Lazio, Opposizioni: “Legge sui viaggi della Memoria e del Ricordo: atteggiamento centrodestra arrogante e incomprensibile”
“La superficialità e l’arroganza con cui il centrodestra sta affrontando la legge sui viaggi della memoria e del ricordo sono per noi incomprensibili”, dichiarano i capigruppo di opposizione in Consiglio regionale del Lazio. “Un provvedimento che doveva sostenere e promuovere i viaggi della memoria è stato trasformato in un’operazione confusa, che ne snatura il senso originario e cambia le carte in tavola.
In Aula abbiamo chiesto con forza che, per un dovere di precisione storica, non venissero confusi piani diversi, pur nella condanna totale dei massacri delle foibe. Ricordare tutte le tragedie del Novecento è doveroso, ma sovrapporle è un errore storico, morale e politico. La Shoah resta un unicum: un genocidio pianificato e sistematico, frutto di un progetto di sterminio senza precedenti. Le foibe furono una tragedia gravissima, con crimini anche contro civili innocenti, ma vanno lette nel loro specifico contesto storico di guerra e di confine. Ignorare i contesti non rafforza la memoria, la rende confusa.
Abbiamo inoltre denunciato la sciatteria del testo, privo di riferimenti alle tragedie storiche da cui nascono i viaggi della memoria e alle leggi nazionali che istituiscono le giornate commemorative.
La memoria è una materia seria, che richiede rigore e responsabilità. Per questo chiediamo alla maggioranza di fermarsi, di procedere con due leggi distinte e di uscire da una pericolosa confusione storica.
Il centrodestra regionale continua invece a produrre leggi bandiera, inutili e prive di effetti concreti e di risorse adeguate. Noi crediamo che la politica debba essere utile e che le leggi regionali debbano produrre risultati reali, non limitarsi a dichiarazioni di principio tanto confuse quanto inefficaci.”, concludono Mario Ciarla (PD); Marietta Tidei (Italia Viva); Adriano Zuccalà (Movimento 5 Stelle); Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista); Alessio D’Amato (Azione); Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).
