SPEDISCE L’ASPIRAPOLVERE RUBATA E VIENE PROCESSATO PER RICETTAZIONE: ASSOLTO ABOGADO DI LATINA

Non si può iscrivere all’albo degli avvocati stabiliti perché deve affrontare un processo per ricettazione: a distanza di anni arriva l’assoluzione

È stato assolto dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Ribotta, un abogado 41enne di Latina, accusato di ricettazione, il quale, dopo aver conseguito il titolo in Spagna, ha dovuto attendere nove anni dai fatti contestati prima di ottenere l’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”.

L’assoluzione è arrivata oggi, 13 aprile, al termine della discussione nel corso della quale anche il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione, invocata dall’avvocato Emanuele Ceccano difensore dell’imputato. Il 41enne, per inciso, ha rinunciato alla prescrizione.

Nella giornata odierna, prima della discussione, il 41enne è stato esaminato e ha ricostruito in breve i fatti. Laureato nel 2010 e dopo due anni di pratica, supera l’esame in Spagna diventando abogado, in attesa di iscriversi all’albo dei cosiddetti avvocati stabiliti. Passati tre anni, sarebbe diventato a tutti gli effetti un avvocato dell’Ordine.

Nel frattempo, dopo aver intrapreso e chiuso uno studio legale di infortunistica e incendi stradali (lavorava pratiche fino ad una certa soglia, così come è previsto dalle norme), l’uomo, rimasto senza lavoro e in attesa di iscriversi al succitato albo degli avvocati stabiliti, cerca un’occupazione per il suo sostentamento sul sito “subito.it”.

Un lavoro che effettivamente trova in una fantomatica società simil import-export. La sua mansione di magazziniere pare semplice: alla sua abitazione riceve i pacchi che poi spedisce all’indirizzo indicato. Il 2 ottobre 2017 accade l’episodio che gli costa il processo per ricettazione. Secondo l’accusa, in una inchiesta firmata dall’allora pubblico ministero di Latina, Claudio De Lazzaro, uno dei pacchi che il 41enne spedisce risulta essere un aspirapolvere “Robot Neato Wi Fi” rubata. Ecco perché la Procura gli contesta l’ingiusto profitto da 624 euro, valore dell’aspirapolvere, e il reato di ricettazione. Un meccanismo, peraltro, che sarebbe costato il processo anche ad altri due magazzinieri come lui assunti da questa fantomatica società.

Fatto sta che oggi, a distanza di quasi nove anni dai fatti, il 41enne ha ottenuto l’assoluzione, con la possibilità di iscriversi al cosiddetto albo degli avvocati stabiliti. Il fatto non costituisce reato, anche alla luce della circostanza che l’uomo non era assolutamente a conoscenza della provenienza illecita della merce. Dopo tanti anni, l’uomo si occupa di tutt’altro e la decisione di tornare nel mondo togato spetterà solo a lui.

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