SPIAGGE LIBERE AL CIRCEO, PERNARELLA: “REGIONE SE NE LAVA LE MANI”

La scogliera di San Felice Circeo
La scogliera di San Felice Circeo

Insoddisfacente la risposta al question time presentato dalla Vice Presidente della Commissione Turismo Gaia Pernarella sul caso spiagge libere a San Felice Circeo

Avremmo voluto sapere dalla Giunta regionale se il Comune di San Felice Circeo sta utilizzando coerentemente e correttamente i centomila euro erogati dalla Regione Lazio volti alla messa in sicurezza delle spiagge libere in questo periodo di emergenza sanitaria da Covid 19 ma la risposta che abbiamo ricevuto è risultata piuttosto evasiva”.

Così Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Commissione Turismo regionale, commenta al termine del question time incentrato sulla delibera regionale “Valorizzazione e fruibilità turistica del Litorale Laziale Estate 2020, in emergenza sanitaria Covid 19” che ha stanziato oltre sei milioni di euro per i comuni costieri laziali.

Dalla Giunta – osserva Pernarella – è stato tutto rimandato a quando il Comune, entro il prossimo 30 ottobre, presenterà la rendicontazione delle spese sostenute con il finanziamento ricevuto ma nel frattempo, in piena estate, non sappiamo se lo stesso sta rispettando le prerogative che il legislatore regionale aveva fissato e alla base del contributo. Di più: la risposta della Giunta, che non chiarisce se il Comune sta mantenendo inalterata la propria quota di spiagge libere alla luce dell’ordinanza comunale sulla balneazione del 15 Giugno che di fatto autorizza l’estensione delle concessioni ai privati, di fatto potrebbe portare altri Comuni in situazione analoga a estendere le concessioni private sulle spiagge libere. Una scelta decisamente in contrasto con la natura dell’aiuto regionale e che ha invece come obiettivo il garantire il diritto alla balneazione a tutti coloro non possono permettersi i costi di un lido. Avremmo voluto una risposta chiara e definitiva sull’operato del Comune di San Felice Circeo ma – conclude Pernarella -, dovremo continuare a controllare personalmente come invece riteniamo sarebbe compito degli uffici regionali“.

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