SEQUESTRATO IL PATRIMONIO DI AGRESTI, 100 AUTO, 19 IMMOBILI E 8 SOCIETÀ: “REINVESTIVA SOLDI ILLECITI”

Indagati 4 soggetti per trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio. I Carabinieri del Nucleo Investigativo eseguono un sequestro preventivo per un valore di 9 milioni di euro

Nella mattinata odierna, a Latina, Roma e Anzio, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, guidato dal tenente colonnello Antonio De Lise, insieme ai Carabinieri competenti per territorio, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, su richiesta del sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Miliano, nei confronti di 4 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio. Si tratta della famiglia Agresti: nello specifico Alessandro Agresti, la moglie Mery Teresina De Paolis e il padre Maurizio Agresti, oltreché a un altro indagato a cui erano intestati i beni.

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Più in particolare, l’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Latina, sviluppatasi tra il febbraio e l’aprile 2025, ha consentito di apprendere dell’inserimento nel tessuto economico-imprenditoriale della città di Latina dell’imprenditore che reimpiegava denaro di provenienza illecita nell’economia legale.

Le investigazioni hanno consentito di circostanziare le condotte illecite poste in essere da Alessandro Agresti, imprenditore del luogo, già sottoposto in passato ad una misura di prevenzione patrimoniale, che, in concorso con i propri familiari ed un prestanome, ha fittiziamente intestato a terzi una serie di immobili, società, auto di lusso ed attività commerciali nel settore automobilistico, situate a Latina, Roma ed Anzio, al fine di eludere misure di prevenzione patrimoniale a suo carico.

L’indagine ha permesso di delineare le condotte illecite poste in essere dal medesimo imprenditore che sistematicamente ha reinvestito dei proventi illeciti in beni mobili e immobili, anche per mezzo di società immobiliari a lui intestate.

Inoltre, ii Carabinieri hanno sottoposto a sequestro 8 società (attive nel settore immobiliare e nel commercio di auto di lusso), 19 unità immobiliari e circa 100 auto, anche di lusso, per un valore complessivo di circa 9 milioni di euro.

A marzo 2023, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Carzy Cars”, che coinvolgeva il quarantenne Alessandro Agresti, considerato il dominus del patrimonio famigliare, erano stati tutti assolti. A ottobre 2022, peraltro, la posizione di Agresti era stata archiviata. Già il Riesame di Roma aveva annullato le esigenze cautelari tre dei maggiori indagati nell’ambito dell’inchiesta della Squadra Mobile di Latina, “Crazy Cars”, che aveva visto 9 arresti su richiesta della Procura di Latina. In particolare, i soggetti destinatari della misura cautelare furono indagati, a vario titolo, per estorsione aggravataricettazione e trasferimento fraudolento di valori. Il Giudice per le indagini preliminari, Giorgia Castriota, aveva definitivamente archiviato le accuse nei confronti di Alessandro Agresti, della moglie Mery Teresina De Paolis. e del padre Maurizio Agresti.

Nel 2021, nell’ambito dell’inchiesta “Crazy Cars”, c’era stato anche un sequestro, poi annullato, per 2 milioni a carico di Alessandro Agresti, originario del napoletano (Torre del Greco), ma latinense. Il 40enne è una vecchia conoscenza delle cronache giudiziarie. Una condanna per estorsione passata in giudicato, con tanto di ricatto hard, per fatti commessi tra il 2011 e il 2012 afferenti sempre a un prestito per iniziare un’attività di rivendita d’auto, oltreché a diversi procedimenti penali che lo hanno coinvolto in truffe, riciclaggio, ricettazione e minacce.

Nell’inchiesta Crazy Cars emerse di come il 40enne avesse intestato a moglie e padre (Mery De Paolis e Maurizio Agresti), le società che detengono l’autosalone (dal 2011, anno dell’inizio della sua escalation patrimoniale, Agresti costituì, intestandole a terzi, circa otto società); la rivendita d’auto è, infatti, l’attività principale di Agresti. Solo che, secondo inquirenti e investigatori, l‘ammontare di beni immobili e mobili, tra cui una lussuosa villa in Via Cerreto Alto e un altro immobile in Via Sirio a Latina, erano sproporzionati rispetto ai redditi – in 14 anni presi a riferimento dagli inquirenti, il suo reddito era appena sopra la soglia di povertà -, tanto era che il sequestro nei suoi confronti ammontava a oltre due milioni e 200mila euro. Al centro degli interessi investigativi dell’epoca l’autosalone di rivendita auto su Strada Acque Alte a Borgo Podgora (Luxury srl semplificata) e l’altra rivendita d’auto con sede legale in Via Magra (California Garage srl), sempre a Latina. Di Agresti, inoltre, si ricorda una frequentazione giovanile con Renato Pugliese, ad oggi collaboratore di giustizia, figlio, come noto, di Costantino “Cha Cha” Di Silvio.

Oggi, 12 gennaio, a distanza di cinque, un nuovo sequestro milionario, stavolta eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina. I sigilli sono stato apposti, tra gli altri, al negozio di vendita d’auto “Vip Motors” in Via Mameli a Latina, all’autosalone di rivendita auto su Strada Acque Alte a Borgo Podgora (Luxury srl semplificata), all’altra rivendita d’auto con sede legale in Via Magra (California Garage srl) e alla mega villa in Via Cerreto Alto.

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