Latina, fermato a un posto di controllo con cocaina e coltello. I Carabinieri della Sezione Radiomobile arrestano un ventisettenne
Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 27enne elettricista, di nazionalità rumena, Vlad Paul Breban, incensurato e difeso dagli avvocati Massimo Frisetti e Matteo Salis. L’uomo, arrestato pochi giorni per spaccio di sostanze stupefacenti, ha deciso di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli, che ha convalidato l’arresto e disposto, su richiesta della difesa, la misura degli arresti domiciliari, nonostante il carcere invocato dal pubblico ministero.
L’arresto di Breban, residente a Latina, è avvenuto nel pomeriggio del 27 marzo quando i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Latina lo ha hanno fermato in Viale Kennedy con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Nello specifico, i Carabinieri, durante un posto di controllo alla circolazione stradale, hanno individuato Breban alla guida della propria autovettura. Il 27enne, infatti, ha dato nell’occhio perché, alla guida della sua Smart, dopo aver visto la pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Latina, ha sbandato e urtato un’autovettura in sosta lungo Viale Kennedy.
Durante le fasi di identificazione, i Carabinieri hanno notato uno stato di agitazione dell’indagato e pertanto hanno eseguito una perquisizione personale e veicolare che ha permesso loro di rinvenire, nella disponibilità dell’uomo, 3 involucri termosaldati contenenti complessivamente circa 332 grammi di cocaina, di cui 2 occultati sulla sua persona e uno sotto il sedile dell’autovettura, nonché un coltello a serramanico di 25 centimetri, con lama di 11, rinvenuto all’interno del cruscotto.
A seguito di successiva perquisizione a casa, i Carabinieri hanno rinvenuto nella disponibilità del 27enne, altri 2 grammi di marijuana e un bilancino di precisione. Il materiale rinvenuto è stato opportunamente repertato e sottoposto a sequestro. Le analisi di laboratorio hanno dato esito positivo sia alla cocaina che al Thc.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Secondo uno dei capi d’imputazione, Brebana è accusato di spaccio con altri soggetti fornitori rimasti ignoti. Gli inquirenti sono convinti che l’uomo sia inserito quindi in un giro di droga.
Secondo il Gip Morselli, sussiste il pericolo di reiterazione del reato, anche perché “il fatto per cui si procede non appare isolato, ma espressivo di una personalità non rispettosa delle regole dell’ordinamento e incline alla reiterazione della condotta criminosa”.
La misura più lieve dei domiciliari rispetto al carcere viene concessa per la giovane età di Breban e per la sua incensuratezza.
