SCUOLE, TRAFFICO E QUALITÀ DELL’ARIA PER BAMBINI E ADULTI: UN CASO DI STUDIO A LATINA

inquinamento outdoor nelle scuole
Immagine presa da Twitter

Oggigiorno, le persone trascorrono fino al 90% del loro tempo in ambienti indoor (al chiuso), molti dei quali vicini a vie di comunicazione molto trafficate, tra cui edifici scolastici dove bambini e bambine, ragazzi e ragazze trascorrono obbligatoriamente dalle 4 alle 8 ore al giorno per almeno 10 anni. La scuola è anche un luogo di lavoro: in Italia si stima che il 15% della popolazione, circa 10.000.000 persone, fra alunni e docenti, studi o lavori ogni giorno in circa 32.000 edifici scolastici. 

A Latina, le centraline fisse per il controllo della qualità dell’aria sono solo due, poste nelle immediatezze di due scuole di competenza comunale: l’Istituto Statale Leonardo Da Vinci, plesso che fa angolo tra Via del Lido e Via De Chirico; la sede principale dell’Istituto Comprensivo Torquato Tasso, in via Tasso. L’Arpa Lazio, l’agenzia regionale per l’ambiente, ad aprile 2019 ha pubblicato i nuovi dati delle rilevazioni di polveri sottili rilevando a Latina, dal primo gennaio, in tutto 8 superamenti nella centralina di Via De Chirico e 7 in quella di Via Tasso.

La decisione di sistemare una delle due centraline, quella nei pressi dell’Istituto Da Vinci, in Via De Chirico, è sì una conquista in termini di valutazione statistica delle condizioni ambientali urbane, ma è pur vero che restituisce un quadro parziale rispetto agli inquinanti volatili e polveri sottili che investono la scuola che, per un lato, si affaccia anche sulla trafficatissima via del Lido.

Istituto Statale Leonardo da Vinci, lato Via del Lido – Latina

Inquinamento acustico e traffico veicolare

Dai dati pubblicati nell’aggiornamento a giugno 2018 della Mappatura acustica strategica del Comune di Latina, emerge che la mole dei decibel dovuta al traffico veicolare tra Via del Lido e Via De Chirico crolla di 12 punti, nonostante la contiguità tra le due vie, nel momento in cui si abbandona la strada che da centro città si dirige verso la marina per imboccare Via De Chirico, che invece collega la zona del Centro Morbella a Via Isonzo. Infatti, se in Via De Chirico il picco massimo di rumore dovuto al transito di vetture e mezzi pesanti è stato quantificato in 67,1 dB(A) nella fascia diurna, nella vicina via del Lido la soglia massima rilevata raggiunge i 79,6 dB(A) sempre negli stessi orari. 

La seguente tabella riporta i livelli relativi di intensità sonora in dB, relativamente all’intensità standard del suono appena percepibile

Inquinamento dell’aria e traffico veicolare

La qualità dell’aria urbana continua ad essere un problema di salute primaria poiché la maggior parte della popolazione mondiale vive attualmente nelle aree urbanizzate (54% nel 2014) e si prevede che la percentuale salga al 66% entro il 2050; ciò è dovuto al fatto che una delle principali fonti globali di inquinamento atmosferico nelle città è il traffico veicolare.

Oltre, alle vetture diesel, al traffico urbano, alla microframmentazione di pneumatici e freni (da cui dipende metà dell’inquinamento atmosferico), è un’abitudine ad essersi dimostrata altamente dannosa per la salute degli studenti: la sosta delle autovetture dei genitori, con motore al minimo o accendi/spegni, in attesa dell’entrata/uscita a/da scuola dei propri figli. Un picco nelle concentrazioni di particolato e sostanze volatili estremamente deleterie che si ripete ogni giorno per la durata di tutto l’anno scolastico.

La scuola media Da Vinci, inoltre, sorge a ridosso di un incrocio con semaforo in cui si incontrano due grandi arterie della viabilità urbana e diversi studi scientifici hanno dimostrato che il traffico lento o rallentato, soprattutto in prossimità di incroci semaforici, comporta una maggiore produzione di particolato fine derivante dalla degradazione degli impianti frenanti e degli pneumatici. Questo tipo di inquinamento contribuisce per metà alla mole totale di inquinamento atmosferico.

Problema: effetti dell’inquinamento outdoor sugli studenti

Un recente studio condotto nel Regno Unito dall’Università di Sidney ha dimostrato che lo smog non solo incrementa il rischio di patologie cardiovascolari, respiratorie e di tumori, ma può anche compromettere il regolare sviluppo cognitivo dei bambini. La ricerca è stata finanziata dalla Public Health England e i suoi risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Intellectual Disability Research. I ricercatori dell’Università di Sidney hanno rilevato che per i bambini esposti a livelli elevati di inquinamento atmosferico il rischio di disabilità intellettive è maggiore.

Possibili soluzioni: barriere verdi contro smog e rumore

Ciò considerato, la scuola di Via del Lido non rappresenta un caso da demonizzare, anzi deve essere considerato come un un modello da cui partire per analizzare le condizioni urbane in cui sono immerse la maggior parte delle scuole primarie e secondarie del capoluogo e, sicuramente, delle scuole di un po’ tutta la provincia. La stragrande maggioranza dei plessi scolastici, infatti, non possiede alcun tipo di barriera verde per migliorare l’isolamento acustico e per impedire agli inquinanti di raggiungere le aule all’interno del perimetro scolastico.

Nell’articolo “Migliorare la qualità dell’aria nelle scuole: siepi come barriera antismog”, Latina Tu ha avanzato una proposta che, certamente, non risolve il problema dell’inquinamento veicolare urbano ma che mostra come attraverso una semplice implementazione green si potrebbe contribuire a ridurre sensibilmente gli effetti dell’inquinamento dell’aria e acustico.

La soluzione strutturale auspicata per abbattere questi due tipi di inquinamento rimane senza dubbio il disincentivo all’utilizzo dei mezzi privati da parte delle amministrazioni locali, soprattutto potenziando l’offerta del servizio di Trasporto Pubblico Locale in maniera più capillare.

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