VIOLENZA SESSUALE NELLA PALESTRA A FONDI, MARSELLA: “AVEVO RAPPORTI SESSUALI IN PALESTRA, MA NON C’ENTRA NIENTE COL MIO LAVORO”

Biagio Marsella
Biagio Marsella

Violenza sessuale ai danni delle pazienti, prosegue il processo a carico del personal trainer di Fondi, Biagio Marsella

È ripreso il processo che vede sul banco degli imputati, per violenza sessuale anche su minorenne, di Biagio Marsella, personal trainer trentenne di Fondi, difeso dagli avvocati Vincenzo Macari e Tony Ceccarelli.

Davanti al terzo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Mario La Rosa, a latere le colleghe Valentina Mongillo e Elena Sofia Ciccone, sono stati esaminati la madre delle vittime dei comportamenti contestati a Marsella e vi è stato l’esame del medesimo imputato.

A settembre 2025, avevano testimoniato le due sorelle, figlie della testimone dell’udienza odierna, vittime delle contestate violenze sessuali di cui deve rispondere il personal trainer, accusato anche di essersi spacciato come fisioterapista. A giugno 2025, il Tribunale, su istanza dei difensori, aveva disposto la rimozione del braccialetto elettronico applicato all’imputato. Le violenze sessuali sarebbero avvenute nella palestra gestita dall’imputato a Fondi. A marzo 2025, il Tribunale aveva riunito i due processi che vedono, sul banco degli imputati, il 30enne di Fondi, accusato di plurime violenze sessuali.

Nel processo si sono costituite come parti civili, per l’appunto, le due sorelle (una di loro, all’epoca dei fatti contestati, era minorenne), difese rispettivamente dagli avvocati Benedetta Orticelli e Maurizio Forte. A costituirsi parte civile anche l’associazione “Insieme a Marianna”, assistita dagli avvocati Benedetta Manasseri e Felicia D’Amico.

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La madre delle due sorelle ha ricordato la vicenda che ha coinvolto in particolare una delle due figlie, successivamente partita per gli USA in ragione di un percorso di studi. La donna ha raccontato di aver portato sua figlia nella palestra di Marsella perché avrebbe dovuto iniziare un trattamento per la scoliosi e iniziare ginnastica posturale. La ragazza fu sottoposta ad una prima visita da Marsella a giugno 2022, alla presenza della madre, all’interno di una stanza appartata rispetto alla palestra. Successivamente, secondo quanto raccontato dalla madre, che frequentava anche lei la palestra, vi fu una seconda visita ad agosto: “Stavo in palestra e vidi Marsella andare nella stessa stanza con mia figlia la madre di una delle vittime. Chiusero la porta. Mia figlia non mi ha mai raccontato nulla, anche se, dopo quella visita, per un periodo l’ho vista un po’ particolare. Era l’estate 2022 e aveva assunto un atteggiamento diverso, ma non si confidò mai con me. A raccontarmi dell’accaduto fu l’altra mia figlia che mi riferì che Marsella la controllò sulle spalle e sul corpo”.

Dopo diverse insistenze, anche l’altra figlia ha riferito alla madre di ciò che avrebbe fatto Marsella. Secondo quanto raccontato dalla madre alla figlia, Marsella fece togliere i pantaloni e la maglietta alla ragazza: “Rimase in biancheria intima. Lui la toccò in diverse parti del corpo, anche nella parte alta e interna della coscia. Mia figlia fu fatta piegare e mi ha raccontato che c’è stato un breve strusciamento di Marsella da dietro. Dopo la seconda visita, mia figlia non ha voluto più frequentare la palestra”.

Marsella, esaminato all’inizio dal pubblico ministero Marco Giancristofaro, ha spiegato che la palestra è gestita da lui e che, nel 2022, non aveva lauree: non era né osteopata, né fisioterapista. Il pubblico ministero ha mostrato in aula un bigliettino in cui, nel 2022, pur senza laurea, si firmava come dottor Biagio Marsella. L’imputato ha spiegato che le misurazioni che faceva sui clienti erano preparatorie ai trattamenti a cui dovevano essere sottoposti. “Io non ho mai toccato genitali a nessuno. La manovra che mi contestano è una manovra comune che accadono sempre in ogni centro estetico. Hanno fatto solo misurazioni antropometrice: queste ragazze nulla c’entrano con la contestazione che mi fa la Guardia di Finanza. Io chiedevo espressamente il consenso. Ci sono incongruenze nelle indagini, né io ho mai fatto prescrizioni mediche”. Sui rapporti con le due ragazze, Marsella è netto: “Erano ottime, di natura famigliare. I problemi li avevo solo con la madre che si lamentava che la figlia lavorasse nel mio ristorante. Diceva che era stata trattata male, solo un piccolo screzio”.

