Parchetto Sant'isidoro a Sezze Scalo
Nella foto, il parchetto di Sant'Isidoro a Sezze Scalo prima e dopo il taglio a raso degli alberi

SEZZE: RASO UN PARCO PER FARE UN PARCHEGGIO. E MANCANO PURE GLI ATTI DEL COMUNE

in Cronaca/Politica

Prima di trattare di Piazza delle Regioni è necessario che chi non sia di Sezze disponga di alcune informazioni fondamentali. L’agglomerato abitativo dello Scalo (ndr: Sezze Scalo) si sviluppa nel secondo dopoguerra attorno alla Stazione, che un parcheggio già lo ha, ma rivolto verso la pianura in prossimità di Via di Archi di San Lidano, per intenderci sul lato della ferrovia opposto ai Monti Lepini. Che poi il parcheggio sia mal custodito e le automobili siano state spesso vandalizzate e oggetto di piccoli furti è un altro discorso…
Tornando invece al lato della ferrovia in direzione Monte Lepini, verso Sezze, partendo dal Piazzale della Stazione, dove i pochi posti adibiti a parcheggio dovrebbero servire solo per soste brevi, si percorre sulla destra un viale in salita di 200 metri dove inizia la presenza di attività commerciali: quella, secondo l’ordine dei numeri civici, è la porzione finale di Corso della Repubblica.

DALLA STAZIONE A PIAZZA DELLE REGIONI

Percorsi i 200 metri di viale in salita si raggiunge un incrocio e ci si immette, se si vuole attraversare il nucleo abitativo della frazione dello Scalo e non allontanarsene, sulla sinistra: quella è una porzione dell’antica Via Setina ribattezzata per miopia nei decenni passati dall’Ufficio tecnico sempre Corso della Repubblica. Dopo 400 metri di strada in linea retta in direzione Sezze si arriva finalmente alla rotatoria di Piazza delle Regioni e questa è la porzione di territorio che ci interessa. Trovandosi a più di 600 metri dalla ferrovia, con la Stazione, e con le prime attività commerciali che si incontrano venendo da Latina attraverso la SS 156 Monti Lepini, ha poco o niente a che vedere.

PARCO S.ISIDORO AI PIEDI DELLE COSTE

Tra Piazza delle Regioni, un tempo Piazza S.Isidoro, e Via Calabria, ovverosia l’ultima porzione di 200 metri dell’Antica via Setina prima di intraprendere i continui tornanti delle “Coste” (Via Strada Nuova), si trova, o meglio si trovava, un parchetto di circa 950 mq. Questo parchetto con qualche pino, un abete ed alberi a basso fusto fino a qualche anno fa veniva utilizzato dalle madri per far giocare i propri figli, dai residenti per portare a passeggio il cane e occasionalmente per feste organizzate dalle associazioni locali. Poi negli ultimi anni la manutenzione è cessata, sono cresciute le erbacce e le sterpaglie, cartacce e rifiuti non venivano mai rimossi e così il parchetto era divenuto pressoché inutilizzato.

Il parco Sant’Isidoro prima del taglio a raso degli alberi

I TRUCCHI DEL MESTIERE DI AMMINISTRATORE

Sembra che quando si voglia cambiare la destinazione di un bene ad uso pubblico sia necessario lasciarlo deperire, in modo che nei cittadini passi l’idea: “a cosa ci serve questo spazio se è in stato di abbandono e manco lo possiamo usare?”. A quel punto l’Amministrazione interviene trasformandolo. Sono processi semplicissimi, molto frequenti, che scorrono, inconsapevolmente, sulla testa degli abitanti.

CARENZA DI POSTI PER AUTOVETTURE ALLO SCALO

Chiariamoci, i posti pubblici per le autovetture a Sezze Scalo sono insufficienti, l’incrocio Piazza delle Regioni/Via Calabria presenta l’unico spazio disponibile, e sarebbero utili agli abitanti delle aree rurali della pianura che si muovono con l’automobile per accedere agli esercizi commerciali dello Scalo come per recarsi a pregare nella Chiesa San Carlo, localizzata al centro di Piazza della Repubblica a circa 200 metri dall’ex parchetto. In assenza di parcheggi i residenti della campagna sarebbero sempre più incoraggiati a recarsi verso i grandi e piccoli centri commerciali di Latina.

I LIMITI DI UN PROGETTO DI PARCHEGGIO IN QUEL PUNTO

Le criticità di un progetto di parcheggio in quell’area sono però di due ordini: innanzitutto un’opera del genere favorirebbe l’accesso prevalentemente agli esercizi di Via Calabria (un tabaccaio, due bar, un fruttivendolo, un forno, una farmacia e una ferramenta). L’opera interesserebbe in minor misura i negozi della perpendicolare Via Veneto, che una volta consentiva il traffico in entrambi i sensi con Ceriara e la SS. Monti Lepini direzione Priverno/Frosinone, dove dei posti auto ci sarebbero, ma l’Amministrazione non ha mai provveduto a renderli più comodi e facilmente accessibili. Per quanto riguarda la porzione più lunga dell’arteria principale che taglia a metà il nucleo abitativo dello Scalo, vale a dire Corso della Repubblica, l’interesse sarebbe davvero marginale.

