Damiano Coletta
Damiano Coletta

TANTE INIZIATIVE DEL COMUNE DI LATINA PER LA PARTECIPAZIONE. MA LA CITTÀ CHIEDE ALTRO

in Attualità/Politica

Sabato 6 aprile 2019, il Comune di Latina e l’Azienda dei Beni Comuni (ABC), che gestisce la raccolta dei rifiuti, annunciano un appuntamento al lido di Latina per liberare la spiaggia dalla plastica (vedi reportage di Latina Tu sul problema delle plastiche e microplastiche nel mare e nel territorio) e inaugurare il nuovo Centro di raccolta di ABC istituito in via Massaro a Borgo Sabotino.
azienda abcAlle 10 ci sarà il raduno a piazzale Loffredo, a Capoportiere, con i saluti del sindaco di Latina Damiano Coletta e del presidente di ABC Demetrio De Stefano.
Alle 10.30 inizieranno le operazioni di pulizia della spiaggia e alle 11.45 verrà inaugurato il Centro di raccolta in via Massaro.
La mattinata, spiegano dal Comune, si concluderà alle 12.30 con la chiusura dei sacchi. Nel comunicato sul sito dell’ente di Piazza del Popolo si invita tutta la cittadinanza a partecipare.

Dopo la pratica dei patti con i comitati di quartiere e le associazioni per curare il decoro urbano di determinate e circoscritte zone, come al Quartiere Nicolosi o gli ultimi tre accordi firmati con i cittadini di Gionchetto, Borgo Montello e Latina Scalo, ecco una nuova iniziativa all’insegna della parola d’ordine della partecipazione.
Inclusione dei cittadini e condivisione del problem solving con i medesimi sicuramente lodevole da parte dell’istituzione locale e della sua azienda speciale, ma i problemi cronici e strutturali delle varie aree della città permangono. E non pare che con queste iniziative si possa offrire una decisiva spinta al miglioramento.
Senza contare che ABC, pur da apprezzarsi per il fatto che apra il centro raccolta di Via Massaro, è ancora scossa pesantemente dalla sentenza del Consiglio di Stato che la rende un’anatra zoppa. E il Comune, al contempo, non ha ancora spiegato ai cittadini come intenda affrontare la questione sollevata dai giudici di Palazzo Spada che rischia di trasformarsi in un ennesimo e enorme contenzioso di natura civile, con richiesta milionaria da parte della società De Vizia Transfer S.p.a. a tambureggiare sulle casse del Comune. Si sa solo che la patata bollente è in mano alle valutazioni dell’avvocatura, per il resto tutto tace. E da settimane.
Comune di LatinaÈ doveroso, a questo punto, che il sindaco Damiano Coletta chiarisca quali saranno i passi dell’ente che amministra già nel  Consiglio comunale convocato l’8 aprile prossimo e richiesto dai consiglieri di opposizione Mieli, Calvi, Ialongo, Marchiella, Tiero, Celentano, Carnevale e Adinolfi. Del resto in quel Consiglio vi sarà un unico punto all’ordine del giorno, vieppiù molto centrato ed esplicito: “Azienda speciale ABC – sentenza Consiglio di Stato n.1687 del 21.02.2019 – determinazioni in merito all’esecuzione della sentenza“. La credibilità del sindaco e della Giunta e della maggioranza LBC sarà testata in quell’assise, considerando che l’azienda speciale dei beni comuni è il vero nodo gordiano dell’amministrazione: se l’assessore all’Ambiente e vero ispiratore dell’azienda Roberto Lessio e Damiano Coletta non riusciranno a venire a capo dell’affaire ABC (ancora senza piano industriale e mutuo profetizzato più volte con la Cassa Depositi e Presiti), quel nodo diventerà inestricabile come nell’aneddoto mitico, solo che questa volta neanche Alessandro Magno sarà in grado di scioglierlo.

