“SERMONETA CAMBIA” CRITICA IL BILANCIO DI PREVISIONE: “UN MERO ADEMPIMENTO CONTABILE”

Un Bilancio di previsione 2026-2028 privo di scelte politiche in grado di misurarsi con la difficile fase economica che stanno vivendo famiglie e imprese. Il Gruppo consiliare di opposizione “Sermoneta Cambia” ha espresso una valutazione critica su quanto illustrato in aula dall’assessore al Bilancio, Ugo Coluzzi, soffermandosi su una carenza ricorrente: la mancata introduzione di nuovi capitoli strutturali di entrata e di una valida strategia mirata a rafforzare le risorse del Comune.

Un commento dettagliato è arrivato dal capogruppo Antonio Di Lenola: “Il Bilancio,  sostanzialmente in continuità con gli esercizi precedenti, garantirebbe secondo l’assessore Coluzzi i servizi essenziali “senza aumenti per le famiglie” e guarderebbe “a tutte le categorie sociali”. Prendiamo atto di tali dichiarazioni, ma riteniamo necessario chiarire che l’assenza di aumenti formali non equivale automaticamente ad una tutela reale in un contesto di aumento del costo della vita: governare oggi significa introdurre misure mirate, strumenti di equità e scelte verificabili, non limitarsi a confermare l’impianto precedente! Si confermano quindi impostazioni già note, come se il quadro sociale ed economico fosse rimasto immutato”.

Di Lenola si è soffermato sui singoli capitoli: “Sul piano fiscale, l’Amministrazione conferma l’addizionale comunale IRPEF allo 0,8%, al livello massimo consentito. E’ una scelta politica precisa, che ignora le richieste di riduzione avanzate ripetutamente dal nostro movimento. Sul fronte TARI, ogni valutazione viene rinviata al Piano Economico Finanziario, ignorando la necessità di indicare subito un orientamento chiaro verso il contenimento dei costi e il miglioramento dell’efficienza del servizio. Non risultano, inoltre, misure aggiuntive o mirate a tutela delle famiglie: mancano agevolazioni ISEE, in particolare sul tema della mobilità e dei servizi, con ricadute dirette su studenti, lavoratori e nuclei più esposti. Si parla poi di mensa e trasporti garantiti “senza aumenti”, trascurando il fatto che la tutela delle famiglie non si misura solo sull’invarianza tariffaria, ma anche sulla presenza di criteri di accesso equi e di strumenti di calmierazione realmente orientati alle fasce più fragili. Quanto ai progetti PNRR e alla digitalizzazione, riteniamo corretto portarli avanti con puntualità, ma è doveroso chiarire che si tratta in larga parte di risorse straordinarie e vincolate, che non possono sostituire una programmazione ordinaria strutturale. Il punto politico non è “se” il PNRR si realizza, ma cosa resta dopo: la sostenibilità gestionale, la capacità di mantenere nel tempo i servizi e di programmare investimenti con risorse proprie. Per lo stesso motivo, sul completamento di opere come il nido è indispensabile che il bilancio renda chiari anche gli aspetti di gestione: personale, costi correnti, standard e continuità del servizio. Preoccupa anche la netta diminuzione delle entrate da sanzioni per violazioni al Codice della Strada: una riduzione che può essere letta positivamente sotto il profilo sociale, ma che non è accompagnata da capitoli alternativi di copertura nè da una compensazione destinata alle manutenzioni stradali, con il rischio di indebolire la capacità dell’Ente di intervenire su sicurezza e decoro della rete viaria. Sul recupero dell’evasione, infine, lo stanziamento previsto di 90.000 euro non risulta in linea con gli anni precedenti e con i livelli storici di accertamento, evidenziando una mancanza di continuità e di strategia strutturale: una scelta che riduce la possibilità di recuperare risorse senza gravare su chi è già in regola. In sintesi, il bilancio appare formalmente corretto ma politicamente rinunciatario: tutela gli equilibri contabili, ma non costruisce strumenti di risposta alle difficoltà reali del territorio. Chiediamo un cambio di passo immediato per ottenere un vero strumento di governo”.

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