Parco Sant’Isidoro visto da Piazza delle Regioni, prima del taglio degli alberi.

La seconda criticità, forse la più importante, è che allo Scalo gli alberi al di fuori dei giardini e dei campi privati sono pochissimi e l’unico spazio verde pubblico, anch’esso in stato di abbandono, dove l’erba alta nasconde cartacce e sporcizia, è a quasi 1 km di distanza dall’area incriminata. Si tratta dei giardinetti di Via Bari in prossimità degli uffici postali.

QUELL’OPERA IGNORATA IN CAMPAGNA ELETTORALE

Ad ogni modo una Giunta comunale ha la facoltà di fare le proprie scelte e l’obbligo di adottare un proprio indirizzo politico su qualsiasi questione di interesse generale. Per quanto non risulti che nella primavera del 2017 durante la campagna elettorale il candidato, poi risultato trionfatore al primo turno delle amministrative dell’11 giugno, Sergio Di Raimo (PD), abbia mai menzionato la questione. Il tema non risulta esser stato mai affrontato neppure da Enzo Eramo (PD), oggi Presidente del Consiglio comunale di Sezze, eletto con il maggior numero di preferenze (733); dal consigliere comunale Giovanni Bernasconi, sempre impegnato a dare a Sezze il giusto ruolo in Provincia anche in termini di finanziamenti; tantomeno dall’altro consigliere Armando Uscimenti, storicamente impegnato a rivendicare servizi adeguati per un’area stupenda com’è quella sulla sponda lato pianura di Via Bassiano che va dai Casali a Crocemoschitto. Insomma per il gruppo dirigente del PD locale erano e sono ben altre le priorità.

IL COMUNE VUOLE IL PARCO DI S.ISIDORO!

A questo punto è necessario fare un passo indietro nel tempo, a prima delle elezioni del 2017, all’ultimo periodo della II Giunta Campoli. Nell’autunno 2015 l’Amministrazione Campoli, stanca che il Comune debba da tempo immemore provvedere alla cura e alla gestione dei beni dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero senza averne la proprietà, vale a dire il parchetto di Via Calabria, l’area adiacente della Chiesa di Madonna della Pace (Chiesa risalente al XVI secolo, sulla sponda destra del primo tratto di Via Bassiano giungendo dalle Coste e da più di 100 anni chiusa al pubblico) e una piccola porzione di terreno a Via della Gattuccia utilizzata dall’SPL (la multiservizi del Comune), inizia a manifestare il proprio interesse ad acquisirli.

Il parchetto dopo il taglio degli alberi

L’ISTITUTO DIOCESANO INTERESSATO A VENDERE

L’Istituto Diocesano è disponibile a cedere gli immobili, ma pretende 16mila euro per il parchetto, 20mila per la zona circostante la Chiesa e altri 13mila per Via della Gattuccia. Il Comune accetta e si dichiara pronto a stipulare un Protocollo d’intesa a cui però dovrà seguire un atto di compravendita e il pagamento delle cifre pattuite: si tratta di un accordo preliminare, di una manifestazione di intenti tra una parte (il Comune) e altra (l’ente ecclesiastico), quest’ultima disposta a cedere a determinate condizioni.

IL PROTOCOLLO D’INTESA DEL 22 DICEMBRE 2015

L’11 dicembre 2015 il Consiglio comunale approva all’unanimità la proposta di protocollo d’intesa e, per via di un errore materiale nella delibera, il Consiglio si riunisce nuovamente una settimana dopo e approva per la seconda volta il futuro accordo. Il 22 dicembre viene stipulato il Protocollo d’intesa da Comune e Istituto che prevede il pagamento in 3 rate della cifra complessiva di 36mila euro (parchetto e spazio circostante Madonna della Pace). Dovrà essere invece l’SPL a farsi carico di Via della Gattuccia. Il 25 febbraio 2016 il Consiglio approva all’unanimità l’acquisizione dei beni ecclesiastici.

TUTTI I SOLDI DELLE 3 RATE STANZIATI TRA IL 2016 E IL 2017

Il 26 maggio 2016 con la determinazione n.76 del settore Affari generali vengono impegnati i primi 13mila euro a titolo di 1° rata per il pagamento dei beni dell’ente ecclesiastico, con la determinazione n.71 del 5 maggio 2017 vengono impegnati 15mila euro quale 2° acconto e infine con la determina n.466 del 6 ottobre 2017 si provvederà ad impegnare gli 8mila euro finali come saldo per l’acquisizione al patrimonio degli immobili dell’Istituto Diocesano.

