La Polizia di Stato trae in arresto un uomo in flagranza di reato di atti persecutori: i fatti sono accaduti nel capoluogo
Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Roberta Brenda, ha accolto il rito abbreviato condizionato all’audizione della persona offesa per un uomo, classe 1977, difeso dall’avvocato Nicolò Giglio, arrestato lo scorso 26 febbraio in flagranza di reato differita per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, al momento dell’arresto, era già destinatario della misura cautelare del divieto di avvicinamento con controllo elettronico emessa per un fatto ai danni di un’altra donna. Il rito abbreviato è stato rinviato al prossimo 8 maggio quando verrà ascoltata come testimone la donna, individuata come vittima dalla Polizia di Stato.
La Squadra Mobile aveva raccolto l’accorata denuncia della donna che riferiva di essere vessata dall’ex compagno. Il 26 febbraio, era stata raccolta una ulteriore integrazione di denuncia e, nella circostanza, gli investigatori avevano avuto modo di rilevare continue chiamate da parte dell’imputato.
Rilevata la persistente condotta molesta e la contestuale minaccia di recarsi presso il plesso scolastico frequentato dal figlio comune della coppia per prelevare il minore prima della fine dell’orario delle lezioni, gli uomini della Squadra Mobile avevano proceduto al rintraccio del 48enne ponendolo in stato di arresto.
Il giorno dopo, 27 febbraio, l’uomo in stato di arresto, difeso dall’avvocato Giglio, era comparso davanti al giudice monocratico che aveva convalidato l’arresto e disposto un nuovo divieto di avvicinamento per stalking. Il provvedimento era stato emesso in quanto l’uomo aveva inviato, come riportato dai poliziotti, una serie di messaggi arrivando a minacciarla di prelevare il figlio da scuola.
I poliziotti, vedendo quando stava accadendo, avevano rintracciato il 47enne presso via della Chiesuola a Latina. Il 47enne, peraltro, aveva già sul groppone il provvedimento di divieto di avvicinamento ad un’altra donna, con tanto di braccialetto elettronico. Al contempo, pendeva su di lui la denuncia della ex con cui ha avuto un figlio.
Alla fine della camera di consiglio, il giudice monocratico aveva convalidato l’arresto e emesso un’ordinanza di divieto di avvicinamento alla ex, almeno alla distanza di 500 metri, predisponendo un altro braccialetto elettronico.