SCUOLA, MOLTE PERPLESSITÀ: UGL LAZIO PUNTA IL DITO CONTRO LE ISTITUZIONI

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Prolungamento della DAD, ricorso ai test rapidi nei plessi scolastici, una fornitura da 5.000.000 € per acquistare proprio test rapidi da destinare alle scuole, diritto allo studio, tracciamento, campagna vaccinale del personale scolastico. Gli argomenti oggetto delle osservazioni dell’UGL Lazio in occasione della riapertura delle scuole

L’UGL Lazio esprime perplessità puntando il dito contro le istituzioni, la Regione Lazio non in grado di dare una procedura chiara ed il Governo per aver mischiato troppo le carte creando confusione, riguardo il piano vaccini del personale scolastico. A dichiararlo congiuntamente il Segretario Regionale Armando Valiani e i componenti della Segreteria Regionale la Dott.ssa Emanuela Sierri componente della Segreteria. 

Considerando il quadro di contagio ai dati odierni, come struttura regionale abbiamo chiesto un incontro Regionale e interventi più efficaci alla politica in merito alla riapertura in sicurezza delle scuole. Il governatore ha deciso di prolungare la DAD per le secondarie fino al 18 Gennaio, ma lo ha fatto con grave ritardo lasciando le famiglie appese per giorni.

In base alla circolare del 29 settembre 2020 del Ministero della salute, dove si disponevano l’uso dei test rapidi per le diagnosi di COVID, con particolare riguardo al contesto scolastico, si sollecita ancora ad oggi l’avvio di tale disposizione che prevedeva l’utilizzo di tamponi rapidi nelle classi. 

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Tale misura preventiva, utile a scoprire contagi tra studenti e docenti nel giro di 15 minuti, eviterebbe la quarantena delle classi e la chiusura delle scuole. Infatti con i risultati rapidi così a disposizione, il Dirigente Scolastico avrebbe la possibilità di decidere in tempi celeri di far continuare le lezioni in presenza oppure no, evitando chiusure di classi o quarantene preventive laddove non ci fosse bisogno.

Oggi, alla luce dell’andamento epidemiologico, appare evidente la necessità di aumentare la prevenzione nel settore scuola, in quanto garantirebbe un diritto allo studio maggiore, soprattutto per gli studenti della secondaria di secondo grado con la didattica a distanza. Così congiuntamente si porterebbe avanti il diritto alla salute, con una messa in sicurezza più efficace per tutti gli alunni di ogni ordine e grado.

Diritto alla salute e allo studio sono i pilastri del nostro dettato costituzionale e non possiamo permetterci che le future generazioni possano essere penalizzate; inoltre chiediamo dov’ è andata a finire la fornitura di 5 milioni test rapidi destinati al personale scolastico? Precisando che sul sito della presidenza del Consiglio dei Ministri, ad ottobre è stata pubblicata la richiesta dell’offerta con scadenza prevista per il 9 ottobre 2020.

Per le premesse sopracitate chiederemo pertanto: un potenziamento del sistema dei controlli sanitari, dei dispositivi di sicurezza, del tracciamento dei contagi mediante l’utilizzo di tamponi rapidi all’interno delle scuole, una corsia preferenziale per tutte le componenti scolastiche; priorità anche per il personale scolastico nella campagna vaccinale; tutto questo deve essere supportato da un piano strategico sui trasporti per evitare gli assembramenti da parte degli studenti.

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