IL CONSIGLIO DELIBERA: DA PARCO A PARCHEGGIO

Il primo giugno del 2017 è una data cruciale in questa vicenda: a dieci giorni dalle future elezioni che porteranno ad un cambiamento della composizione del Consiglio viene approvata dalla maggioranza nell’aula Di Trapano la trasformazione del parchetto di S.Isidoro in un parcheggio a raso. La stessa opera, del valore di 151mila euro finanziabili tramite mutuo, viene inserita come variazione nel programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019. Viene individuato come Responsabile Unico del Procedimento del parcheggio un geometra che allo Scalo è cresciuto e ci vive, Paolo Sibilio. Nella stessa seduta viene approvata anche la necessaria variazione al bilancio preventivo 2017. Al momento del voto i consiglieri di opposizione escono dall’aula. Di questi solo Serafino Di Palma e Giovan Battista Moraldo verranno confermati dalle urne.

LA PROGETTAZIONE DEL PARCHEGGIO

L’Amministrazione non vuole lasciare nulla al caso e il settore dei Lavori Pubblici nella determina n.279 del 9 giugno 2017 (pubblicata solo il 26 settembre), sottoscritta dall’allora segretario Gloria Di Rini, nel conferire l’incarico di progettazione dei lavori all’architetto Romolo Celani, è dettagliatissimo:

  • l’area del parco dovrà essere sbancata e livellata con scarificazione e/o integrazione del materiale di fondo; dovrà esser redatta una relazione geologica; dovranno esser presi i necessari accorgimenti per il deflusso delle acque piovane; l’esecuzione delle aree di sosta dovrà avvenire con conglomerato bituminoso; dovrà esser predisposta la necessaria segnaletica stradale accanto alle aree di transito; dovranno esser realizzate opere di sostegno e ricollegamento all’impianto della Pubblica Illuminazione. Si disciplina anche l’accesso alle aree parcheggio tramite varchi, rampe e recinzioni. Secondo la normativa vigente alcuni posti delle autovetture saranno riservati ai disabili.

IL PARCHEGGIO COME OPERA DI PRIORITÀ ASSOLUTA

Il 16 marzo 2018 il parcheggio viene confermato nel Programma triennale 2018-2020 tra le opere di priorità assoluta da realizzare nel primo anno. La messa a norma degli edifici scolastici ci sarà, ma solo nel secondo e terzo anno, la messa in sicurezza della Scuola Valerio Flacco di Sezze Scalo è prevista, ma bisognerà aspettare il 2020 e alla manutenzione delle strade comunali si provvederà, ma solo a partire dal 2019.

PERCHÈ L’OPERA NON PARTE?

Parco Sant’Isidoro, Sezze Scalo, dopo il taglio degli alberi.

A questo punto tutti sono convinti, compresi gli abitanti dello Scalo, che ormai il Comune di Sezze abbia acquisito la proprietà del parchetto. Al protocollo d’intesa sarà seguito sicuramente un contratto di compravendita tra il Comune di Sezze e l’Istituto Diocesano, almeno i 16mila euro relativi a Sant’Isidoro saranno stati sicuramente versati. Non avrebbe senso progettare un parcheggio su un immobile di cui non si ha disponibilità. Perché allora Sibilio tarda nei mesi successivi ad autorizzare l’avvio dei lavori di realizzazione dell’opera? Forse il Comune non ha ancora acceso il mutuo per il parcheggio? Ci sono problemi con l’ottenimento dei finanziamenti necessari?

IL PARCO NON È DI PROPRIETÀ DEL COMUNE

No, semplicemente il Comune di Sezze non è proprietario dell’area interessata al progetto di parcheggio di S.Isidoro e questo lo scrive il 6 febbraio 2019 la dirigente Maria Coluzzi del Settore Servizi del Patrimonio alla Segretaria generale Daniela Falso, quando i consiglieri di opposizione, tutti provenienti dallo Scalo, chiedono l’accesso agli atti. Che fine hanno fatto allora quelle somme impegnate dal Dirigente del settore Affari generali tra il maggio 2016 e l’ottobre 2017 per l’acquisizione del patrimonio?

TAGLIO INDISCRIMINATO A RASO DI TUTTI GLI ALBERI

Cosa è successo prima di questa data perché la minoranza chiedesse l’applicazione della Legge 241/90? La mattina del 17 gennaio scorso sono stati tagliati indiscriminatamente tutti gli alberi del parchetto: i pini, l’ abete e gli alberi a piccolo fusto che erano lì da prima che sorgesse il nucleo abitativo dello Scalo, tutto insomma. Che a tagliarlo siano stati dipendenti comunali, dell’SPL od operai di una ditta privata rimane un fatto ancora da accertare. Come rimane la questione aperta su che fine abbia fatto la legna. Non avrebbe dovuto acquisirla eventualmente il Comune? Si cerca una determinazione, un atto comunale che abbia disposto il taglio a raso degli arbusti, ma non la si trova. Di eventuali atti di affidamento a ditte private del servizio di taglio neppure l’ombra.

