Una storia che coinvolge un padre, una figlia e il datore di lavoro di quest’ultima: gli accusati diventano vittime e viceversa
Tutto si origina in una nota gelateria che si trova al centro di Latina. Siamo nel 2023. Nell’esercizio commerciale lavora una giovane donna, M.M. (le sue iniziali) che, all’epoca dei fatti, ha l’età di 27 anni.
È proprio all’interno della gelateria che si consumano in più occasioni, nell’estate del 2023, alcune molesti sessuali messe in atto dal gestore e datore di lavoro, F.D.L. (le sue iniziali). L’uomo, che in quel momento ha 53 anni, inizia a fare apprezzamenti sessuali nei confronti della ragazza.
Non solo parole. Il 53enne, in più occasioni, tocca il didietro della dipendente e le palpa le parti intime.
La ragazza avverte il padre, F.M., all’epoca dei fatti 52enne. L’uomo insieme alla figlia iniziano a minacciare i denuncia il gelataio e lo molestano fino a provocargli un vero e proprio stato di ansia e paura. Una serie rilevante di telefonate e minacce di picchiarlo, senza contare di “promettere” di bruciargli il locale in pieno centro di Latina: “Facciamo uno scempio”, gli dicono.
Minacce che mirano anche al pagamento degli stipendi non solo della ragazza molestata, ma anche di un’altra dipendente.
Fatto sta che questa storia di abusi sessuali e minacce incrociati diventa materia penale, in base alle denunce e contro-denunce che le due parti si fanno in Procura. Alla fine, il pubblico ministero Marco Giancristofaro decide di chiedere il rinvio a giudizio per tutti e tre: padre e figlia e datore di lavoro.
Oggi, 21 aprile, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, ha deciso che tutti e tre dovranno affrontare un processo che inizierà il prossimo 2 marzo 2027 davanti al secondo collegio del Tribunale di Latina.
Un processo particolare che vedrà imputati e persone offese nella doppia veste di aguzzini e vittime. Il collegio difensivo è composto dall’avvocato Marta Censi per il padre e la figlia, accusati di stalking e esercizio arbitrario delle proprie ragioni in concorso, e dall’avvocato Giulio Cesare Villoni per il gelataio accusato di violenza sessuale aggravata.
