SCUOLE A TERRACINA, EUROPA VERDE: “TRA MANCATA MANUTENZIONE E CARENZA DI SERVIZI”

Terracina
Terracina

La nota di Europa Verde Terracina, firmata dai rappresentanti Catia Mosa e Gabriele Subiaco, sulle condizioni delle scuole in città

Nella prospettiva di una riorganizzazione delle scuole in vista della riapertura di settembre dopo l’emergenza Covid19 e in risposta all’incertezza e alle giuste preoccupazioni delle famiglie, Europa Verde ha voluto delineare un quadro delle problematiche urgenti con l’obiettivo di fornire un contributo ed uno stimolo all’Amministrazione per affrontare in tempo e con lungimiranza la complessità delle azioni da intraprendere prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. 

LA NOTARileviamo che, ad oggi, non è stato esplicitato alcun piano da parte del Comune di Terracina e della Provincia di Latina in merito alla risoluzione di alcune criticità strutturali, di sicurezza e manutentive presenti negli edifici scolastici della nostra Città, problematiche del resto già note agli uffici comunali preposti e che richiedono interventi tempestivi e non più procrastinabili.

Dopo mesi di chiusura e dopo anni di incuria o di interventi sporadici e non risolutivi, molti dei nostri edifici scolastici necessitano di interventi tempestivi, che dovranno precedere la riapertura a settembre delle scuole. Interventi che sicuramente i dirigenti avranno posto al centro della discussione anche delle riunioni che il Comune, attraverso la commissione competente, ha previsto con i dirigenti scolastici per pianificare l’organizzazione della ripresa delle attività scolastiche a settembre. Interventi che possiamo così sintetizzare e che, ci auguriamo, possano presto trasformarsi in cantieri reali:

Ritinteggiatura completa delle pareti interne, delle aule, dei bagni, degli spazi comuni, dando la precedenza agli istituti che presentano le maggiori criticità;

Miglioramento dei servizi igienici, spesso carenti, con possibile rischio di contagi tra gli alunni;

Valorizzazione degli spazi esterni, dei giardini, dei cortili, con coperture, strutture mobili in legno per la realizzazione di ambienti di apprendimento alternativi all’aula, lezioni all’aperto, didattica laboratoriale in piccoli gruppi;

Individuazione e ristrutturazione degli spazi interni degli edifici per realizzare laboratori e atelier artistici;

Verifica degli impianti fognari, insufficienti e che costituiscono un rischio igienico-sanitario grave in alcune scuole dell’infanzia e della primaria dove si verificano periodici sversamenti di acque reflue per il quali il Comune ha provveduto con interventi solo temporanei e mai risolutivi;

Avvio della riqualificazione energetica degli edifici per ridurre le spese di combustibile ed elettricità e contenere le emissioni di CO2;

Incentivo alla mobilità sostenibile proteggendo gli alunni dallo smog e dal traffico, con ztl all’ingresso e all’uscita, zone cuscinetto intorno agli edifici scolastici, trasporto casa-scuola sicuro ed ecologico e senza auto utilizzando pedibus, bici, navette elettriche e  percorsi sicuri a piedi;

Controllo e pulizia di eventuali impianti di areazione, riscaldamento e condizionatori;

Pulizia accurata dei locali, disinfestazioni, sanificazioni dei locali, delle attrezzature e dei materiali.

È poi importante che tutte le scuole abbiano la certificazione di agibilità, antisismica, anti inquinamento elettromagnetico, antirumore, no-amianto ed il certificato di collaudo statico, così come è necessario creare l’anagrafe della situazione statica ed energetica dell’edilizia scolastica della nostra città, migliorare l’inclusività e l’accessibilità eliminando le barriere architettoniche, ma anche pensare e progettare una scuola del futuro ecologista ed attenta alla riconversione e all’efficienza energetica, alla mobilità sostenibile, al cibo sano e alla salute degli alunni.