LE PIOGGE E LE CALAMITÀ DELLO SCORSO AUTUNNO

Si cerca di ragionare su quale provvedimento nel recente passato abbia potuto riguardare l’abbattimento di arbusti pericolanti e pericolosi per l’incolumità di persone e cose. Il 29 ottobre 2018 a seguito di incessanti piogge il Sindaco aveva adottato l’ordinanza n.88 con cui si disponeva la chiusura delle scuole a seguito di cadute di alberi, smottamenti dei terreni, tetti divelti e allagamenti. Il Settore della Polizia Locale due giorni dopo produsse un’altra ordinanza, la n.94, con cui si ordinava al responsabile dell’Ambiente del Comune, geometra Maurizio Panfilio, di porre in essere interventi urgenti sul territorio con gli operai addetti al settore coordinandosi con il Comandante della Polizia Locale quale Responsabile della Protezione Civile. L’atto incaricava inoltre una serie di aziende individuate dal Comune a svolgere tutti gli interventi necessari ed indicati dal Comitato di direzione Protezione Civile al fine di eliminare tutti i pericoli per la pubblica incolumità.

LE ORDINANZE DI OTTOBRE NON PARLANO DEL PARCHETTO

Nella premessa dell’ordinanza si menzionano gravi danni alla viabilità con cadute di alberi, si parla di diverse scuole interessate dagli eventi che hanno provocato caduta di alberi all’interno delle aree dei plessi e di caduta alberi avvenuta all’interno del Cimitero Comunale, ma il parco di Piazza Sant’Isidoro non viene minimamente citato. Oltretutto, dal momento che si è dato ordine a Panfilio di disporre interventi urgenti, non si comprenderebbe perché mai il taglio a raso degli alberi incriminati avrebbe dovuto avvenire dopo più di 2 mesi e mezzo.

TUTTA COLPA DEL VICESINDACO?

Si è detto però che al gruppo dirigente del PD il parcheggio di Piazza delle Regioni poco interessava, allora chi avrebbe ordinato verbalmente a non ben identificati operai di radere al suolo il parchetto? Il vicesindaco nonché Assessore ai Lavori Pubblici, fino a due mesi fa con delega anche all’ambiente, Antonio Di Prospero. Questo è quanto emerge dall’atto fatto protocollare in Comune dalla consigliera Eleonora Contento il 18 febbraio 2019 (n. prot. 0003545) e sottoscritto dal resto dell’opposizione consiliare. Addirittura nell’articolo pubblicato su www.latinacorriere.it il 21 febbraio, a firma di Luca Morazzano, si riporta che esisterebbero filmati e fotografie che attestano la supervisione dei lavori da parte del Vicesindaco!

Antonio Di Prospero, Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Sezze dal 2017. Foto: www.setino.it

Di Prospero, residente a pochi metri dal parchetto, non passato per le elezioni, ma unica figura politica e non tecnica nominata dal sindaco Di Raimo per formare la Giunta, avrebbe fatto della realizzazione del parcheggio un punto fermo tanto da ritenerlo così urgente da scavalcare l’espletamento dei necessari adempimenti amministrativi.

LE OPPOSIZIONI UNITE SU SANT’ISIDORO

Nel frattempo le consigliere Contento e Rita Palombi di Sezze Bene Comune, che della tutela del verde e della preservazione e valorizzazione del parco Sant’Isidoro hanno fatto un proprio punto già in campagna elettorale, nonché i consiglieri Paride Martella, Di Palma e Moraldo del gruppo di centrodestra Biancoleone, disposti a dialogare con l’Amministrazione sull’ipotesi di parcheggio a patto di rispettare le procedure di Legge, hanno chiesto la convocazione in via straordinaria del Consiglio comunale per affrontare questa vicenda. Qualora la Giunta non dovesse dare risposte convincenti sul taglio indiscriminato degli alberi, è altamente probabile che vengano chieste da parte dei 5 consiglieri le dimissioni immediate da ogni incarico di Di Prospero. Esistono i presupposti giuridici perché gli atti vengano trasferiti alla Corte dei Conti o alla Procura della Repubblica? Chissà.

Quattro dei cinque consiglieri di minoranza del Consiglio comunale di Sezze (in prima fila da sinistra: Rita Palombi ed Eleonora Contento; in seconda fila da sinistra: Serafino Di Palma e Giovan Battista Moraldo). Fonte www.sezzebenecomune.com

 

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