“Sei anni di reclusione per Armando Cusani e pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La sentenza emessa ieri 17 marzo dal Tribunale di Latina, dopo nove ore di camera di consiglio non lascia spazio a interpretazioni o a giri di parole: è una sentenza che entra nella storia di Sperlonga e la cambia, scrivendo la parola fine ad un regime durato quasi trent’anni e liberando il paese dalla morsa soffocante dell’arbitrio e dal peso dell’illegalità. Il sistema che ha tenuto Sperlonga prigioniera di interessi privati, di garbugli amministrativi e vili ricatti è ufficialmente crollato, trafitto dalla spada della Giustizia.
Il processo “Tiberio” ha confermato ciò che alcuni di noi, nelle vesti di consiglieri di minoranza, da tanti anni andavano denunciando tra l’incomprensione, la diffidenza, il silenzio complice di molti e gli attacchi e le accuse di sciacallaggio politico. La sentenza del Tribunale di Latina ( per non parlare qui della recente inchiesta che ha portato ai pesanti provvedimenti cautelari emessi dal GIP Mara Mattioli) ha portato alla luce del sole che il sistema di illegalità e la corruzione non erano un’invenzione dell’opposizione, ma un metodo consolidato di governo.
La pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici inflitta al sindaco di Sperlonga è il dato politico più rilevante: è una sorta di marchio indelebile con il quale viene segnato chi, avendo tradito la fiducia dei cittadini per favorire il proprio tornaconto, non potrà mai più rappresentare le istituzioni. Stiamo dunque finalmente assistendo alla fine di un’epoca e di un regime che ha scambiato il bene comune per un feudo personale.
La sentenza del processo Tiberio non ha condannato soltanto gli accusati, ma ha condannato un modo di intendere e di fare politica che ha umiliato la nostra comunità. Dunque, queste nostre parole non sono dettate né da un banale ed inutile senso di rivalsa, né dal miserevole piacere della condanna inflitta ad un uomo, ma solo e soltanto dalla gioia e dall’entusiasmo che ci genera l’idea che il nostro paese possa tornare finalmente ad una normale vita democratica, nel rispetto della libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini.
Ora non possiamo non chiederci con quale coraggio il vice sindaco e i consiglieri di maggioranza intendano proseguire il loro mandato. Con spirito sereno e con umana comprensione verso il senso di imbarazzo che immaginiamo serpeggi nel loro animo, crediamo di poter dire che la loro scelta di dimettersi in blocco sarebbe un doveroso e apprezzabile gesto di rispetto verso i cittadini; al contrario la loro permanenza in carica apparirebbe certamente come una insensata dimostrazione di arroganza personale e istituzionale.
Tutti, nessuno escluso, ora devono dare il loro contributo all’avvio di una fase di ricostruzione morale del paese. Dobbiamo tornare a essere il “Borgo più bello d’Italia” non solo per il mare e i vicoli, ma anche per la trasparenza delle istituzioni.
Il Partito Democratico e la neonata Associazione Civica “Rinascita Democratica” (che accoglierà cittadini indipendenti o di differenti orientamenti politici) si pongono fin da ora al servizio dei cittadini per favorire il risveglio democratico di Sperlonga. Vogliamo farlo aprendo le porte a tutte le forze sane del paese che vogliono un futuro libero da prepotenze, ricatti e favoritismi. Sperlonga torni ai cittadini!”.
Così, in una nota, il Partito Democratico di Sperlonga.
