Spiagge accessibili, pulite e attrezzate. Ma anche sicurezza, monitoraggio ambientale ed eventi. I Comuni del Lazio potranno affrontare la stagione balneare con il sostegno della Regione Lazio che, anche per il 2026, ha confermato lo stanziamento di tre milioni di euro.
Si tratta di una misura strutturale dell’amministrazione Rocca, su cui la Regione ha investito complessivamente 12 milioni di euro dal 2023 ad oggi. La delibera è stata già approvata in Giunta, rendendo le risorse immediatamente disponibili per le amministrazioni locali.
Il Piano di valorizzazione e promozione economica degli arenili destinati alla libera fruizione del litorale laziale 2026 è stato presentato dalla vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio, all’Artigianato, all’Industria, all’Internazionalizzazione della Regione Lazio, Roberta Angelilli. Alla conferenza stampa sono intervenuti Vittorio Sambucci, presidente Commissione Sviluppo economico e Attività produttive del Consiglio regionale del Lazio, e Cosimo Nicastro, Comandante della Capitaneria di porto di Civitavecchia e Direttore marittimo del Lazio.
Le risorse regionali potranno essere impiegate dalle amministrazioni locali per migliorare la fruibilità delle spiagge libere, con interventi che garantiscano in primo luogo condizioni di pulizia e qualità ambientale: dalla rimozione della plastica e dei rifiuti alla realizzazione di isole ecologiche, fino al disinquinamento delle acque marine o dei fiumi attraverso biotecnologie.
Sarà inoltre supportata l’attività di vigilanza alla balneazione, anche con punti di primo soccorso, servizi di guardiania delle spiagge e azioni di prevenzione incendi. Sono finanziati interventi per garantire la piena agibilità dell’arenile e l’accesso facilitato alle persone con disabilità. Previsti anche contributi per la tutela degli ecosistemi marini, accompagnati da iniziative educative rivolte alle scuole, oltre a servizi di mobilità sostenibile come navette ecologiche.
Tra le principali novità dell’edizione 2026:
• la promozione di iniziative ed eventi sportivi sulle spiagge libere, anche di natura subacquea;
• il rafforzamento delle attività di analisi e monitoraggio della qualità delle acque di balneazione, in collaborazione con ARPA Lazio.
Per la prima volta, la Regione Lazio sostiene i Comuni anche in attività più complesse, che consentono una migliore gestione del Piano di utilizzazione degli arenili (PUA) e aprono a concrete opportunità di destagionalizzazione. Le risorse sono infatti destinate anche all’affidamento di servizi tecnici specialistici per una ricognizione puntuale delle concessioni demaniali.
“Il Lazio è tra le poche Regioni italiane che ha messo a punto un piano spiagge molto strutturato, che include tutti gli aspetti indispensabili affinché ci siano accoglienza, servizi e attrezzature, sicurezza, inclusione, rispetto ambientale e iniziative di intrattenimento e di educazione blue. Un modello che rende il litorale sempre più attrattivo anche sotto il profilo turistico. Inoltre, i contributi sono stati programmati anche per il 2027 e 2028, con 3 milioni di euro per ciascuna annualità: una scelta che consente ai Comuni di pianificare interventi e strategie contando su risorse certe” ha dichiarato la vicepresidente Angelilli.
Dopo la presentazione, la Regione Lazio ha riunito sindaci, amministratori e tecnici comunali nel “Blue Innovation Lab”, laboratorio di coprogettazione, con la partecipazione di imprese innovative, centri di ricerca e università. «Vogliamo aiutare i Comuni costieri a valorizzare la risorsa mare e a considerarla una leva strategica in tutti i periodi dell’anno, progettando insieme l’economia del mare del Lazio» ha aggiunto Angelilli.
Sono 23 i Comuni del Lazio interessati: 21 comuni costieri — Montalto di Castro, Tarquinia, Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma, Pomezia, Ardea, Anzio, Nettuno, Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno — e 2 comuni isolani, Ponza e Ventotene. La ripartizione delle risorse si basa su criteri legati al numero dei residenti e ai metri lineari di arenile destinati alla libera fruizione, a partire da un contributo minimo di 50mila euro.
