L’intervento di “Agire”: “Scuole di nuovo chiuse: la sicurezza viene prima, ma serve prevenzione per non creare disagi”
“Oggi le scuole di Aprilia sono chiuse per l’allerta meteo arancione. È la seconda volta in dodici giorni, dopo la chiusura del 9 ottobre. E l’inverno deve ancora arrivare.
Lo diciamo con chiarezza: comprendiamo la straordinarietà di questi eventi. Piogge che in poche ore scaricano quantità d’acqua eccezionali, raffiche capaci di scoperchiare tetti e abbattere alberi, come il 10 settembre, quando la città è stata colpita duramente nonostante un’allerta soltanto gialla. Davanti a fenomeni del genere la prudenza è giusta, e nessuno me:e in discussione l’allerta né il fatto che la sicurezza di bambini e ragazzi venga prima di tutto.
Ma, come in tutte le cose, anche qui serve equilibrio. Alla sicurezza vanno affiancate la soluzione dei problemi che rendono necessarie le chiusure e l’attenzione a non creare disagi a chi vive e lavora in questa città. Quando lo straordinario si ripete a distanza di poche settimane, non può più essere affrontato soltanto come un’emergenza.
Chiudere le scuole non cancella il rischio: lo sposta sulle famiglie. Ogni chiusura decisa il giorno prima costringe i genitori a inventarsi in poche ore una soluzione tra permessi, ferie, nonni e baby sitter, e chi lavora a turni o non ha una rete familiare resta senza alternative. Ogni genitore che resta a casa significa un lavoratore assente in fabbrica, in ufficio o in negozio, e un’azienda, spesso piccola, che deve riorganizzarsi da un giorno all’altro. Una volta si gestisce. Ripetuto per tu:o l’inverno, diventa un peso che molte famiglie non possono reggere e un costo per i lavoratori e per le imprese del territorio. E intanto le strade restano quelle di sempre, le stesse che i genitori percorrono comunque per andare al lavoro.
L’allerta arancione, del resto, non porta in automatico alla chiusura delle scuole: è una scelta, che dipende anche da quanto un territorio è preparato. Ed è qui che nascono le domande. Cosa si fa nei giorni in cui non piove? Dopo l’ultima chiusura, qualcuno ha verificato i punti che si allagano a ogni pioggia forte? Quello che ha creato problemi a settembre e a inizio ottobre è stato sistemato? E se chiudere diventa la regola, perché il nostro territorio non riesce a reggere un’allerta arancione?
Per questo, accanto alle misure d’emergenza, serve un programma capace di arginare quesB fenomeni invece di subirli ogni volta. Una manutenzione costante di caditoie, fossi e canali, una mappa dei punti in cui l’acqua si ferma e interventi mirati per risolverli, verifiche periodiche sugli edifici scolastici, un piano di protezione civile aggiornato e conosciuto dai cittadini. Non servono opere impossibili, ma un lavoro ordinario portato avanti con continuità, perché la chiusura delle scuole non diventi l’unica risposta possibile. Sicurezza e vita quotidiana non sono in alternativa: un territorio preparato riesce a tenerle insieme.
La sicurezza resta il primo pensiero, e la prudenza nei giorni di allerta è doverosa. Ma la differenza tra arginare e subire si gioca prima, nei giorni tranquilli. Altrimenti a ogni bollettino arancione la risposta resterà una sola, e a pagarla saranno sempre le famiglie, i lavoratori e le imprese della nostra città”.
Così, in una nota, “AGIRE – Idee e Territorio“.