Tornando al concetto di partecipazione, è ancora in nuce anche quell’altro progetto che riguarda l’Urban Center – Casa della Città e del Territorio (un think tank/pensatoio rivolto a chi voglia elaborare i progetti più qualificati per la città), voluto e votato da tutta l’assise comunale (su delibera proposta dal consigliere d’opposizione Matteo Coluzzi). L’intenzione di questo progetto è nobile e sicuramente vanno apprezzati gli sforzi del Forum interno ad LBC che ha generato l’architettura della futura associazione in cui dovranno confluire dei portatori d’interessi privati (ordini, associazioni, comitati, istituti ecc.). Un esempio di condivisione e partecipazione presente e futura di cittadini e corpi intermedi, epperò la sensazione è che rimanga in superficie, come fosse una bellissima dichiarazione programmatica, corredata di simposi, tavole rotonde, dibattiti fini a se stessi. Ed è proprio qui il punto, al di là dell’Urban Center.

Bassano del Grappa
Un’immagine di Bassano del Grappa a cui il Forum che ha lavorato all’Urban Center di Latina si è ispirato. A Bassano del Grappa, infatti, sembra che l’esperimento sia riuscito

Sono molti i cittadini che percepiscono, a volte a torto, spesso a ragione, una inconsistenza/insofferenza per questo tipo di iniziative volte al coinvolgimento, anzi, di frequente, c’è chi si sente preso in giro. Come a dire: Coletta e De Stefano vengono a presentare l’iniziativa per le spiagge pulite, ma poi noi dobbiamo pulire la spiaggia. Se questo è il sentimento, e non è peregrino pensarlo, è importante rimodulare il concetto di partecipazione, molto abusato, strumentalizzato ormai da ogni partito politico, ma mai veramente messo in pratica in un Paese e in una città, Latina, che a senso di identità latita per cui discende un’assenza totale di unione. Sia di intenti che di azioni messe in campo. La partecipazione si attua, qualificandola (l’Urban Center se non rimarrà su carta promette di andare in questa direzione), ma si concretizza se alla base c’è una città che funziona. E per far in modo che sia così, è l’amministrazione che deve garantire la manutenzione ordinaria dell’esistente. Un obiettivo dovuto e assodato ma che, nel capoluogo di provincia, non è stato raggiunto minimamente. Vi immaginate una città con un Urban Center all’avanguardia e le strade lorde di monnezza?

Damiano ColettaÈ improrogabile mettere mano ai problemi radicali della città e questo non può che farlo l’amministrazione legittimamente votata, stabilendo le priorità e assumendosi la responsabilità, arrivati ormai a quasi tre anni di amministrazione, di dover per forza di cose tralasciare altre questioni aperte. Insomma, Coletta, LBC e il Comune sono arrivati a un punto di non ritorno: o decidono di concentrarsi su pochi punti e risolverli al meglio, oppure affogano nel caos di ogni giorno rispondendo ai tiramenti del momento e perdendo di fatto tempo. Da qui si potrà comprendere la capacità che hanno avuto di programmare quel che resta della consiliatura.

