SPI CGIL A ROCCA: “ALLA SANITÀ DEL SUD PONTINO SERVONO SCELTE PRECISE NON PROPAGANDA”

II Segretario Generale dello Spi Cgil, Francesco Meschino, scrive una lettera aperta sulla sanità locale del sud pontino al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca

“Ad ormai sei mesi della discesa in camps nel nostro territorio del Presidente della Regione Lazio, tesa a difendere e magnificare gli impegni assunti per migliorare it servizio sanitario nel nostro territorio, questa organizzazione sindacale non può che constatarne il carattere effettivamente solo propagandistico ed il risultato fallimentare di quella discesa.

Dopo sei mesi, nulla è cambiato nella situazione di inefficienza ed inefficacia dei servizi sanitari erogati dalla ASL nel nostro territorio, sia dal Presidio Ospedaliero di Formia, che dal Distretto Sanitario di Gaeta. Ricordiamo al Presidente della Regione, che il “Polo Diagnostico” presso il Distretto Sanitario di Gaeta, con strumentazioni ferme in deposito per oltre tre anni, inaugurato lo scorso giugno, si è realizzato solo grazie alle insistenti denunce e manifestazioni di questo sindacato e dei cittadini. Dopo sei mesi, contrariamente a quanto propagandato, a causa di carenza di personale addetto, quel Polo Diagnostico funziona solo poche ore al giorno e, quindi, non ha migliorato e reso più efficiente il servizio per i cittadini. Ricordiamo anche, al Presidente della Regione, che solo grazie alle nostre denunce e mobilitazioni, si è potuto mantenere presso il Distretto di Gaeta, la Commissione per le patenti speciali, che la Direzione ASL aveva deciso di chiudere. Chiusura che avrebbe costretto, ogni anno, centinaia di cittadini di questo territorio a recarsi a Latina per sottoporsi all’esame per la patente speciale, allungando i tempi di attesa in modo spropositato. Ricordiamo, inoltre, al Presidente della Regione e responsabile della sanità regionale, che presso l’ospedale di Formia, continuano a mancare reparti specialistici fondamentali per rendere efficace lo stesso DEA di I° Livello, come ad esempio urologia, specialistica questa, che è diventata fondamentale in un territorio dove la popolazione anziana sta aumentando rapidamente. Facciamo notare soltanto che la Risonanza Magnetica realizzata presso il polo ospedaliero grazie alle vertenze di questo sindacato, ad oggi, dopo sei mesi dal suo intervento, funziona ancora, solo per i ricoverati e per il pronto soccorso. Le facciamo notare, che le poche migliorie apportate alle strutture del pronto soccorso e del reparto di Ostetricia e Ginecologia del polo ospedaliero da lei vantate lo scorso giugno, non hanno assolutamente intaccato positivamente il servizio ai cittadini, visto che la causa principale delle rimostranze anche pesanti che si sono registrate da parte di utenti in queste strutture, sono principalmente imputabili alla carenza di personale. Che dire ancora, degli ultimi avvenimenti denunciati sulla stampa, rispetto alla efficienza della Guardia medica sul territorio di Formia, che è stata costretta in più occasioni a fare visite ai pazienti in strada per mancanza di una sede appropriata?”.

“La dimostrazione della assoluta indifferenza con cui la Direzione ASL affronta le carenze sanitarie di questo territorio, e data dalla scelta di non provvedere per oltre tre anni, alla stabilizzazione delle Direzioni sanitarie sia del Distretto che del P.O. di Formia, nomine avvenute solo da poche settimane. Facciamo notare al Presidente della Regione, che avere nominato per oltre tre anni, solo Direttori Sanitari “sostituti” o “facenti funzioni” o ”ad interim”, ha messo in campo per la direzione di queste strutture, personale demotivato; perch& prossimo al pensionamento, o perché sovraccaricato dovendo dirigere anche tre diverse strutture, o perché cosciente che non avrà mai la nomina definitiva. Oltre tre anni di indecisioni, hanno impedito quella certezza di continuità operatività necessaria ad un Dirigente, per impostare e realizzare un programma di attivita sanitarie adeguate ai bisogni dei cittadini di questo territorio.

Anche queste non scelte della Direzione Aziendale, hanno comportato, tra l’altro, la riduzione drastica delle attività del Consultorio Familiare; la chiusura dell’unica UCCP realizzata presso il Distretto, il mancato avvio del Polo diagnostico, la stessa indisponibilità ad assumere servizio in questo territorio, se non proprio fuga di personale sia medico che infermieristico e tecnico, che hanno impoverito i servizi del Distretto e del P.O. Ci chiediamo allora, se la Direzione aziendale si rende conto, che le scelte fatte in questi anni, hanno comportato nei fatti, da un lato la crescita esponenziale nel territorio di strutture e servizi sanitari privati, dall’altro un aumento delle persone che rinunciano a curarsi non potendo pagare le attività in intramoenia del servizio sanitario pubblico e tantomeno visite e prestazioni diagnostiche presso strutture private.

Chiediamo infine al Presidente della Regione, che in più occasioni ha dimostrato di prediligere il semplicistico finanziamento alle strutture private, per sopperire alle carenze del sistema pubblico (con la scusa della riduzione delle liste di attesa) piuttosto che cercare di migliorare il servizio pubblico; se ritiene che a fronte di quanto esposto, sia organizzativamente ed economicamente giusto, inventare nuove poltrone dirigenziali, per una figura professionale quale il “Direttore Socio-sanitario”, del costo di circa 140.000,00 euro annui per ogni ASL, figura professionale già individuabile nell’attuale organigramma delle ASL, piuttosto che usare quei non pochi denari per quelle assunzioni di personale e strumentazioni diagnostiche, effettivamente indispensabili per rispondere positivamente ai bisogni sanitari dei cittadini”.

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