VIOLENZA E MINACCE: GLI OSPEDALI DI LATINA A RISCHIO. SOLO OBBLIGO DI FIRMA PER IL VANDALO DEL PPI DI SEZZE

Ppi sezze vandalizzato dal 39enne
Un'immagine del Ppi di Sezze vandalizzato nella mattina del 6 agosto

Proprio l’altro ieri (6 agosto), dopo poche ore che si era consumata la devastazione di strumentazioni e suppellettili al Punto di Primo Intervento di Sezze, l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha rilasciato un comunicato sul tema.

Alessio D'Amato
Assessore alla Sanità e Integrazione socio-sanitaria Regione Lazio, Alessio D’Amato

“Questa mattina ho scritto al Prefetto di Roma sul tema delle aggressioni a medici e personale sanitario, chiedendo che siano potenziati i presidi delle Forze dell’Ordine all’interno delle strutture sanitarie – ha scritto l’assessore – Stiamo parlando di aggressioni effettuate da soggetti già noti e che si ripetono nel tempo, non stiamo parlando di una problematica sanitaria, ma è un tema di tutela e rispetto dell’ordine pubblico. Chiediamo una collaborazione affinché sia ripristinato un clima sereno, che permetta agli operatori di lavorare in piena sicurezza. Purtroppo negli ultimi anni il fenomeno delle aggressioni in ospedale al personale sanitario e ai medici è in aumento e i numeri indicano un aumento delle aggressioni denunciate soprattutto nei Pronto Soccorso che ormai sono l’unico presidio dello Stato che rimane aperto al pubblico nell’arco delle 24 ore”.

Non c’è correlazione tra il comunicato e il fatto avvenuto a Sezze, ma l’assessore ha probabilmente colto un punto importante.

Sezze Punto di primo intervento
Sezze – Punto di primo intervento

Infatti, come è altrettanto noto, e il rimando di D’Amato sembra proprio calzare nel caso di Sezze, l’uomo che due giorni fa ha vandalizzato il punto di primo intervento di Sezze senza apparenti motivi è Fabrizio Millozza, già conosciuto per diversi precedenti come stalking e droga. A Millozza, persino benvoluto a Sezze e indicato da molti come “un bravo ragazzo”, è stato dedicato qualche anno fa un gruppo apposito su Facebook denominato “i veri amici di fabrizio millozza“. Per carità, in tempi di social media, un gruppo nel mondo di Zuckerberg non si nega proprio a nessuno. E saranno sicuramente lieti, gli amici del gruppo Facebook intitolatogli, di sapere che il Millozza, ieri, ha avuto dalla magistratura, al Tribunale di Latina dove si celebrava il rito direttissimo a suo carico, un indolore obbligo di firma e non misure restrittive della libertà più dure. In attesa del processo disposto a partire da settembre.

Ospedale Santa Maria Goretti
Ospedale Santa Maria Goretti

Sempre due giorni fa, invece, come riportato da Il Messaggero, a definire che ormai gli ospedali d’Italia e della provincia sono diventati un luogo dove è possibile fare di tutto, c’è stata invece un’altra aggressione al reparto Oculistica del Santa Maria Goretti di Latina. Un uomo ha spintonato e minacciato un infermiere. Il motivo? Era stanco di aspettare.

Nicola Calandrini
Nicola Calandrini, senatore di Fratelli d’Italia e consigliere comunale al Comune di Latina

Il 20 giugno, il senatore di Latina Nicola Calandrini (Fratelli d’Italia) ha presentato un atto di sindacato ispettivo al Ministro della Salute in cui evidenziava la gravità e la quasi sistematicità delle aggressioni in ambito sanitario. Eventi sentinella, così si chiamano quegli episodi “riconosciuti dalla normativa di settore”. E sono 16 e “tra loro figurano gli atti di violenza a danno di operatore”, definiti come “violenza all’operatore all’interno di strutture sanitarie compiuta da pazienti, da loro parenti o accompagnatori e visitatori” (leggi qui l’interrogazione parlamentare).

San Giovanni di Dio, Fondi
San Giovanni di Dio, Fondi

Calandrini, nella sua interrogazione, citava due casi “verificatisi in provincia di Latina: nella notte tra il 7 e l’8 giugno 2019 presso il pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria Goretti”, un soggetto richiedente cura ed assistenza ha aggredito brutalmente un operatore medico e un’infermiera di turno, danneggiando altresì un costoso apparecchio elettromedicale; e ancora, il 15 giugno, presso il pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi, un paziente al culmine di una crescente azione violenta, ha sferrato un paio di cinghiate, una di queste in pieno volto, al medico di turno“.

Ormai, quello delle aggressioni in ambito sanitario, è un caso nazionale. E la provincia pontina non fa difetto. Gli operatori sanitari sono in subbuglio e vivono decisamente uno stato di forte preoccupazione, parandosi loro di fronte pene non commisurate all’entità del danno (ma la giustizia è un campo minato). A pagare, vista la scarsa sicurezza delle strutture, oltre ai lavoratori del comparto sanitario, sono i pazienti, la stragrande maggioranza dei quali fa la fila, aspetta il suo turno e non brutalizza gli ospedali. Ma a giudicare dalla scarse conseguenze per chi si comporta senza rispetto del vivere urbano, forse anche quelli ligi e rispettosi smetteranno di esserlo.

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