Lunedì 12 gennaio è arrivata presso il porto commerciale di Gaeta, la nave TBC Praise proveniente dagli Stati Uniti che trasporta 20mila tonnellate di petcoke.
“Il petcoke scaricato dalla Intergroup – spiega la consigliera comunale d’opposizione, a Formia, Paola Villa, da sempre attiva su questi temi – viene stoccato come al solito presso il deposito della famiglia Di Sarno a Sessa Aurunca, ecco perché in questi giorni, oltre 670 camion, stanno percorrendo la nostra Flacca per portare il petcoke da Gaeta a Sessa.
Ennesimo scarico della sostanza dichiarata cancerogena dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, bandita da gran parte dei porti del mondo, e lá dove viene scaricato ciò avviene in camere ( capannoni) stagne e coibendati…invece a Gaeta lo scarico avviene a cielo aperto, prospiciente la banchina, con l’utilizzo di benne…eppure è proprio l’azienda Intergroup a voler riconosciuto il porto commerciale di Gaeta come “porto green” ed è proprio la stessa azienda, unica tra i concessionari del porto, a fare business con merci rinfuse e polverose ( come petcoke, solfati…), eppure è l’azienda Intergroup a dichiarare di avere il terminal “green and Blue” cioè quel grosso capannone posto sotto sequestro nel 2022 ma con “facoltà d’uso”…una delle diciture più strane che riguardano il porto di Gaeta”.
“In queste settimane si sta raccontando l’entusiastica iniziativa dell’Amministrazione di Gaeta di proporre la città a “Capitale del Mare”, forse coinvolgere il porto commerciale non sarebbe una cattiva idea, forse non continuare a permettere lo scarico di merce cancerogene in porto sarebbe un ottimo volano per sostenere tale candidatura…forse prendere una posizione netta e chiara da parte di chi amministra la città su chi comanda e la fa da padrone in porto, forse darebbe credibilità alla proposta…
intanto anche questa mattina i camion continueranno, i 670 camion continueranno ad attraversare Formia con direzione Sessa Aurunca con il loro veleno a bordo”.
