La Sicamb, azienda storica di Latina, specializzata nella produzione di sedili eiettabili e componentistica per il settore aeronautico, ha richiesto una cassa integrazione ordinaria per tutti i lavoratori, a causa della riduzione delle commesse.
La società è stata ammessa nel tempo alla fruizione di benefici connessi a contributi e finanziamenti pubblici ex L808/85. Dopo aver affrontato una pesante crisi finanziaria tanto che l’ha vista protagonista nel 2020 di una procedura di concordato preventivo, è giunta, a fine 2020, alla sottoscrizione di accordi finalizzati al piano di ristrutturazione e alla ricapitalizzazione della società da parte del socio entrante Singapore e dello Stato, quest’ultimo oggi è socio al 30% della società.
Dopo un lungo percorso che ha visto impegnate le organizzazioni sindacali sui tavoli della Regione Lazio e del Ministero, proprio la nota del ministero chiariva che i soci industriali internazionali garantivano un importante sostegno di carattere finanziario, industriale e commerciale al rilancio dell’azienda, mentre l’allora Ministero dello Sviluppo Economico si impegnava ad avviare, sia attraverso il tavolo di confronto tra le parti sia attraverso Invitalia, un costante e attento monitoraggio sull’andamento del piano di ristrutturazione, nell’ottica di salvaguardare la continuità produttiva e i lavoratori. Mentre i finanziamenti sono arrivati, il monitoraggio no. L’azienda non ha mai investito in nuovi impianti e manutenuto quelli obsoleti tanto che oggi la Sicamb ha un parco macchine inefficiente, non performante e ambienti fatiscenti .
Non solo non è stato rispettato il piano industriale che fu presentato, ma oggi l’azienda ha aperto una Cassa Integrazione ordinaria per 13 settimane che coinvolge tutti i 277 dipendenti, inoltre a gennaio 2026 è subentrato un nuovo amministratore delegato, che ha diretto in passato, grandi realtà appartenenti alla logistica e porti contenitori, ha diretto aziende nazionali e multinazionali operanti anche nei settori della meccanica pesante.
Tornando a Sicamb,nel 2025 inoltre, il patron Klinger è stato coinvolto in una terza condanna legata a una truffa sul Tfr dei lavoratori, per omessi versamenti al fondo Cometa tra il 2008 e il 2018, sottolineando una storia gestionale già problematica. Per tutti questi motivi, le rsu e tutti i lavoratori sono fortemente preoccupati perchè solo pochi mesi dalla chiusura del concordato preventivo, la Sicamb sta già generando nuovi debiti, le commesse di lavoro sono scarse.
È da troppo tempo ormai che le lavoratrici e i lavoratori sopportano i disagi enormi che comporta una situazione di questo tipo e non sono disponibili a vedere entrare in una crisi irreversibile, l’azienda dove lavorano, in un territorio complicato soprattutto per il settore metalmeccanico, come quello della provincia di Latina. Chiedono a gran voce di far chiarimento sugli investimenti elargiti dallo Stato ma che non sono stati utilizzati ed investiti in Azienda, certi che una nuova cigo non
risolverà i problemi ben più profondi , ma che sia indispensabile un nuovo confronto sui tavoli istituzionali per far chiarezza e garantire tutti i livelli occupazionali e salvaguardare il settore.
