Terracina, aggredisce l’ex fidanzato della figlia, arrestato dalla Polizia di Stato per tentato omicidio: prosegue il processo
Non ha tanta voglia di parlare e sembra intimorito, la vittima del processo per tentato omicidio ascoltata oggi, 25 settembre, in aula, a Latina. Si tratta del processo, incardinato davanti al primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, in cui è imputato il 57enne di origine catanese, Carmelo Papa, difeso dagli avvocati Francesco Calderone e Daniele Campo. A costituirsi come parte civile il ventenne, vittima del colpo d’accetta rifilato a settembre 2025 dall’imputato. Il giovane è assistito dall’avvocato Francesco Pietricola.
La Polizia di Stato, a settembre dell’anno scorso, era intervenuta in viale della Vittoria, a Terracina, all’altezza della confluenza con via Lungolinea, dove al 112 era stato segnalato un sinistro stradale.
Sul posto erano presenti due ragazzi, uno dei quali riverso in terra con una copiosa perdita di sangue dal capo. L’altro ragazzo, malconcio ma non in gravi condizioni, riferiva che poco prima, mentre erano entrambi a bordo della bicicletta del suo amico, erano stati aggrediti da un uomo a bordo di un ciclomotore armato di un’accetta.
Era immediatamente intervenuto personale sanitario che ha trasportato il ferito più grave direttamente all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina, dove gli erano state riscontrate gravi lesioni craniche con lacerazione della corteccia cerebrale. Il 20enne era finito in coma farmacologico.
Nel frattempo, presso il Commissariato di Polizia di Terracina, si era presentato Carmelo Papa, noto alle forze dell’ordine, che si era addossato la responsabilità dei fatti descritti, quale risposta ai ripetuti e continui comportamenti irriguardosi della vittima nei confronti della figlia dell’aggressore. I due ragazzi erano stati fidanzati ma, conclusa la relazione, il giovane avrebbe continuato a infastidire e oltraggiare la ex ragazza, rendendosi anche responsabile di ripetuti comportamenti persecutori.
Al fine di ricostruire al meglio i fatti narrati dall’uomo, d’intesa con il pubblico ministero di turno della Procura di Latina, era stata intrapresa una minuziosa attività investigativa, attraverso l’escussione di numerosi testimoni e l’accorta analisi del sistema di video-sorveglianza cittadino, le cui risultanze istruttorie erano state condivise con l’Autorità Giudiziaria e si era quindi proceduto all’arresto dell’uomo per il reato di tentato omicidio.
Le indagini avevano anche consentito di attribuire delle responsabilità anche al figlio dell’arrestato, che non era mai stato menzionato dal genitore, ma presente al momento dell’aggressione, il quale era stato denunciato in stato di libertà. Al termine della redazione degli atti di rito, Papa era stato condotto in carcere.
Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, dopo il colpo, il ragazzo avrebbe subito contusioni multiple craniche, varie fratture, contusioni e la lacerazione della corteccia cerebrale. La prognosi era stata superiore ai 40 giorni.
Il 20enne, vittima dell’aggressione, è stato escusso oggi. Attualmente, come il suo carnefice, si trova detenuto per reati di maltrattamenti. Il giovane non ha saputo relazione molto bene sull’accaduto. Ciò che è certo è che lui spiega di non aver visto arrivare Papa da dietro, ricorda solo una botta e di essere caduto sull’asfalto. Il prossimo 21 ottobre, tra i vari testimoni che sfileranno, ci sarà anche il ragazzo che si trovava con la vittima al momento dell’aggressione e che dovrebbe aver visto Papa avvicinarsi e scagliare il colpo.
Una violenza, quella di Papa, che era stata anticipata da almeno un messaggio inviato all’ex di sua figlia, nel quale diceva: “Ti scanno come i maiali”. Una rabbia dovuta ai comportamenti del giovane e che è sfociata in un’aggressione che per poco non portava ad un omicidio per strada. Papa, pregiudicato, ha un passato difficile, essendo stato un appartenente ad un clan di Cosa Nostra.
