I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso, su proposta del Procuratore della Repubblica di Latina, dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata Misure di Prevenzione – con il quale è stato disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 53 milioni di euro, riconducibili, direttamente o indirettamente, all’imprenditore di Aprilia ritenuto “socialmente pericoloso”, Andrea Melzi, 58 anni.
Il provvedimento si fonda sugli strumenti previsti dal Codice antimafia e delle misure di prevenzione, che consentono di aggredire i patrimoni di presunta origine illecita quando il loro valore risulti sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e riconducibile a soggetti ritenuti abitualmente dediti a traffici delittuosi.
Le indagini, condotte dai finanzieri delle Tenenza di Aprilia, guidati dal maggiore Davide Santuccio, con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno consentito di qualificare il destinatario della misura quale soggetto abitualmente dedito a traffici delittuosi di natura economica, connessi a ipotesi di reati fiscali e in materia previdenziale e reati di somministrazione illecita di manodopera, dai quali avrebbe tratto risorse idonee a sostenere un tenore di vita non coerente con una pressoché inesistente capacità reddituale.
Gli accertamenti economico-finanziari e patrimoniali hanno ricostruito un sistema fraudolento perpetrato dal gruppo imprenditoriale facente capo al proposto, un consorzio operante nel settore di autotrasporto merci, sia per conto proprio che per conto terzi, che nel tempo avvalendosi di cooperative create ad hoc, al fine di acquisire una parte consistente del mercato di facchinaggio con i principali spedizionieri nazionali, poneva in essere condotte di illecita somministrazione di manodopera, beneficiando illecitamente delle agevolazioni fiscali previste per le cooperative, oltre ad ingenti crediti d’imposta scaturiti dai contratti d’appalto artatamente stipulati.
Inoltre, l’imprenditore, in qualità di rappresentante legale di una società per azioni, sempre operante nel settore degli autotrasporti, è risultato imputato, con riferimento a diverse annualità, per l’omesso versamento dell’IVA e delle ritenute operate e certificate per decine di milioni di euro, nonché per l’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per oltre dieci milioni di euro in relazione ad investimenti in “ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0”, attività in realtà mai eseguite.
Sulla scorta degli elementi raccolti, è stato ricostruito il patrimonio societario, mobiliare ed immobiliare, riconducibile all’imprenditore, anche per il tramite di interposte persone, frutto delle reiterate condotte illecite, nonché oggetto di un’evidente sperequazione economica tra i redditi dichiarati ed il complesso patrimoniale posseduto.
Il provvedimento ablatorio ha riguardato l’intero compendio patrimoniale riconducibile all’uomo, del valore di circa 53 milioni di euro, ritenuto sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata. I beni sottoposti a sequestro comprendono unità immobiliari di pregio e uffici ubicati nel comune di Aprilia, autocarri, il patrimonio aziendale, nonché rapporti finanziari e conti correnti intestati all’imprenditore o a terzi a lui riconducibili.
Il Tribunale ha nominato un amministratore giudiziario per la gestione dei beni e delle società interessati dalla misura: una fase, quest’ultima, che costituisce uno degli snodi centrali del Codice antimafia, il quale mira a sottrarre i patrimoni alla disponibilità dei proposti, conservarne il valore, assicurare la continuità delle attività economiche e tutelare i diritti dei lavoratori.
“L’intervento – spiega una nota della Guardia di Finanza – si inserisce nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni ritenuti illecitamente acquisiti, a tutela della concorrenza, del mercato e delle imprese sane del territorio. In tale prospettiva, la Guardia di Finanza opera quale polizia economico-finanziaria a competenza generale, con una funzione di presidio nei settori più sensibili della legalità economica: analisi dei patrimoni, ricostruzione dei flussi finanziari, individuazione delle intestazioni fittizie, prevenzione del riciclaggio e contrasto al reimpiego di capitali di presunta provenienza illecita, sottraendo pertanto al circuito economico legale ricchezze ritenute illecitamente accumulate”.
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Due anni fa, nel 2024, lo stesso imprenditore fu raggiunto da un’ulteriore ordinanza di sequestro preventivo emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina. Gli accertamenti avevano riguardato una società operante nel settore dell’autotrasporto che, secondo quanto ricostruito, dal 2018 al 2023, aveva omesso il versamento di I.V.A. e di ritenute operate nei confronti di circa 1000 dipendenti, dislocati su tutto il territorio nazionale, per circa 20 milioni di euro. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, su richiesta della locale Procura della Repubblica, aveva disposto nei confronti del rappresentante legale della società il sequestro preventivo, diretto e nella forma per “equivalente”, finalizzato alla confisca, di denaro e beni per l’importo complessivo di 19.442.852,26 euro, quale profitto dei reati ipotizzati, ovvero “omesso versamento di ritenute dovute o certificate” e “omesso versamento di IVA”.
La complessa attività eseguita anche con l’ausilio di un’unità cinofila del tipo “cash dog”, inviata in supporto dal Gruppo Guardia di Finanza di Fiumicino, ha consentito il sequestro, per il successivo recupero all’erario, di somme di denaro contante, valori finanziari, conti correnti, fondi azionari per circa 3 milioni di euro, 5 immobili per un valore di circa 700 mila euro, quote societarie e veicoli di varia natura, fino a concorrenza integrale dell’importo oggetto del sequestro preventivo delegato.
Melzi, candidato con Fratelli d’Italia nel 2013 alle elezioni comunali di Aprilia, era stato rinviato a giudizio nel 2022, nell’ambito del secondo troncone dell’inchiesta “Arpalo”, l’indagine che aveva rivelato il sistema associativo dedito alle frodi fiscali e al riciclaggio messo in piedi dall’ex deputato di Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta. Ad essere rinviato a giudizio anche personaggi di peso come Max Spiess.
Imputato nel cosiddetto processo “Arpalo 2” – che passa in rassegna anche il fallimento del Latina Calcio in epoca Maiettopoli -, a Melzi veniva contestato il reato di fatturazioni false per operazioni inesistenti. Ad ogni modo, già in sede di udienza preliminare, il 58enne di Aprilia, rappresentante legale della Melzi Delivery Solution, aveva guadagnato il proscioglimento per intervenuta prescrizione in relazione a diversi capi d’imputazione. Successivamente, ad aprile 2025, a processo avviato (attualmente in corso), il Tribunale di Latina ha dichiarato prescritti altri tre capi d’imputazione per Melzi. Al momento, rimane in piedi per l’imputato un solo capo d’accusa per occultamento di scritture contabili avvenuto nel 2015, in relazione alla società Truck Service. Anche questo reato, se non già prescritto, è ben avviato a sepoltura.
