Accusati di aver aizzato il pitbull contro un 50enne a Latina: ennesimo procedimento penale per Matteo Baldascini
Inizierà il prossimo 2 dicembre 2026, dinanzi al primo collegio del Tribunale di Latina, l’ennesimo processo a carico del 23enne di Latina, Matteo Baldascini, stavolta imputato con la madre Donatella Di Raimo, per i reati di rapina e lesioni. A decidere il rinvio a giudizio è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. I due imputati sono difesi dagli avvocati Alessia Vita e Sara Carella.
L’ultimo arresto di Baldascini risale allo scorso aprile 2025 a causa dell’ennesimo pestaggio ai danni di un uomo, titolare di un mini market in Via Milazzo. Si tratta dell’ormai noto Matteo Baldascini, che deve rispondere in un procedimento anche di tentato omicidio – ha accoltellato un coetaneo nel marzo 2021 -, e che ha ormai accumulato un serie impressionanti di episodi violenti. Il giovane, a novembre 2023, si è trovato davanti a un giudice del Tribunale per rispondere di stalking e lesioni contro un coetaneo, sempre per motivi di gelosia nei confronti della ragazza. Poco prima si era verificata l’aggressione, perpetrata insieme al padre Paolo Baldascini, contro Roberto Toselli, prima pentito, poi non più collaboratore di giustizia. Recentemente è stato arrestato (ma è già in carcere) anche per la rivolta in carcere insieme a Mattia Spinelli e Nico Mauriello detto Spadino.
Nel procedimento odierno, ad essere contestati i reati di rapina e lesioni ai danni di un 50enne di Latina, aggredito e colpito su nuca e costole. Contro l’uomo, madre e figlio avrebbero aizzato, nella data del 5 luglio 2023, il loro pitbull, fino a rapinarlo dei borsello contenente 25 euro.
Il curriculum giudiziario di Baldascini, nonostante la giovane, è infinito. Il mese prima dell’arresto per rapina e evasione dai domiciliari (settembre 2022), era stato condannato anche per aver aggredito una ragazza al Lido di Latina e si trovava già ai domiciliari con l’accusa di stalking nei confronti del coetaneo.
Il 13 ottobre 2022, secondo la ricostruzione della Questura di Latina, Baldascini, nonostante fosse sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari, si era allontanato dalla propria abitazione e, giunto nei pressi di un bar adiacente il Centro Commerciale “Latinafiori”, aveva aggredito un uomo allo scopo di rapinarlo del portafogli, contenente circa 800 euro in contanti, nonché del suo smartphone del valore di circa 600 euro.
Già attenzionato dalla Polizia per rapine e violenza nell’ambito delle bande giovanili, il 21enne è nipote dell’omonimo nonno e figlio di Paolo Baldascini (leggi link di approfondimento) che ha scontato la pena per l’omicidio preterintenzionale di Giorgio Soldi pestato a morte nel 2008 in Piazza della Libertà. Un nome quello dei Baldascini che lo stesso giovane, nelle sue scorribande violente, spende per incutere timore.
A gennaio 2023, per Baldascini è arrivata anche la sorveglianza speciale a cui è tuttora sottoposto. Paolo Baldascini, padre del 21enne, è appartenente ad una famiglia da sempre considerata vicina al clan dei Casalesi, ossia alla consorteria retta da Ettore Mendico detto “Bertoldo” (impiantata a Castelforte e SS. Cosma e Damiano), condannato nel processo Anni ’90 (quello iniziato dalla denuncia, poi ritrattata in Aula, di Antonio Ciarelli). Anche Matteo (il padre di Paolo) e Mario Baldascini furono condannati insieme al boss Mendico, considerati la vera guardiania dei Casalesi a “Latina città” dalla metà degli anni Novanta.
A febbraio 2024, il penultimo arresto per un pestaggio nei confronti di un giovane lasciato per terra in piazzale Toscanini a Latina, vicino al Mercatino di via Verdi e all’ospedale Santa Maria Goretti, nella prima mattinata del giorno di Natale 2024. Per quest’ultimo episodio, il 22enne è stato scarcerato.
