SISTEMA FORMIA, TITOLI DI CODA CON L’ENNESIMA PRESCRIZIONE PER EX SINDACO ED EX DIRIGENTE

Formia
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Si è conclusa con l’ennesima prescrizione il processo derivante dalla maxi indagine “Sistema Formia”: oggi la sentenza del Tribunale di Latina

È talmente antico il procedimento, poi divenuto processo, che il processo “Sistema Formia” era ancora incardinato presso il Tribunale di Latina, ossia ben prima dello scorporo che ha portato le indagini e i processi del sud pontino nella sede del Tribunale di Cassino.

A luglio 2020, era arrivata la prescrizione per la maggior parte dei reati contestati nella imponente indagine inchiesta “Sistema Formia” condotta dal pubblico ministero Giuseppe Miliano. Ad essere coinvolti amministratori, dirigenti comunali ed imprenditori. Tutti rispondevano di reati contro la pubblica amministrazione quali corruzione, peculato, abuso, omissione di atti d’ufficio. Secondo la Procura della Repubblica di Latina, l’indagine faceva emergere l’esistenza di un’organizzazione in grado di gestire e pilotare, dal 2008 al 2012, appalti, incarichi e concessioni grazie a un viluppo mortifero tra politica, imprenditoria e amministrazione del comune di Formia

Reati che cinque anni fa sono stati dichiarati prescritti dal primo collegio presieduto dal giudice Gian Luca Soana. A rimanere in piedi le ipotesi di concussione a carico dell’ex dirigente all’urbanistica formiano Roberto Guratti e dell’ex vice sindaco di Formia, Benedetto Assaiante. Erano tre i capi di imputazione tenuti ancora flebilmente in vita nel processo, nel corso del quale, peraltro, è stata disposta anche una perizia per tradurre in italiano le intercettazioni in cui gli interlocutori parlavano in dialetto stretto. Ad essere indagati con Assaiante e Guratti anche i deceduti e non più processabili: l’ex consigliere comunale del Pdl Totò Calvano e l’ex sindaco di Formia, nonché senatore, Michele Forte. Uno dei capi d’imputazione riguardava la vendita al comune di un appartamento confinante con la torre di Castellone.

Stamani, nel corso dell’udienza dinanzi al primo collegio, il pubblico ministero Giuseppe Bontempo ha chiesto di condannare Guratti e Assaiante alle pene rispettive di 4 anni e 4 anni e 3 mesi. Gli avvocati difensori Vincenzo Macari e Mattia Aprea hanno, invece, invocato l’assoluzione per entrambi gli assistiti. Al termine di una veloce camera di consiglio, il collegio dei giudici Soana-Bernabei-Brenda ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Titoli di coda definitivi a un processo sostanzialmente mai nato, la cui indagine, però, aveva messo in evidenza un malcostume generalizzato nella città del sud pontino. Sono passati quindici anni da quello scandalo e ciò che rimane, al momento, è l’altro filone del processo – Sistema Formia 2. Anche in quel caso la prescrizione ha lavato via di un colpo ogni passione di verità. L’unico a rinunciare alla prescrizione è stato il quattro volte sindaco Sandro Bartolomeo, il cui processo è incardinato nel Tribunale di Cassino.

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