fusti a Cisterna dai Fracassi
Foto gentilmente concessa da Scambiaffari

8000 LITRI DI BENZINA E GASOLIO SVERSATI: 12 ANNI DI INCUBO PER UNA FAMIGLIA DI CISTERNA

in Cronaca

L’ennesima storia di ambiente e natura violati nella provincia pontina, questa volta raccontata dal magazine Scambiaffari. I Fracassi sono una famiglia di Cisterna di Latina, in lotta per vedersi riconosciuto il danno provocato da un autocarro che trasportava gasolio e che si ribaltò proprio nei pressi delle loro abitazioni. Costretti a convivere da 12 anni con fusti sul proprio terreno e adesso condannati a pagare le spese processuali. Una bonifica dimenticata, una messa in liquidazione e la paura che l’inquinamento si propaghi soffocando le vite delle persone che abitano la campagna cisternese. Un episodio che si va ad aggiungere alle bombe ambientali che viviamo in provincia di Latina: da Via Monfalcone a Borgo Montello ai terreni fumanti della zona industriale di Mazzocchio a Pontinia passando per i disastri di Aprilia fino all’ultima delle vicende trattate da Latina Tu: la discarica dei veleni di Itri in località Calabretto.

Era il dicembre del 2007 – riporta Scambiaffariun autocarro trasportante gasolio che percorreva via Conca a Prato Cesarino, improvvisamente si ribalta all’altezza delle abitazioni delle famiglie Fracassi. Ovviamente tutto il suo trasportato, si riversa sul terreno antistante e dentro la proprietà delle due famiglie. La zona in questione, anche se non sarebbe necessario ricordarlo, è una località periferica di Cisterna di aperta campagna dove AcquaLatina non esiste e i residenti hanno pozzi privati.

Tutte le autorità ne vengono informate, vengono fatti sopralluoghi e analisi, il terreno viene messo in sicurezza, viene notificata l’ordinanza comunale che dichiara l’acqua non potabile. A questo punto la Compagnia assicurativa dell’autocarro, incarica la ditta “Salerno” di Novara, di effettuare la bonifica del terreno interessato, liquidando a tale ditta tutto il compenso per i lavori effettuati.

La ditta inizia i lavori, colloca i depuratori fuori e dentro la proprietà Fracassi, fornisce anche acqua in bottiglia alle due famiglie (proprio così!) per uso alimentare e per igiene personale. All’improvviso però la fornitura di acqua si interrompe; i lavori di bonifica cessano. Alle richieste di spiegazioni da parte degli interessati: la risposta è che la ditta Salerno, che già versava in grave difficoltà, è stata messa in liquidazione. I depuratori restano abbandonati, nessuno li recupera e ad oggi si possono ancora notare lì inerti.

Dall’incidente sono passati quasi 12 anni e ad oggi la situazione è ancora in una sorta di limbo, anzi, sembrerebbe arrivati ad una svolta in negativo per la famiglia Fracassi.

Ecco, poi, lo sfogo di Luana Fracassi rilasciato sui social ieri: “Luana Fracassi dice BASTA! In quella data lontana si ribaltò un bilico riversando nel terreno 8.000 litri tra benzina e gasolio inquinando le falde acquifere e il pozzo privato, dopo 12 anni di causa verso la ditta del camion e l’assicurazione dello stesso, arriva la sentenza finale, condannandomi a pagare le spese legali e lasciando la bonifica incompiuta con gli impianti in stato di abbandono, che dopo 12 anni si stanno deteriorando con una possibile fuoriuscita di materiali inquinanti che potrebbero contaminare le falde con un danno alle vostre abitazioni e a vostri raccolti”.

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