Chiesa di San Lidano abate di Casal bruciato

SEZZE. A CASAL BRUCIATO LA MESSA DELLA DOMENICA È FINITA: IL PARROCO TIENE APERTE LE PORTE DEL DIALOGO

in Cronaca

Nella pianura di Sezze, soprattutto dalle parti di Casal Bruciato e della Migliara 47, i rappresentanti delle istituzioni laiche non sono mai stati molto presenti, se non in periodo elettorale; se poi iniziano ad arretrare anche le istituzioni ecclesiastiche ai membri della piccola comunità del luogo, dopo aver provato un sentimento di sconforto, non rimane altro che montare sulla propria automobile in direzione di Pontinia.

CATECHISMO SOTTRATTO NEL 2011

Nel quadro del decennale processo di depauperamento della Cappella di San Lidano abate a Casal Bruciato, chiesa sussidiaria rispetto a quella di San Carlo, già nel 2011 il predecessore dell’attuale Parroco Gianmarco Falcone,  don Aniello (Nello) Zimbardi, aveva deciso di concentrare le attività di catechismo attorno alla Parrocchia di Corso della Repubblica (Sezze Scalo). La scelta aveva portato al tempo un silente malcontento nei catechisti e nei fedeli che risiedono al confine con Pontinia.

Scuola rurale nella chiesetta di Casal bruciato, 1957 (foto di Vittorio Del Duca)

MAI PIÙ MESSE LA DOMENICA

Il tacito malcontento è deflagrato quando durante la scorsa funzione domenicale (24 novembre) Padre Gianmarco ha annunciato ai fedeli la fine delle messe settimanali a Casal Bruciato a partire dal 2020. La Messa in onore del Santo Patrono rimarrà, matrimoni e funerali saranno possibili, ma le attività ordinarie non più. “No alla chiusura della Chiesa!” è lo slogan di coloro che si riuniranno alle 9.00 domani mattina per manifestare il proprio dissenso contro la decisione del vice-cancelliere della Diocesi.

Foto di Orlando Quattrini

DUE ANNI DI DISCERNIMENTO

A dire il vero, la decisione di Don Falcone è frutto di un processo di discernimento lungo due anni. Nel 2017 gli fu infatti assegnata la Parrocchia San Carlo a Sezze, una porzione di Diocesi a carattere prettamente rurale comprensiva di 7500 anime sparse per chilometri e chilometri di Pianura Pontina. I due anni di riflessioni e valutazioni sono culminati nella recente convocazione della seduta del collegio pastorale parrocchiale durante la quale l’organo ha espresso all’unanimità il proprio parere a favore dell’interruzione delle celebrazioni eucaristiche (presenti anche tre residenti di Casal Bruciato). Le consultazioni di Gianmarco Falcone con il Vescovo Mariano Crociata sono state ripetute e scrupolose: nessun vizio di forma nel procedimento e alla fine il dado è stato lanciato!

Foto di Orlando Quattrini

IL POST DELLA PARROCCHIA S.CARLO

Le motivazioni sono tutte contenute nel post della pagina Facebook della “Parrocchia San Carlo da Sezze” pubblicato ieri pomeriggio:

Non è vero che quella della Notte di Natale sarà l’ultima messa celebrata nella Chiesa di Casal Bruciato. Non si è mai parlato di chiudere la chiesa bensì di un ripensamento della prassi pastorale in base alla concreta realtà attuale. I pochi fedeli, nella media di 10 persone anche meno, che ormai da molto tempo frequentano la chiesetta la domenica mattina, non hanno in questo modo la possibilità di sperimentare la pienezza e la bellezza della comunità parrocchiale e domenicale. Infatti, si parla solo della messa domenicale, mentre la festa patronale, i matrimoni e i funerali per chi lo desidera continueranno ad essere regolarmente celebrati nella Chiesa di Casal Bruciato. La scelta, nata da un lungo discernimento operato a tutti i livelli della vita ecclesiale, prende semplicemente atto della situazione attuale affinché le persone recandosi nella chiesa parrocchiale, come molti già fanno, possano vivere un’autentica esperienza di comunità. Il Parroco

Foto di Orlando Quattrini

APERTURA AL DIALOGO CON I DISSENZIENTI

A dire il vero, ieri mattina al telefono Padre Gianmarco aveva aggiunto una frase fondamentale nella vicenda che non si ritrova nel comunicato: “La porta del Parroco è sempre aperta al dialogo verso tutti, anche nei confronti dei dissenzienti. Troppo bassa la media di dieci anziani presenti durante il rito liturgico della Domenica, le chiese vivono grazie a chi le riempie e le cappelle semi-vuote saranno interessanti per gli storici dell’arte, non per i pastori di anime. Si tratta di accentrare le attività ecclesiali attorno al nucleo abitativo dello Scalo per rafforzare la comunità di fedeli. Tutti ragionamenti rispettabili dal punto di vista logico, se non fosse che alcuni residenti della periferia non sono d’accordo.

GRUPPO “RINASCITA DI CASAL BRUCIATO”

Nel frattempo i dissenzienti, che dal 2017 hanno dato vita ad un gruppo Facebook “Rinascita di Casal Bruciato”…, si sono riuniti ieri sera per decidere come organizzarsi domenica mattina e programmare il “da farsi” per il futuro. Qualora non si dovesse trovare l’unione di intenti tra Parroco e credenti di Casal Bruciato e Padre Gianmarco dovesse tenere la posizione sul “ripensamento della prassi pastorale”? Probabilmente non rimarrebbe altra scelta ai fedeli di Migliara 47 che prendere la strada della Parrocchia Sant’Anna a Pontinia. Ci sono due aspetti che emergono però dalla vicenda e che nessuno ha ancora sufficientemente rimarcato: il primo è che la vita dell’essere umano non è fatta solo di spirito e ragione, ma anche di passione, ricordi e identità territoriale; la seconda è che tremila anni di civiltà insegnano che laddove autorità temporali e spirituali cedono il passo, rimane spazio solo per il caos e la barbarie.

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