SICUREZZA E DEGRADO A LATINA, PD: “IN VIA DON MOROSINI LA SITUAZIONE È PEGGIORATA”

Campagna e Majocchi
Campagna e Majocchi

Campagna e Majocchi (PD): “Sicurezza: amministrazione ferma. Nostre proposte sempre ignorate. In Via Don Morosini situazione peggiorata. C’è vita oltre le parole?”

“Sul tema della sicurezza – dichiarano Valeria Campagna e Leonardo Majocchi – noi siamo sempre rimasti sul piano della concretezza. L’amministrazione, invece, continua a muoversi tra retorica e propaganda, senza mai assumersi la responsabilità di intervenire davvero. Negli ultimi mesi, il Partito Democratico ha presentato proposte puntuali e risorse dedicate, tutte ignorate dalla maggioranza.
Sono stati respinti quasi 100.000 euro di emendamenti per la riqualificazione dell’area di via Don Morosini; non sono stati accolti interventi su illuminazione, decoro e presidio della Polizia Locale; non è stato fatto nulla per riaprire il Mercato Coperto, che restituirebbe funzioni e dignità a tutto il quadrante”.

“Questa amministrazione – continuano Campagna e Majocchi – ha indebolito la sicurezza su due fronti.
Sul piano sociale, smantellando pezzi essenziali del welfare cittadino e riducendo i servizi nei quartieri.
Sul piano strutturale, aggravando il degrado con la gestione dei rifiuti e peggiorando la vivibilità degli spazi pubblici, senza alcun che i cittadini ricordino”.

A questo si aggiunge un ulteriore elemento: l’assenza totale di politiche culturali sul territorio.
“Per non parlare delle politiche culturali – aggiungono – completamente assenti. La verità è che non c’è alcuna idea di come intervenire in città: né sulle questioni sociali, né su quelle culturali, né tantomeno su quelle securitarie. Non sanno cosa fare e quel poco che potrebbero fare, non lo fanno.»  Il PD denuncia quindi una città non presidiata, senza cura e senza strumenti, nonostante la grande rappresentanza della destra a tutti i livelli di governo «Sulla sicurezza – osservano –, l’amministrazione è totalmente indietro, eppure governano anche Regione e Governo nazionale. Ma in cosa si traduce, oltre le chiacchiere, tutta questa rappresentanza?” Anche sul piano nazionale, i reati sono aumentati, dimostrando che la retorica non produce risultati concreti.

Il PD ricorda infine di aver presentato una mozione sulla sicurezza cittadina, con interventi specifici per i quartieri, per la Polizia Locale, per l’illuminazione, per il decoro urbano e per iniziative socioculturali.
“Quella mozione è ancora ferma – concludono Campagna e Majocchi – in attesa di essere discussa. Ci aspettiamo che l’amministrazione apra un ragionamento costruttivo e si assuma le sue responsabilità”.

A intervenire anche Sinistra Italiana di Latina, Europa Verde circolo di Latina e Latina Possibile. “Affermiamo a chiare lettere che è inaccettabile assistere alla normalizzazione di fenomeni e movimenti che alimentano e sfruttano i sentimenti di paura sociale.
 Paure che non derivano dalla presenza di persone migranti, ma dall’assenza cronica di politiche efficaci di inclusione, sia a livello locale che nazionale.

Un’assenza voluta come arma di distrazione di massa a basso costo, come dimostra la persecuzione di Mimmo Lucano e dell’esperienza di Riace, il disinteresse del governo verso l’utilizzo dei fondi PNRR per le misure sociali, da quelle per ospedali e asili nido a quelle per il superamento degli insediamenti informali di braccianti, con il concreto rischio di restituzione delle risorse all’odiata Unione Europea, nonché la parabola della compagine leghista, ieri razzista contro il meridione, oggi razzista contro gli stranieri, e nelle campagne elettorali riscopertasi ridicola suprematista “regionale” a targhe alterne con i suoi slogan “Prima il…” ed il nome della regione al posto del vecchio “Prima il Nord”.

Quanto a Latina, la destra securitaria governa ormai da tre anni questa città, e quasi al termine della sua esperienza di governo si è mostrata assolutamente non in grado di gestire le tensioni sociali della città, dopo anni di slogan e accuse a chi governava in precedenza.

E ora la palla passa a questo nuovo movimento nazionale, con quali prospettive? Gestire le persone come pacchi Amazon da inviare in quello o quell’altro paese secondo quali criteri? Quello dell’umanità è incluso?

A noi sembra di no, e per questo chiediamo che la sindaca Celentano neghi il permesso a ogni futura iniziativa analoga del movimento applicando la Legge Mancino e la nostra Costituzione.

La propaganda della “remigrazione” viene presentata come una presunta soluzione universale ai problemi per chi fatica ad arrivare a fine mese. Un’illusione che offre un comodo bersaglio, indicando come colpevoli persone più fragili e indigenti, etichettandole sulla base della loro, tra l’altro disparata, provenienza, invece di affrontare le vere cause del disagio sociale. Questo non è fare politica: è marketing di bassa lega, non diverso da quello di certe truffe del passato, basato su slogan urlati per raccogliere consenso facile e acritico.
Non è politica.

È razzismo, come da manuale basato sullo sfruttamento delle masse stanche, lasciate sole a fronteggiare la durezza di una vita segnata da stipendi fermi da trent’anni, inflazione crescente e una continua erosione dei diritti sociali.

Come Sinistra Italiana di Latina, Europa verde circolo di Latina e Latina Possibile,  crediamo che la società possa cambiare solo tornando a un dibattito civile, libero da rancori e da nostalgie razziste e colonialiste.
Invitiamo tutte e tutti coloro che vogliono costruire un futuro più giusto, inclusivo e solidale a unirsi a noi e lavorare insieme per una comunità che non si lasci manipolare dalla paura, ma guidi il cambiamento con lucidità e coraggio”.

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