Tutto ciò, potrà essere finalmente affrontato anche usufruendo delle possibilità e delle risorse concesse dal recente “Decreto Rilancio” a favore della Scuola ed in particolare, dal cosiddetto “Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19”: 1 miliardo di euro (400 milioni nel 2020 e 600 milioni nel 2022) per il contenimento dei possibili effetti del coronavirus sulla vita scolastica. Un fondo “aperto”, gestito dal ministero dell’Istruzione, che servirà ad adottare tutte quelle misure che si renderanno necessarie per garantire la salute di bambini, ragazzi, insegnanti e personale scolastico. A questi soldi si aggiungono i 331 milioni previsti in modo specifico per far ripartire in condizioni di sicurezza il prossimo anno scolastico 2020/2021. Tali risorse serviranno: per la sanificazione e l’igienizzazione degli edifici, per l’acquisto di tutti i dispositivi per la sicurezza tra cui i termo-scanner, per potenziare la didattica a distanza (e non farsi trovare spiazzati in caso di necessità), per imbastire corsi di formazione sulla sicurezza, per aiutare gli alunni con disabilità nella didattica a distanza, per la fornitura di dispositivi e connessioni agli studenti meno abbienti, per la manutenzione degli ambienti scolastici e per la loro messa in sicurezza (soprattutto in vista della rimodulazione degli spazi interni per garantire il distanziamento); misure che dovranno essere realizzate entro il 30 settembre 2020. In più, per far svolgere gli esami di Maturità in presenza, previsti ulteriori 39,2 milioni di euro per la pulizia delle scuole e la predisposizione degli standard di sicurezza.

Gli interventi che riguardano l’edilizia scolastica potrebbero essere velocizzati anche in virtù del maxiemendamento, che ha riformulato il «decreto scuola» (approvato dalla Camera dei Deputati il 6 giugno scorso), e che assegna ai sindaci dei Comuni e delle città metropolitane, nonché ai presidenti delle Province, i poteri dei commissari straordinari per gli interventi infrastrutturali prioritari, disciplinati dall’articolo 4 della legge 55/2019 (Sblocca-cantieri) ed in base al quale, i sindaci e i presidenti delle Province potranno operare come commissari speciali per gli interventi di edilizia scolastica, avendo anche la possibilità di derogare a molte disposizioni del codice dei contratti pubblici. 

Ecco, sarebbe davvero ora di dar corso a tutti gli interventi già previsti nel “Programma triennale dei lavori pubblici 2019/2021 dell’Amministrazione del Comune di Terracina”. Interventi di riqualificazione degli edifici scolastici, di messa a norma ai criteri antisismici e efficientamento energetico della Scuola Manzi, di messa in sicurezza della Scuola materna della Delibera, di adeguamento sismico della scuola elementare di La Fiora, di miglioramento sismico, eliminazione rischio d’incendio, rischio caduta dall’alto e abbattimento delle barriere architettoniche della scuola Fiorini. Interventi che, complessivamente a Piano, cubano per  ben 6,3 milioni di euro e molti dei quali non vedono ancora la luce. 

I nostri bambini e ragazzi, dopo mesi di chiusura, hanno diritto oltre che  ad una scuola sicura e curata igienicamente anche ad un ambiente accettabile esteticamente, perché vivere in spazi belli, efficienti ed ordinati ha un valore educativo intrinseco che spesso viene ignorato dalla politica che non sa o non vuole occuparsi dei  problemi reali delle famiglie tutte, delle loro paure, dei dubbi , delle incertezze di chi non sa cosa accadrà a settembre, con un silenzio ancora più grave per i bambini speciali, con diagnosi dai nomi difficili e  problematiche complesse  di famiglie  che  avrebbero bisogno di un supporto domiciliare, di persone competenti capaci di supportarli  concretamente ora che la scuola è chiusa e che invece sono praticamente soli, nonostante l’enorme sforzo della scuola di assicurare attraverso la LEAD (legami educativi a distanza) un supporto affettivo e psicologico . Chiediamo, a nome di queste famiglie in difficoltà, l’attivazione di servizi domiciliari con figure specialistiche e una rete di supporto che possa aiutarli in questo cammino difficile. Per i bimbi e i ragazzi tutti, nostro futuro, chiediamo attenzione, lungimiranza, risorse e aiuti concreti per ricominciare a settembre nelle modalità migliori atte a garantire il sacrosanto diritto alla scuola e allo studio in contesti vivi, veri, sociali. Elementi imprescindibili che nessuna Didattica a Distanza (Dad), per quanto funzionale nel momento dell’emergenza, potrà mai sostituire. Chiediamo che la cabina di regia comunale recentemente costituita per pianificare la ripartenza a settembre, al di là di improvvisi slanci elettorali di chi, al governo e all’opposizione, avrebbe dovuto seriamente metter mano da tempo a questi problemi, alcuni davvero storici, produca finalmente un piano concreto con interventi precisi, risorse e tempi di intervento certi e tanti cantieri veri nei prossimi mesi”. Dichiarano Catia Mosa e Gabriele Subiaco co-portavoce di Europa Verde Terracina. 

Articolo precedente

SEZZE, STATUA DI SAN LIDANO: “LA SUA COLLOCAZIONE NON RISPONDE ALLE NORME URBANISTICHE”

Articolo successivo

CASTELFORTE: VISITE ED ECOGRAFIE AL SENO GRATUITE IN PIAZZA SAN ROCCO

Ultime da Politica