranno le arringhe difensive. La sentenza è prevista per la tarda primavera.

IL PROCESSO – Ad essere esclusi dal processo le quattro società coinvolte e sequestrate nel giugno 2019: Sep e Sogerit che gestiscono gli impianti ubicati nella zona industriale di Pontinia (Mazzocchio), Demetra srl (azienda specializzata nelle attività di trasporto, trattamento e smaltimento di rifiuti) e Adrastea srl, la società che gestiva la discarica in Via Canestrini a Roma. Tutte e quattro si sono costituite parti civili e la loro richiesta è stata accolta al Tribunale; al contempo sono state chiamate ad essere responsabili civili, dopo la richiesta di una società romana, l’Accademia Kronos, una onlus che si occupa di tutela dell’ambiente riconosciuta dal Ministero della Transizione Ecologica. Quindi le quattro società sono state al contempo parti civili e responsabili civili.

L’inchiesta denominata “Smoking Fields”, che ruota sull’impianto di compost della Sep di Mazzocchio, ha messo in luce lo smaltimento illecito dei rifiuti i quali, secondo gli investigatori, sarebbero stati etichettati come compost di qualità quando invece era un prodotto non conforme e altamente inquinante. Per farlo, il management di Sep e Sogerit (l’impianto gemello, sempre a Mazzocchio) si sarebbe servito anche di un laboratorio di analisi che faceva uscire verifiche non a norma. Il compost inquinato, successivamente, veniva successivamente sparso su terreni agricoli ubicati a Pontinia, Cori, Maenza e Sabaudia.

Gli inquirenti hanno registrato sversamenti anomali su 11 terreni privati e ben 55 sversamenti di rifiuti non conformi all’interno della discarica Adrastea gestita dagli stessi Ugolini e non autorizzata a ricevere quel tipo di rifiuto: dal 1 gennaio 2014 al 5 ottobre 2018 57.577.500 tonnellate di rifiuto sarebbero state sparse sui terreni, trasformati in discariche abusive. 

L’indagine, coordinata per competenza (reati ambientali) dalla Procura di Roma- Direzione Distrettuale Antimafia, fu condotta dal Compartimento della Polizia Stradale Lazio e Umbria – Sezione Polizia Stradale di Aprilia e dai Carabinieri Forestale di Latina – NIPAAF.

I reati contestati sono per tutti gli indagati concorso in traffico illecito di rifiuti, nonché, per alcuni di essi, anche il falso ideologico in atto pubblico nella predisposizione di certificati di analisi, abbandono di rifiuti e discarica abusiva, e infine l’intralcio all’attività di vigilanza e controllo ambientale.

Dovranno affrontare il processo Vittorio Ugolini (ritenuto amministratore di fatto della società Sep); suo figlio Alessio (amministratore di diritto dell’azienda di compostaggio); Franco D’Innocenti, amministratore della Sogerit e ritenuto dagli inquirenti prestanome degli Ugolini; Sergio Mastroianni, titolare del laboratorio Osi di Isola del Liri (provincia di Frosinone) che ha effettuato i rapporti di prova (ritenuti falsi) sul compost prodotto dalla Sep; Luca Fegatelli, ex dirigente della Regione Lazio nel settore rifiuti e nello stesso tempo consulente delle varie società amministrate dalla famiglia Ugolini. Oltre che a loro: Alessandro D’Innocenti, Stefano Pappa, Nazzareno Toppi, Ugo Pazienti detto Mauro, Mario Reale, Marco Sanna, Stefano Volpi, Iulian Rosca, Ion Cosmin Toader, Giovanni Bonaiuto, Fabrizio Carletti, Gianfilippo Coronella e Alfonso Gaito.

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