A domanda diretta dell’avvocato di parte civile Maurizio Forte, Marsella ammette: “È vero che ho avuto rapporti sessuali con le clienti in palestra, ma non c’entra niente con le ragazze”. L’imputato spiega che una delle due sorella si iscrisse di nuovo in palestra a settembre 2024 “per avere un rapporto di personal training con me”, tre giorni prima che presentasse denuncia: “All’inizio non sapevo neanche che mi avesse querelato”. Marsella aggiunge, mostrando una serie di documenti e fogli, che “ad agosto 2024 la palestra era chiusa”. Infine, l’imputato dice: “La sorella più grande aveva manifestato interesse con me. Mi aveva fatto capire qualcosa, ma io ho fatto finta di non capire. Lei stessa si era palesata anche con l’istruttore e mio fratello”.

Il processo riprenderà il prossimo 12 novembre con i rimanenti testimoni della difesa.

LE INDAGINI – Come detto, questo processo nasce dalla riunione di due procedimenti penali. Al 29enne, nel primo procedimento penale che lo ha coinvolto, sono contestate cinque violenze sessuali, di cui una ai danni di una minorenne, oltreché all’esercizio della professione di fisioterapista ritenuto abusivo dalla Procura di Latina. L’ordinanza cautelare aveva disposto il sequestro preventivo della struttura dove ha sede la palestra “BM Wellness”, tra le più frequentate della città di Fondi, sequestro poi eseguito dai militari della Guardia di Finanza di Fondi.

Nelle more, l’Associazione sportiva aveva cambiato integralmente il proprio assetto societario, con le dimissioni del precedente direttivo e l’ingresso di nuovi soci, tra cui un nuovo presidente. Proprio il nuovo presidente aveva deciso, tramite l’avvocato difensore Matteo Macari, di depositare istanza di dissequestro dell’immobile dove ha sede la palestra, ad eccezione di uno stanzino. Lo stesso pubblico ministero Marco Giancristofaro, titolare delle indagini, dopo un primo rigetto, aveva ritenuto di disporre il dissequestro della struttura sportiva.

Nell’indagine emerse che le condotte, secondo gli inquirenti, sarebbero avvenute, in diverse occasioni, durante la somministrazione di asseriti trattamenti di “fisioterapia, crioterapia e pressoterapia”, senza consenso e facendo leva sulle fragilità psicologiche e fisiche delle donne e carpendone la fiducia. Marsella era accusato di aver commesso atti di violenza sessuale in danno di più donne, tra cui una minorenne, e di esercitare abusivamente la professione di fisioterapista. L’uomo, peraltro, è noto per essere anche personal trainer di molti vip a Roma, tra cui la soubrette Francesca Cipriani, e in altri centri, così come da lui mostrato soprattutto sui social.

Le vittime dei comportamenti del falso fisioterapista sarebbero state attirate così da spiegare loro quali pose assumere durante le visite che si svolgevano all’interno delle stanze che si trovano nella palestra. Le donne, in base alle accuse della Procura, venivano fatte entrare e, con la scusa della falsa fisioterapia, palpeggiate e molestate. Dapprincipio, nessuna di loro ha denunciato il predatore sessuale, dopodiché, con l’aiuto di un consulente tecnico nominato dalla Procura, le vittime hanno preso coraggio e alcune di loro hanno formalmente denunciato i comportamenti dell’uomo.

Ad autunno 2024, Biagio Marsella è stato raggiunto da una nuova misura di arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. Marsella è accusato anche stavolta di violenza sessuale. La nuova misura di arresti domiciliari scaturisce dalla escussione di due ragazze considerate vittime di Marsella. In un caso, il 29enne di Fondi, originario di Gaeta, avrebbe palpeggiato nelle parti intime e sul didietro la sorella maggiore, dopo averle fatto abbassare i leggings, durante un esercizio di ginnastica posturale.

In un altro caso, la vittima è la sorella minorenne ascoltata dagli investigatori alla presenza della psicologa nominata dalla magistratura. La ragazza accusa Marsella di averla fatta rimanere con lui dentro una stanza con la porta chiusa, creandole imbarazzo, per poi, dopo essersi piegata in avanti davanti a lui, toccarla su un gluteo.

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