“Con preoccupazione apprendiamo dalla stampa le motivazioni della sentenza del TAR relativa alla così detta “Villa Dallas”: la villa abusiva sorta in zona artigianale al posto della falegnameria e di proprietà della famiglia della Presidente del Consiglio Comunale”. Così, in una nota, i consiglieri comunali di minoranza, Evaristo Silvi, Aristide Proietti e Germana Silvi.
Ora, di fronte a questo ennesimo fatto gravissimo che lancia ulteriori ombre sulla gestione politica ed amministrativa delle questioni urbanistiche, che si aggiunge a quelli del Borgo Protetto, dell’Housing First, delle scuole, dell’ex Stallone e di molto altro, il sindaco De Lillis, per senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni.
La sentenza, uscita nei giorni scorsi, rigetta in toto il ricorso presentato dalla proprietà contro l’ordinanza di demolizione emessa nel 2018 dal Comune di Cori.
L’aspetto più rilevante, però, sono le considerazioni del Giudice Amministrativo che manifesta “stupore per l’atteggiamento serbato nella vicenda dal Comune di Cori” e, per tale motivo, invia gli atti alla Procura della Repubblica per valutare la rilevanza penale dell’operato e delle omissioni di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda.
Tale esito non ci stupisce, purtroppo! Per ben due volte, come Minoranza, nelle more del giudizio amministrativo, abbiamo invitato l’ufficio Urbanistica del Comune di Cori a rispondere adeguatamente e compiutamente alle richieste impartite nelle due Ordinanze del TAR, in quanto noi stessi avevamo rilevato le carenze documentali e le “reticenze” nelle relazioni inviate al Tribunale Amministrativo.
Queste nostre segnalazioni sono state inoltrate anche al sindaco, al Segretario Generale, all’assessore all’Urbanistica ed alla stessa Presidente del Consiglio Comunale, coniuge del proprietario dell’immobile oggetto dell’abuso.
Nessuno di questi soggetti politici e amministrativi, invece, per ben due volte, è intervenuto a garanzia del regolare espletamento dei compiti dell’ufficio Urbanistica del Comune di Cori.
O forse, hanno tentato di “tutelare” l’abuso come si legge sugli organi di stampa?
Certo è che, non molto addietro, il sindaco De Lillis, sempre sui media, ha accusato la minoranza di “accanimento” e di “pressioni inaccettabili sul funzionario affinché prenda posizioni in spregio alla terzietà e al rigoroso rispetto delle norme”, e contemporaneamente, ha difeso ad oltranza la Presidente del Consiglio.
Ora è la stessa Sentenza del TAR che mette in dubbio la terzietà dei comportamenti dell’Ente, che conquista il triste primato negativo di essere il primo Comune della Provincia di latina al quale il TAR riserva questo trattamento: “In relazione ai vari e articolati aspetti della vicenda oggetto del presente giudizio, il Tribunale ritiene di dovere disporre la trasmissione dei relativi atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina per la valutazione dell’eventuale rilevanza penale dell’operato e delle omissioni di tutti i vari soggetti coinvolti, a vario titolo, nei fatti di causa”.
Ma chi sono i soggetti coinvolti? Il Giudice amministrativo rileva: seppur sollecitati il Sindaco, il Segretario Generale e il Responsabile dell’Ufficio Legale, l’Ente non si è costituito in giudizio in difesa dell’Ordinanza di demolizione emessa dai propri Uffici comunali.
Il Responsabile dell’urbanistica ha presentato, reiteratamente, dichiarazioni “sorprendentemente contrastanti con quanto precedentemente statuito nell’ordinanza impugnata”. Se il responsabile dell’Urbanistica fosse stata convinta di tali dichiarazioni, si sarebbe dovuta “assumere in modo trasparente la responsabilità di valutare un’eventuale autotutela sull’ordinanza stessa”, come sottolinea il Giudice amministrativo.
Noi Consiglieri di Minoranza riteniamo che anche l’Assessore all’Urbanistica abbia le proprie responsabilità politiche perché in tutta questa vicenda non è mai intervenuta, mancando ai propri doveri istituzionali assessorili di indirizzo e controllo.
Altrettanto per la Presidente del Consiglio Comunale nonché Delegata al SUAP nelle due consiliature di De Lillis, e coniuge del proprietario dell’abuso edilizio, la quale, non ha mai verificato e controllato che “i residenti nell’immobile avessero rivestito la qualità di custode o di sorvegliante o sia mai stato titolare di un’attività produttiva”.
La Presidente del Consiglio, però, non ha mai mancato di pronunciare lunghe arringhe in sua difesa durante i Consigli Comunali dove sono state discusse le mozioni di sfiducia e le richieste di dimissioni presentate dalla minoranza, mancando, non solo ai propri doveri istituzionali, ma anche alla terzietà connessa alla sua funzione. Ma questo, ovviamente è un paradosso, in quanto la Presidente del Consiglio è membro della famiglia che ha preso la residenza nella “falegnameria” e dove nessuno è titolare di un’attività produttiva.
Ed infine riteniamo responsabili tutti i membri della Giunta Comunale e tutti i Consiglieri Comunali che più volte, come minoranza, abbiamo sollecitato a valutare e riflettere su questa vicenda!
Oggi, alla luce di quanto emerso con la Sentenza del Tar, appare chiara la violazione dei principi cardini declinati all’art.97 della nostra Costituzione, Buon andamento e Imparzialità dell’Amministrazione.
Pertanto, se ancora vi fosse un lontano barlume di etica, di rispetto delle istituzioni e dei cittadini, la maggioranza ed il sindaco in primis, dovrebbero assumersi le proprie responsabilità e rassegnare le dovute dimissioni”.
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