DEFINITIVA LA CONDANNA PER LA GANG DEI FURTI: DIVERSI I COLPI A LATINA E PROVINCIA, LA BASE IN VIA DEI CETARI

Conad di via Ezio, Latina
Conad di via Ezio, Latina

Rapine in serie della gang rumena “pontina”: diventano definitive tre condanne per tre membri dell’associazione per delinquere

La Corte di Cassazione, ritenendo inammissibili i ricorsi, ha reso definitive le condanne per tre dei rumeni che aveva costituito una vera e propria associazione per delinquere dedita ai furti a Latina e provincia. Ad essere condannati con sentenza passato in giudicato il 39enne Andrei Tiberiu Nedelcu, residente a Sezze, il 40enne Mihaita Stoica, residente a Latina, e il 34enne Costantin Stanciu. Il primo, peraltro, Nedelcu, è diventato noto ancora di più alla cronaca giudiziaria per essere stato l’autore degli spari nella movida setina per cui, suo malgrado, rimase ferita una ragazza di venti anni. Per tale episodio, la Procura di Latina ha chiuso le indagine e il 39enne dovrà subire un processo per lesioni.

La Corte di Appello di Roma aveva parzialmente riformato la pronuncia emessa dal Tribunale di Latina in data 22 febbraio 2022, dichiarando non doversi procedere per difetto di querela nei confronti di Stoica Mihaita, Nedelcu Tiberiu Andrey e Stanciu Constantin Cristi in ordine ad alcuni reati contestati.

La stessa Corte d’appello, confermando nel resto la decisione di primo grado, aveva rideterminato la
pena in 5 anni e 3 mesi di reclusione e 480 euro di multa per Stoica, in 5 anni e 4 mesi, più 520 di multa per Nedelcu, in 3 anni e 6 mesi e 310 euro di multa per Stanciu.

Il Tribunale di Latina aveva ritenuto gli imputati responsabili del delitto di associazione per delinquere di e di una pluralità di reati-fine contro il patrimonio. La ricostruzione operata dal Tribunale pontino, sostanzialmente confermata in appello, delineava un sodalizio criminale operante nel territorio laziale, caratterizzato da struttura stabile fondata sul costante coordinamento tra gli associati e sulla disponibilità di una base logistica presso l’abitazione di Stoica in via dei Cetari, tra Borgo San Michele e Pontinia. L’immobile costituiva luogo di ritrovo prima e dopo i furti.

L’organizzazione si avvaleva altresì di utenze telefoniche dedicate alle comunicazioni durante le attività delittuose, denominate “citofoni”, utilizzate esclusivamente in orario notturno in occasione dei reati. Il modus operandi prevedeva sopralluoghi diurni nei luoghi prescelti e successive azioni criminose notturne, spesso mediante l’impiego di autovetture “pulite” o di veicoli rubati utilizzati come arieti per sfondare gli accessi degli esercizi commerciali.

Di rilievo le dichiarazioni rese in sede di incidente probatorio da Alina Diaconu, imputata in procedimento connesso e compagna di Andrey Tiberiu Nedelcu. A tali dichiarazioni si aggiungevano le intercettazioni telefoniche e ambientali, dalle quali emergevano i contatti tra gli imputati, l’organizzazione dei singoli episodi delittuosi e l’utilizzo di utenze dedicate. Il quadro probatorio era integrato dai servizi di osservazione e appostamento condotti dalla Polizia Giudiziaria, con riprese video nei pressi della base logistica e dei luoghi colpiti dai furti, nonché dalle operazioni di localizzazione telefonica (c.d. positioning), che permettevano di collocare le utenze in uso agli imputati in corrispondenza dei luoghi e degli orari dei fatti. Ulteriore rilievo assumeva il riconoscimento vocale effettuato dal perito, attestante una compatibilità del 90% tra le voci intercettate e i campioni fonici degli imputati.

La banda dei furti negli esercizi commerciali di Latina e provincia era stata bloccata da una tempestiva operazione (in 3 mesi) della Squadra Mobile di Latina. Gli agenti della Mobile della Questura pontina procedettero ai fermi delle persone individuate come responsabili dei colpi in concessionarie di automobili, tabaccherie e supermercati. Nell’indagine, emersero gli obiettivi della gang indirizzati verso denaro, stecche di sigarette, gratta e vinci ecc. I furti iniziarono ad aprile 2019 e riguardarono Latina, Priverno, Sezze e Pontinia.

