“La presentazione di un libro sulla teoria del gender, in apertura di una rassegna culturale voluta dall’amministrazione comunale e finanziata con fondi pubblici. Il titolo è “L’ideologia del gender esiste: giù le mani dai nostri figli”. La presentazione dunque di una ideologia propagandata dalla destra e sempre più lontana dalla realtà che progredisce. Un’ideologia utilizzata per mascherare l’ignoranza sugli studi di genere, che hanno invece un terreno di conoscenze ampio in ambito psicologico, sociologico, medico e giuridico”. Così Elettra Ortu La Barbera, segretaria del movimento Latina Bene Comune.
“Troviamo assurdo e grave che si utilizzino fondi pubblici e un luogo istituzionale, il nostro teatro, per propugnare idee che si nutrono di omofobia, innalzano muri, costruiscono un clima di ostilità, instillano nelle famiglie la paura della diversità – spiega ancora la segretaria del movimento – Chi sostiene l’esistenza della ‘teoria del gender’ crede allo specifico intento di confondere l’identità di bambini e ragazzi, di cancellare le differenze tra uomini e donne, di ideologizzare la scuola. Idee queste prive di fondamento e basate su una semplificazione estrema della realtà. Nessuno nega l’esistenza di sessi biologici, nessuno impone identità fluide né cancella i concetti di maschile e femminile.
Tantomeno nessuno insegna ai bambini a ‘cambiare genere’. Non ci sono obiettivi segreti, ma solo un’analisi sociale che punta ad accogliere e comprendere le complessità, analizzare le disuguaglianze, promuovere libertà e pari opportunità, prendere atto che le differenze biologiche esistono e sono importanti e che va tutelata la libertà degli individui di vivere la propria identità. Molti cittadini stanno esprimendo in queste ore pareri indignati rispetto all’organizzazione di questo evento, commenti e opinioni di cittadini che vengono puntualmente cancellati e rimossi dai profili social istituzionali dell’amministrazione comunale e del Teatro”.
“Di fronte alla necessità sempre più urgente di introdurre un’educazione affettiva nelle scuole, che possa contribuire a costruire identità consapevoli e rispettose, il nostro Paese resta invece indietro e la nostra amministrazione comunale anziché costruire percorsi di uguaglianza e rispetto dei diritti, alimenta una narrazione ideologica, divisiva e pericolosa – aggiunge anche l’ex sindaco Damiano Coletta – La solidarietà rispetto al disagio di tante ragazze e ragazzi e alle difficoltà vissute dalle famiglie è fatta solo di parole vuote, pronunciate nel momento del dramma. Poi, nei fatti, conta solo mantenere saldo un certo tipo di elettorato che si riconosce in quei valori.
Crediamo che ci sia un altro modo di fare cultura. E se proprio si voleva aprire un dibattito, si sarebbe potuto invitare esponenti di Studi di genere dell’università Sapienza. Come Lbc intanto, sulla scia di quanto già fatto al Comune di Roma, proporremo un emendamento di 50mila euro per introdurre l’educazione sessuo- affettiva nelle scuole medie della nostra città, ai ragazzi che vivono un’età ormai sempre più a rischio”.
