Un ritrovamento che apre a diversi scenari criminali a Latina e provincia: panetti di tritolo all’interno di un’abitazione privata
Un’operazione rimasta “top secret” che si è svolta nel giorno dell’Epifania ha permesso alla Polizia di Stato di ritrovare all’interno di una casa privata situata a San Felice Circeo circa 250 grammi di tritolo. Un ritrovamento inquietante dentro una casa data in affitto a un uomo, di nazionalità italiana, la cui identità è al momento ignota.
Il tritolo era disposto in due diversi panetti di tritolo, uno dei quali presentava condizioni critiche tanto che si è valutato di far brillare il potenziale ordigno. Una manovra effettuata dalle mani sapienti di artificieri in una cava al Circeo.
L’aspetto ancor più inquietante di tutta questa storia, su cui vige il massimo riserbo da parte degli organi investigativi, è che il tritolo si trovava in una casa che si trova in un’area piena di altre abitazioni. L’eventuale esplosione avrebbe potuto creare danni ingenti e mettere a repentaglio la vita delle persone.
L’intervento della Polizia di Stato è stato immediato e provvidenziale, con alta probabilità collegato alla maxi indagine sugli attentati a colpi di bomba che, a Latina, ha portato, nella giornata dell’8 gennaio, ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei giovani criminali emergenti, capeggiati da Mattia Spinelli, considerato mandante delle due esplosioni avvenute a Latina lo scorso 8 settembre, in Via Darsena (ai danni della casa del soggetto malavitoso Maurizio Santucci), e il 18 dello stesso mese presso le mini vele di Viale Nervi – un attentato rivolto sempre al gruppo legato al medesimo Santucci e a Mario Nardone, altro personaggio della vecchia mala pontina.
È altrettanto probabile che quei grammi di tritolo, potenzialmente letali, siano stati spostati da Latina per essere messi al sicuro in un centro più piccolo e lontano da occhi indiscreti. Risulta piuttosto allarmante che il ritrovamento sia avvenuto a due giorni dall’ordinanza che ha portato agli arresti del gruppo emergente degli “Arlecchinos”. La quantità di tritolo ritrovata potrebbe distruggere un’auto o far crollare un muro portante in mattoni o cemento. Insomma, ci si muove nel campo degli attentati terroristici o della criminalità di livello.
I giovani capeggiati dagli Spinelli hanno colpito soggetti come Santucci e Nardone, gente navigata nell’ambito della malavita, pur perdente nella guerra criminale del 2010, messi sotto dai clan rom Ciarelli e Di Silvio in una Latina plumbea che contò tre omicidi e diverse gambizzazioni. All’epoca si sparavano addosso, ora i ventenni lanciano bombe che, però, fino ad oggi, pur letali (a dirlo è il consulente della Procura di Latina, un tenente colonnello dello Stato Maggiore dell’Esercito), sono di fabbricazione artigianale: le cosiddette bombe carta e le famigerate lattine con dentro l’esplosivo (Mattia Spinelli le avrebbe acquistate da Foggia).
Il tritolo è un salto di livello preoccupante. Se è vero che la fazione Santucci-Nardone ha subito quegli attentati, è pensabile che non abbia reagito in qualche modo o che volesse reagire? Per conto di chi custodiva il tritolo quell’uomo che, da ciò che risulta, non è stato al momento destinatario di arresto?
Tra le intercettazioni captate in carcere, in cui rozzamente e involontariamente Mattia Spinelli si auto-accusa dei due attentati dell’8 e del 18 settembre, ce ne è una che potrebbe essere ricollegabile al ritrovamento del Circeo. Il suo amico pregiudicato, Matteo Baldascini, collegato ad una famiglia un tempo connessa al clan dei Casalesi, chiede in cella a Mattia Spinelli del tritolo. Il ventenne gli risponde, pavoneggiandosi che le sue bombe pervenute da Foggia possano essere più importanti del tritolo: “Quelle cose sono micidiali, telo giuro Matteo, lascia perde…il tritolo…il trirolo io pure non ci credevo, quando me le hanno mandate gli ho detto: “Ah fra’, ma che cazzo mi stai a manda’ i giocattoli”…non le puoi lanciare, quelle le devi appoggiare e te ne devi andare perché non si sa mai che ti scoppia in mano devi essere proprio capace perché una volta che l’accendi è così, una volta che l’accendi ti puoi pure bruciare, capito?”.
Chiaramente, non è vero quanto dice Spinelli. Il tritolo è sicuramente molto più pericoloso e per utilizzarlo servono mani esperte, senza contare che l’utilizzo che se ne può fare è molteplice, come caricarlo su droni e farlo scoppiare con un timer.
È altrettanto presumibile che gli attentati compiuti dai ventenni delle Arlecchino siano stati avallati o comunque controllati dai vecchi clan rom. Diventa difficile pensare che negli ambienti, i vecchi quadri criminali siano completamente estrani ad una guerra per lo spaccio in una zona così remunerativa come quella delle case Arlecchino e dei palazzi popolari Gescal.
Ad ogni modo, il giorno dell’Epifania, quel tritolo è stato trovato e insieme ai panetti killer c’era un vero e proprio arsenale, composto da una gran quantità di pistole. “Di armi ne girano tante a Latina e provincia”, questo aveva detto il Comandante provinciale dei Carabinieri di Latina, Christian Angelillo, nella conferenza stampa di fine anno. Le evidenze della cronaca gli danno ampiamente ragione.
Gli ultimi due casi di ritrovamento di tritolo a Latina e provincia risalgono a diversi anni fa. Nel 2014, 13 chili a Rocca Massima: secondo l’ex collaboratore di giustizia, Maurizio Zuppardo, sarebbero serviti per attentare alla vita di cinque poliziotti. Nel 2021, invece, in una terrazza a Latina Scalo, in via Empedocle, ci fu il ritrovamento di un panetto di tritolo. Un caso rimasto insoluto.
Il tritolo del Circeo rimane l’ultimo degli episodi di una stagione balorda, dopo quella esaltante dell’antimafia a Latina che aveva portato ad arresti eccellenti e speranze di pulizia, spesso disattese dalla sentenze dei Tribunali.
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