Le indagini partirono dalla rapina al Conad di via Ezio, a Latina (peraltro a due passi dalla Procura), risalente all’11 aprile 2019, e anche in quell’occasione i presunti ladri speronarono l’auto della polizia per fuggire. Ciò nonostante, questo furto non fu contestato dagli inquirenti alla banda per mancanza di prove efficaci. Da Via Ezio in poi, però, iniziarono gli accertamenti, anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, che si indirizzarono verso un furto che destò preoccupazione negli inquirenti medesimi: quello commesso all’AutoItalia di Latina nel quale la gang sventrò l’ingresso con un’auto ariete rubata nel capoluogo per sottrarre tre macchine.

È stato ben evidenziato in sentenza – spiega nella sentenza la Corte di Cassazione, respingendo i ricorsi, “che la strada abitualmente percorsa dai sodali nelle fasi preparatorie e dopo la consumazione dei delitti terminava presso uno stabile intestato a un cittadino italiano, dove risiedeva la famiglia di Stoica, oltre al proprietario. Durante i servizi di osservazione, le autovetture riconducibili ai prevenuti imboccavano la traversa che conduceva all’abitazione nella disponibilità di Stoica”.

È stato evidenziato che, nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2018, presso l’autofficina “Autoservice s.r.l.” di Latina, venivano asportate due autovetture, tra cui la Lancia Z, successivamente utilizzata come ariete per sfondare le vetrate di ingresso del supermercato CONAD di Sezze, da dove venivano asportate due casseforti contenenti 31.000 euro.

I giudici hanno sottolineato che, nelle ore immediatamente precedenti al furto, i veicoli in uso ai coimputati Stanciu e Nedelcu Tiberiu erano sopraggiunti presso la sede operativa di via dei Cetari; alle successive ore 04:01 del 28 dicembre 2018 la videocamera in via dei Cetari registrava l’ingresso della Lancia Z presso la base logistica, con un particolare di fondamentale importanza probatoria: dal portellone posteriore sporgeva una fune che pendeva parzialmente all’esterno. Tale circostanza assumeva decisivo rilievo in quanto un testimone aveva riferito che dalle riprese del sistema di videosorveglianza del supermercato CONAD si rilevava che gli autori del furto avevano estratto dalla macchina una lunga corda, che poi riponevano nel portabagagli rimanendo fuori penzolante. La perfetta corrispondenza tra quanto osservato nelle riprese del CONAD e quanto registrato dalla videocamera di via dei Cetari è stato logicamente ritenuto elemento di univoca identificazione del veicolo e della sua provenienza dal luogo del furto.

la Lancia Z usciva dalla base alle ore 04:11, quindi dopo soli dieci minuti dall’ingresso, evidentemente per essere occultata in luogo sicuro, e che nella mattinata del 28 dicembre partivano dalla base la Ford Fiesta condotta da Stanciu, l’Audi TT condotta da Gaita e la Golf condotta da Nedelcu.

Sono state poi richiamate contestuali intercettazioni che ricollegavano Nedelcu al furto in danno della Conad. Il giorno successivo, i Carabinieri, orientando la ricerca sulla base degli spostamenti delle utenze monitorate, attraverso il sistema del posizionamento, rinvenivano le due casseforti, ormai vuote, in un’area tra la Migliara 45 e Rio Martino.

Di volta in volta venivano individuati gli obiettivi e veniva pianificata la realizzazione dei furti, secondo uno schema operativo collaudato che prevedeva sopralluoghi diurni seguiti dalla esecuzione. Provata l’esistenza di un assetto stabile e funzionale, sia nelle risorse strumentali che logistiche: una base logistica presso l’abitazione di Stoica in via dei Cetari; mezzi strumentali comuni, quali i telefoni “citofono” (utenze dedicate utilizzate esclusivamente per le comunicazioni durante la materiale esecuzione dei crimini), veicoli rubati custoditi presso la base e utilizzati fungibilmente dal gruppo, arnesi da scasso; un sistema di ruoli e supporto reciproco, evidenziato dal fatto che ogni componente del gruppo potesse fare affidamento sull’apporto dell’altro.

In una circostanza, una Fiat Punto oggetto di ricettazione è stata rinvenuta abbandonata sul luogo del secondo tentativo di furto presso il distributore ENI-AGIP a Pomezia, a bordo della quale era stata caricata la colonnina della cassa automatica sottratta.

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