Latina: non rispetta i domiciliari e viene sorpreso sulle scale di casa. I Carabinieri denunciano un quarantaduenne durante un servizio straordinario “ad alto impatto”
Nel corso della serata di giovedì, protrattasi fino all’una di notte di venerdì, i Carabinieri della Stazione di Latina, con il supporto della Sezione d’Intervento Operativo dell’8° Reggimento Lazio, hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio ad “alto impatto”.
Nel corso dell’operazione, i militari hanno deferito in stato di libertà un uomo di 42 anni del posto, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, ritenuto responsabile del reato di evasione. In particolare, durante un controllo presso la sua abitazione, l’uomo non è stato trovato all’interno, ma sulla rampa delle scale del condominio in cui risiede, senza giustificato motivo.

Il controllo ha sorpreso non proprio uno qualunque. Sin tratta, infatti, di Alessandro Zof, detto “Il Topo”, personaggio noto negli ambienti criminali pontini. Il 42enne, dopo essere stato assolto insieme agli altri imputati nel processo “Reset” dall’accusa di far parte di un’associazione mafiosa dedita allo spaccio di droga, controllata dal clan Travali, è tuttora sotto processo per le intimidazioni aggravate dal metodo mafioso che sarebbero avvenute per il controllo dei chioschi sul lungomare pontino.
La sera tra giovedì e venerdì, i Carabinieri si sono recati in Via Chariello, dove Zof si trova ai domiciliari, per un normale controllo che si effettua nei confronti di coloro che si trovano ristretti. Il 42enne si trovava fuori dalla sua abitazione, il che potrebbe costargli un aggravamento della misura.
Nel prosieguo dell’attività, i Carabinieri hanno effettuato un’ispezione esterna dello stabile, rinvenendo, nell’area di accesso ai garage condominiali, un involucro contenente circa 17 grammi di cocaina. La droga è stata sottoposta a sequestro a carico di ignoti.
Complessivamente, nell’ambito del medesimo servizio, sono stati controllati 12 veicoli, identificate 20 persone ed eseguite 2 perquisizioni.
Ad ogni modo, questa non è la prima volta che Zof, ristretto ai domiciliari, si vede colto in fallo. A ottobre 2024, quando era ancora sotto processo per l’inchiesta “Reset”, l’aggravamento della misura dai domiciliari al carcere era scaturito da una perquisizione avvenuta sempre presso il domicilio di Zof. A eseguire la perquisizione erano stati gli agenti della Squadra Mobile di Latina. Gli investigatori si erano presentati a casa di Zof in cerca di armi, in particolare di una pistola, dopodiché avevano ritenuto che il quarantenne, nel corso della perquisizione, si sarebbe liberato di sostanza stupefacente.
Nel frattempo, Zof, a ottobre scorso, ha ottenuto dalla Corte d’Appello uno sconto di pena, a sei anni di reclusione, per il tentato omicidio all’American Bar di San Felice Circeo. Uno degli episodi, quello dei cosiddetti spari al Circeo, che ne hanno corroborato la “fama” criminale.
