TRUFFA SUI DISPOSITIVI ORTOPEDICI: 109 GLI INDAGATI

Una imponente inchiesta condotta dalla Procura di Napoli su un sistema di corruzione legato alla prescrizione di dispositivi ortopedici a carico del Servizio sanitario nazionale. Nel procedimento risultano coinvolti medici delle Asl di Napoli e Caserta, imprenditori, professionisti del settore e altre persone ritenute, a vario titolo, coinvolte nel meccanismo ipotizzato dagli investigatori. Tra di loro anche un professionista del sud pontino.

Sono complessivamente 109 gli indagati. Per 87 di loro la Procura ha chiesto l’applicazione di misure cautelari: 35 richieste di custodia in carcere, 51 agli arresti domiciliari e una di obbligo di dimora. Per 43 persone sono stati già programmati gli interrogatori di garanzia. Gli indagati dovranno comparire tra il 19 e il 29 ottobre davanti al giudice Mariano Sorrentino, al quale potranno fornire la propria versione dei fatti.

Tra coloro per i quali è stata richiesta la custodia cautelare in carcere figurano Anna Agizza, Salvatore Borrelli, Patrizia Cappabianca, Luisa Capuano, Cosimo Chiummo, Davide Ciotola, Patrizia Crocella, Armando De Cicco, Pasqualino De Martino, Stefano Di Costanzo, Sebastiano Domenico Di Guida, Pietro Diffidenti, Luigi Forgione, Vincenzo Grimaldi, Giuseppe Iavarone, Nunzia Iorio, Eugenio Larotonda, Gennaro Melluso, Salvatore Mosca, Fabrizio Navarra, Manuele Palmieri, Francesco Papaccio, Annamaria Passaro, Loredano Petta, Tiziana Reale, Giuseppe Santella, Francesco Savino, Paola Scognamiglio, Vittorio Serao, Giuseppe Sorgente, Antonio Strangio, Biagio Vincenti, Luigi Vizzino, Franco Zungri e Salvio Zungri.

Tra gli indagati compare anche Pasqualino De Martino, medico fisiatra in servizio presso il distretto di Succivo dell’Asl di Caserta.

Per altre 51 persone la Procura ha invece sollecitato gli arresti domiciliari. Il gip ha già fissato l’interrogatorio per otto di loro: Antonio Armano, Giuseppe Barretta, Antonio Bocchetti, Vincenzo Casolaro, Antonio Casoria, Alessandra Guarino, Giancarlo Tommasi e Bruno Zanobbi. Quest’ultimo è un ortopedico in servizio al distretto di Succivo dell’Asl di Caserta, mentre Tommasi è un imprenditore di Castel Volturno e titolare di uno dei centri ortopedici finiti sotto esame.

Al centro dell’indagine ci sarebbero, secondo la ricostruzione degli inquirenti, prescrizioni di ausili ortopedici effettuate da alcuni medici senza che i pazienti fossero stati sottoposti a una visita. Le prescrizioni, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state funzionali agli interessi economici di alcune aziende impegnate nella commercializzazione di dispositivi sanitari, comprese sedie a rotelle e altri ausili. In cambio delle prescrizioni, i medici avrebbero ricevuto denaro o altri vantaggi, tra cui dispositivi elettronici come iPad e smartphone, oltre ad altre regalie. -L’indagine ipotizza diversi reati: associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, corruzione e falso. Nel fascicolo compare inoltre la posizione di un parcheggiatore abusivo che, secondo quanto riportato nell’inchiesta, avrebbe operato nelle vicinanze della sede dell’Asl Napoli 1 Centro di via Ammendola, a Napoli.

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