  • Se non viene chiarita la situazione dell’azienda speciale, accendendo il bottone della differenziata – fino ad ora in quasi tre anni di amministrazione è uccel di bosco e peggiorata rispetto all’amministrazione Di Giorgi; in numerosi quartieri della città è un miraggio tanto che molti cittadini dovranno impararla come si impara una nuova lingua. L’amministrazione deve lasciare da parte le polemiche sullo statuto, sul mutuo (quando?), sul Pef, sulla Tari ecc. scrollandosi di dosso l’ansia da prestazione rispetto alle fisiologiche e, a volte, centrate sciabolate dell’opposizione (gioco facile talune volte di fronte a un corpo della maggioranza fragile e poco avvezzo e brillante per la disfida politica; non riescono mai e poi mai a rispondere a tono a personaggi di scarsa credibilità) e spingere verso un unico obiettivo: aumentare quel dato, 24% di differenziata, che è insufficiente e francamente vergognoso. Non basterà né il 27% profilato dal direttore generale Silvio Ascoli, né il più ottimistico 31%. Servirà raggiungere, a fine consiliatura, una quota di oltre il 40%, più verso il 50%, per far ricredere una città che da ABC sino a ora ha avuto in cambio solo strade più sporche e infiniti dibattiti;
  • se non si mette mano al disastro delle strade (problema dei più banali ma più ostici: le buche): pare che quello dell’assessore Ranieri sia un piano a lungo termine, per togliere di dosso una volta per tutte le gruviere urbane, ma se perdono questa scommessa addio credibilità, stavolta definitivamente;
  • se non si fa chiarezza con l’urbanistica (quando parte l’ufficio di piano? c’è intenzione di fare una pianificazione seria e moderna o siamo ai balbettii vecchio stile, nel senso della precedente amministrazione, dei due assessori che si sono avvicendati?) al di là dei tremebondi pasticci della delibera Q3 e il Progettone di Latina anche città di mare, perso nei meandri della inerzia amministrativa. Sul cemento, inoltre, LBC gioca la sua possibilità di essere ritenuta attendibile: è inaccettabile non fare niente di fronte alle richieste dei privati, che siano i costruttori Corica o altri (di centri commerciali se ne vogliono costruire non solo vicino al Centro Morbella ma anche, per esempio, dove è adesso il centro meccanografico). I privati fanno i privati, è il loro lavoro, un’amministrazione che parla di cemento zero in campagna elettorale ha l’obbligo morale e politico di far fede a quelle promesse. Sarebbe al limite del paradossale, per quanto riguarda la delibera Q3, che le ex amministrazioni Zaccheo/Di Giorgi, quelle dei costruttori in commissione urbanistica, siano state in grado di fermare gli appetiti su quel terreno vicino alle porte della città, e Coletta no. Ci pensino i consiglieri di maggioranza di LBC, invece di intemerate a senso unico in difesa del supposto bene comune;
  • se non danno risposte concrete ai cittadini dei borghi, quelli sì, gli unici che a Latina possiedono un minimo di senso di identità, perderà anche un po’ di umanità la squadra Coletta. Nei borghi ci sono passioni e unità di sentimenti che vano valorizzati. Ad esempio, a Borgo Grappa, dove i cittadini hanno redatto una petizione presentata al Comune di Latina, chiedono, tra le altre cose, del Porto di Rio Martino. Cosa sta aspettando Coletta, cui mezza giunta con in testa l’assessora ai servizi sociali, Patrizia Ciccarelli, ha appoggiato Zingaretti (una sorta di ritorno all’ovvio catino politico visti i rapporti del marito, Salvatore Forlenza, da sempre stretti con il mondo diessino/piddino), ad andare dal Governatore del Lazio e pretendere, non chiedere, proprio pretendere che si sblocchi la questione della gestione di Rio Martino? Cosa l’hanno appoggiato a fare, il governatore e segretario del PD, se poi manco le richieste elementari si possono avanzare?
Coletta Zingaretti Pizzarotti
Il sindaco di Latina Damiano Coletta, Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti

Ecco, se in sostanza qualcosa non si affronta con la stessa determinazione (o ostinatezza) con cui Lbc ha affrontato il cambio del nome dei Giardinetti pubblici, le iniziative tese alla partecipazione dei cittadini, buone di per sé, vengono ingoiate dallo stomaco dei malumori permanenti di chi a giugno di tre anni fa votò Coletta.

  1. Azienda speciale e rifiuti (comprese le gravi inadempienze sulla discarica);
  2. Strade (accantonando le assurdità sull’autostrada a pedaggio);
  3. Urbanistica e Progettone;
  4. Borghi.

Quattro punti che non sono la pietra filosofale di Latina ma che, quantomeno, rappresentano questioni sentite da tutti. In poco più di due anni, se si è seri, non ci si può concentrare su tutto e qualsiasi cosa: è arrivato il momento di affrontare la situazione, con la prece di abbandonare immediatamente gli ammiccamenti o addirittura le adesioni organiche con Zingaretti, Pizzarotti, Moscardelli (a inizio consiliatura), sopratutto se poi politicamente non si ha neanche la capacità di riscuotere i galloni per un appoggio a dir poco rischioso (in riferimento all’appoggio di politici LBC all’elezione interna di un segretario di un altro partito, il PD).
Indipendentemente dal lasciar fare centri commerciali modello ancien regime ovunque in città (colpa grave dell’era Coletta), ecco, questo impelagarsi e immischiarsi in storie di politica partitica nazionale, se non si ottengono risultati, l’elettorato, o quel che ne rimane, proprio non lo capisce.

Latest from Attualità

Torna su