Ciolfi (Movimento Cinque Stelle): “L’ennesima “perla” dell’assessore Di Cocco, Viale Le Corbusier diventerà zona 30. Pensavamo davvero di averle viste tutte. E invece, puntualmente, arriva l’ennesima “perla” capace di superare la precedente”
“Ripercorriamo brevemente questi anni di amministrazione dell’assessore Di Cocco. All’inizio della consiliatura, la prima scelta simbolica in tema di viabilità e trasporti: la riapertura di un tratto di isola pedonale per recuperare qualche parcheggio in più e riportare il traffico roboante in Piazza del Popolo. Il tutto accompagnato, in un primo momento, da una pista ciclabile disegnata accanto alle auto in sosta, con il rischio concreto di “sportellate” ai ciclisti. Una soluzione poi rivista.
Poi il divieto di parcheggio dei motorini sul lungomare di Latina Mare: annunciato, ma di fatto mai realmente fatto rispettare per assenza di controlli.
Ma anche questa “innovazione” di Di Cocco è stata superata da un’altra proposta, quella di vietare la circolazione delle biciclette nell’isola pedonale in caso di “troppa folla” — e tutti ci siamo chiesti con quale strumento si sarebbe misurata questa folla. Proposta per fortuna, al momento, accantonata, forse perché ritenuta eccessiva perfino da parte della maggioranza.
E ancora: la pista del ghiaccio davanti alla Cattedrale di San Marco e la gigantesca ruota panoramica piazzata in Piazza del Popolo per il periodo natalizio — smontata solo questa settimana — sono state superate, quando pensavamo di aver toccato il limite, dalle macchinette a scontro e dal tagadà sempre in Piazza del Popolo per festeggiare il Carnevale.
Ma neanche le macchinette a scontro hanno mantenuto il primato di attrazione più discutibile: subito dopo sono arrivati i carri di Carnevale in piena Quaresima.
E qui è stato davvero raggiunto il punto più basso: la dichiarazione dell’assessore Di Cocco che parlava di un presunto benestare della Curia per festeggiare il Carnevale durante la Quaresima. Dichiarazione smentita con una nota netta e inequivocabile della Curia Vescovile di Latina, che ha chiarito di non aver mai concesso alcun benestare.
E, come se non bastasse, il tentativo di giustificare il tutto con un post in cui l’assessore ha spiegato che “l’errore è stato di valutazione nell’aver ritenuto che il clima di dialogo potesse configurare un’autorizzazione” ma come si può pensare che il clima di un dialogo costituisca un’autorizzazione?
Ma non facciamo in tempo a rialzarci da una figuraccia che arriva l’ennesima perla, ieri in Commissione Trasporti e Viabilità, dove l’assessore ha presentato l’ultima novità: la trasformazione di Viale Le Corbusier — uno degli assi viari più importanti e ad alta percorrenza della città — in zona 30.
Parliamo di una strada strategica di circa 4 km che collega i popolosi quartieri Q4 e Q5 con il centro città, parte dalla stazione delle autolinee, attraversa il centro direzionale, si connette al sottopasso della Pontina, rappresentando anche uno degli ingressi a Latina, per arrivare ai quartieri Q4 e Q5. Decine di migliaia di veicoli la percorrono ogni giorno.
La motivazione? La necessità di modificare il progetto della pista ciclabile finanziata dalla precedente amministrazione, perché al centro della carreggiata dovrebbe passare il futuro tracciato del BRT (Bus Rapid Transit), il sistema di autobus elettrici ad alta velocità.
Peccato che il progetto BRT, ad oggi, non abbia ancora ricevuto il finanziamento ministeriale. Si sta quindi modificando un progetto esistente e finanziato sulla base di un’opera che, al momento, non esiste. Un presupposto fragile che rischia di far crollare l’intero impianto della scelta.
Inoltre, la soluzione individuata prevede una corsia “promiscua” tra auto e biciclette, con la ciclabile delimitata soltanto da una striscia orizzontale, senza protezioni fisiche, diversamente dal progetto originario che le prevedeva.
Di qui la necessità di trasformarla in zona 30. Ma quale automobilista rispetterà realmente il limite dei 30 km/h su quella strada, che di fatto rappresenta l’unico tratto realizzato della cosiddetta Mare-Monti? Il rischio concreto è quello di mettere in pericolo i ciclisti. E tutto questo su un’arteria dove, purtroppo, si sono già verificati gravi incidenti e investimenti anche mortali.
Ridurre a zona 30 un’arteria di grande scorrimento con la commistione di traffico veicolare e ciclabile, non solo appare tecnicamente discutibile, ma rischia di creare problemi significativi di viabilità e sicurezza. E la sicurezza non può essere oggetto di improvvisazione.
Non basta. Tra le motivazioni addotte vi sarebbe anche la presenza di alcune particelle, sia su Viale Le Corbusier sia su via Pierluigi da Palestrina (altro percorso della ciclabile finanziata), non formalmente acquisite al patrimonio comunale. Parliamo di strade pubbliche esistenti da trent’anni, con illuminazione, marciapiedi e traffico quotidiano.
Possibile che un Comune si fermi davanti a una questione tecnico-amministrativa che avrebbe dovuto risolvere da decenni?
Quando si tratta di forzare progetti ai limiti della normativa — come dimostrano i richiami e le richieste di integrazione da parte della Regione su altri interventi — si procede spediti. Quando invece si tratta di sistemare atti, convenzioni o acquisizioni su una strada pubblica storica, improvvisamente tutto diventa insormontabile.
E in questo elenco non possiamo dimenticare: la rincorsa tardiva a spostare il progetto “Tutti al Mare” dal tratto B al tratto A, su prescrizione della Regione e come avevamo chiesto sin dall’inizio; il progetto di difesa della costa bocciato dalla Regione per carenze nelle verifiche di tutela del tratto sottoflutto, come avevamo puntualmente segnalato. I cittadini non possono essere presi in giro. Non si può governare per annunci, improvvisazioni e giustificazioni postume. Pensavamo davvero di averle viste tutte. Ma con l’assessore Di Cocco abbiamo imparato una cosa: le sorprese non finiscono mai. E purtroppo, a pagare il prezzo di queste “perle”, sono sempre i cittadini di Latina”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, Capogruppo Consiliare M5S Latina.
