VACCINI COVID: IL 15 GENNAIO LA PRIMA DOSE NEL LAZIO

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L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato spiega il piano vaccino: “Il 15 gennaio prima dose somministrata nel Lazio”. Tra gli hub scelti per lo stoccaggio dell’antidoto al Covid c’è anche l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera edizione Roma, D’Amato descrive modi e tempistiche per la vaccinazione nel Lazio. Al contempo, sono in arrivo 1200 medici e infermieri per sostenere la campagna vaccinale senza lasciare sguarniti ospedali e reparti Covid e non.

La macchina organizzativa, in Italia, è già partita. Arriveranno da Pfizer, almeno all’inizio, 1,8 milione di dosi: nel Lazio ne sono previste oltre 200mila ai primi di gennaio. Autorità farmacologiche e sanitarie permettendo, anche se ieri, in ambito europeo, partendo dalla Merkel e a ruota altri 9 Paesi europei tra cui l’Italia, si è impressa un’accelerata all’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali chiamata a dare il via libera al vaccino Pfizer. L’ok, che passerà al vaglio anche dell’Aifa (Agenzia italiano del farmaco), dovrebbe arrivare prima di Natale e non il 29 dicembre come si era precedentemente annunciato.

Ad ogni modo, il 15 gennaio nel Lazio e in Italia dovrebbe essere somministrata la prima dose, forse in concomitanza, a effige simbolica, con gli altri Paesi dell’Ue.

La prima persona a cui sarà inoculato il vaccino nel Lazio “sarà una donna e sarà un’infermiera. Proprio come a New York“, ha spiegato D’Amato precisando che in questa prima fase saranno vaccinate 202.384 persone e “ognuno riceverà sia la prima che la seconda dose del vaccino Pfizer“, che saranno somministrate entro quattro settimane.

Le dosi verranno destinate su base volontaria, dapprincipio al personale sanitario e agli ospiti delle Rsa. Secondo D’Amato “gli ospiti di tutte le Rsa del Lazio sono 18.162. Mentre il personale operante, compresi medici, infermieri, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti, è costituito da 168mila unità“. Se tutti aderissero avanzerebbero circa 16mila dosi che, come spiega D’Amato, saranno inoculate secondo un piano riserve attualmente allo studio (probabili gli specializzandi in medicina).

Le priorità – dichiara D’Amato al Corserariguardano le classi d’età e abbiamo fatto un gran lavoro per classificarle: ci sono ad esempio 178mila ultra 85enni e altrettanti 75enni-84enni. Ci sono persone fragili che avranno la priorità: penso ad esempio a chi ha patologie croniche, ai trapiantati, ai malati oncologici, ai cardiopatici. È importante avere a disposizione ulteriori piani“..

D’Amato ha specificato che “la capacità vaccinale sarà di un milione di persone al mese, ma tutto dipenderà dalla periodicità degli arrivi (ndr: delle dosi di vaccino che arriveranno ogni 15 giorni, almeno da programma). E questo è indipendente da noi“. Il vaccino verrà somministrato ai cittadini dal personale sanitario e “se arriverà quello di AstraZeneca, che è più semplice da gestire, attiveremo i 4.000 medici di base e i 400 pediatri che partecipano solitamente alla campagna antinfluenzale“.

Infine, i luoghi dello stoccaggio del vaccino sono stati già individuati: San Filippo Neri per la Asl Roma 1, Pertini (Rm2), Grassi (Rm3), Civitavecchia (Rm4), Colleferro (Rm5), Castelli (Rm6), e poi Gemelli, San Camillo, Sant’Andrea, Tor Vergata, San Giovanni, Spallanzani, Regina Elena, Bambino Gesù, Policlinico Umberto I, Campus Biomedico, Belcolle di Viterbo, Spaziani di Frosinone, San Camillo De Lellis a Rieti e Santa Maria Goretti a Latina.

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