“Terracina-Roma, l’ennesimo annuncio senza biglietto”, l’intervento del segretario di Azione, Arcangelo Palmacci
“Il sottosegretario Durigon, con l’enfasi di un annuncio epocale, proclama urbi et orbi — proprio a cavallo delle festività natalizie, così come fece Salvini durante la campagna elettorale del 2023 — la prossima riapertura della tratta ferroviaria Terracina-Roma.
Lo fa con tale sicumera da accendere nella mente una sceneggiatura perfetta: il fischio del capotreno, le valigie che rotolano sul marciapiede, i bambini per mano alle mamme, i pendolari trafelati che corrono verso il vagone per non perderlo e, naturalmente, il viaggiatore con la bottiglietta d’acqua, il termos del caffè e la classica scatola di mozzarelle nostrane da portare ai parenti a Roma. Un quadro così vivido da sembrare una festa della rotaia. Anzi, un ritorno alla speranza.
Peccato che, come dice il vecchio adagio (e qui siamo perfettamente in tema natalizio), “passata la festa, gabbato lo santo”. Del resto si sa: “l’Epifania tutte le feste porta via”, comprese le promesse.
Insomma, cari concittadini, godiamoci pure il panettone e il brindisi, perché la tanto sbandierata riapertura della stazione ferroviaria di Terracina finirà, ancora una volta, per rivelarsi per ciò che è: una promessa “da calendario”, destinata a svanire con l’ultima fetta di panettone e buona solo per le luci delle festività natalizie, già sbiadita all’arrivo della Befana.
Perché, in certi annunci, l’unica cosa che corre davvero è la fantasia. E più che un viaggio su rotaie “riaperte”, sembra l’ennesimo viaggio verso il nulla: più che un binario, un binario morto.
Onorevole Ministro, onorevole Sottosegretario: va bene che siamo nel pieno delle feste, periodo in cui siamo tutti un po’ più buoni, ma sono festività natalizie, non Carnevale. E i terracinesi possono essere pazienti, magari anche indulgenti… ma non sono né fessi né creduloni.
Non basta qualche intervista ben piazzata o una dichiarazione in pieno spirito natalizio per sanare anni di disattenzioni e ritardi. Perché qui non si parla di folklore, ma di diritto alla mobilità, di sviluppo del territorio, di rispetto per le comunità.
Per questo chiediamo serietà. Chiediamo che le istituzioni smettano di promettere ciò che non sono in grado — o non hanno intenzione — di mantenere. Chiediamo responsabilità.
Perché, a furia di giocare con gli annunci, si perde non solo la faccia, ma anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella democrazia. E quella, purtroppo, non viaggia né su rotaie né su binari. Quella, una volta persa, non torna più”.
Così, in una nota, Arcangelo Palmacci, Segretario Provinciale di Azione e locale di Terracina in Azione.
