TRASPORTATO 16 KM DAL FIUME IN PIENA: IL GESTO EROICO DI UN 39ENNE FORMIANO A VERONA

L'Adige a Verona
L'Adige a Verona

La storia del 39enne Danilo Marino, un Vigile del Fuoco originario di Formia, che domenica scorsa ha tentato di salvare la vita a un suicida che si era buttato a Verona nell’Adige in piena

Tanto il coraggio di Marino, pompiere da anni a Verona ma con le radici a Formia, che domenica 30 agosto, con il fiume Adige in piena, è intervenuto per aiutare un uomo che si era lanciato nelle acque rese ancora più impervie dalle forti piogge e con il preciso scopo di lasciarsi trascinare per morire.

Tutto è iniziato intorno alle 9,30 della sera di due giorni fa, quando due poliziotti stanno cercando inutilmente di fermare e soccorrere un giovane moldavo di 24 anni che ha deciso di farla finita buttandosi nel fiume Adige da Ponte Pietra durante una piena di una nottata che si preannuncia campale. È da qui che inizia l’intervento di Marino, vigile del fuoco specializzato sommozzatore, che non ci pensa un attimo e decide di tuffarsi per salvare il 24enne. Lo raggiunge e riesce ad agguantarlo per un braccio, afferra la presa, ma l’aspirante suicida non vuole farsi aiutare e lotta con tutte le sue forze per liberarsi.
Marino cerca più volte di riportarlo a riva, rischiando di morire, e più volte finisce sott’acqua mentre cerca con tutte le sue forze di trascinarlo al sicuro.

A causa della colluttazione con il suicida che non vuole saperne di vivere, la cima tenuta dai colleghi che tiene attaccato a riva Danilo Marino si slega cosicché il pompiere sommozzatore viene trascinato via dalla corrente. Un peccato perché Marino era riuscito quasi a mettere in salvo il giovane moldavo con l’aiuto di un ramo. Vengono spinti via tutti dalla corrente: Marino, il moldavo e uno dei poliziotti, solo che quest’ultimo riesce a mettersi in salvo un centinaio di metri dopo, mentre del pompiere e del giovane si perdono le tracce.

Cinque ore di ricerche disperate da parte dei Vigili del Fuoco colleghi di Marino e delle Forze dell’Ordine: lo ritrovano 16 chilometri più a valle, all’altezza del ponte che attraversa Zevio, nella parte sud ovest di Verona. Danilo è ancora vivo, ha avuto la prontezza di tagliarsi l’idrotuta riuscendo a galleggiare sulle acque del fiume cariche di detriti. Ricoverato all’ospedale “Borgo Trento” di Verona per un principio di ipotermia, il 39enne formiano è stato dimesso ieri. L’unico rammarico è che il 24enne moldavo è scomparso nonostante accurate ricerche andate avanti per tutto il giorno: “Ho fatto solo il mio dovere – ha dichiarato Marino ai giornali locali – stavo pensando solo a quello e al dispiacere di non aver salvato una vita umana“.

Nella giornata di ieri, Marino ha ricevuto i ringraziamenti del Ministro di Belluno Federico D’Incà e del sottosegretario al Ministero dell’Interno Carlo Sibilia.

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