SANITÀ NEL SUD PONTINO, L’ALLARME DELLE ASSOCIAZIONI: “SIAMO AL BIVIO”

Una sanità regionale e provinciale considerata al bivio da associazioni e sindacati dell’area del sud pontino

“La connessione tra i servizi più propriamente sanitari con il territorio  e gli interventi sociali, resta un punto essenziale.  Il Piano Sociale di zona 2024 – 2026, che il Consorzio è chiamato a realizzare e gestire, contiene molti spunti apprezzabili che evidenziano, almeno sotto l’aspetto della pianificazione e programmazione, una buona analisi dei problemi e delle caratteristiche del territorio, ma è tutto da verificare circa propositi ed obbiettivi. Intanto c’è da chiedersi: di quali e quanti fondi disporrà il Consorzio, cosa gli trasferisce la tesoreria del Comune di Gaeta? I comuni del distretto quali risorse aggiuntive sono disponibili a conferire? Il Consorzio costa nel mantenimento della struttura, e sarebbe gran cosa contenerli escludendo ogni remunerazione di rappresentanza. Siamo alle prese con una transizione di sistema, le cui soluzioni sono condizionate dalle risorse finanziarie disponibili, poche, da risorse umane ancora più scarse, da nuovi modelli di diagnosi e cura da realizzare nei servizi territoriali ed ospedalieri. 

 Il reperimento di operatori sanitari specializzati, le funzioni di quelli già occupati, in primis i medici di Medicina Generale, restano questioni fondamentali. Nel Lazio mancano 254 medici di Medicina Generale, secondo l’ultimo rapporto della fondazione Gimbe. I medici di famiglia, che hanno mediamente 1.279 assistiti all’1gennaio 2024 (rispetto alla media nazionale di 1.374), superano il massimale di 1.500 assistiti. Paradossalmente, nel 2024 il numero di candidati al concorso nazionale per il corso di formazione in medicina generale è stato superiore ai posti disponibili, con 81 candidati in più (48% in più) rispetto alle borse finanziate, rispetto alla media nazionale di -15%. La disponibilità dei medici di Medicina Generale da organizzare in funzioni e servizi territoriali così da ridurre la pressione sui pronto soccorso, è questione sostanziale. Ciò si evince proprio dai dati sugli accessi ad essi.  

Negli anni 2022 – 2023, il Dono Svizzero, sede di DEA di primo livello, drena la percentuale più alta di pazienti provenienti da altra Regione, circa il 14%, prevalentemente dalla Campania. Il dato è il più alto di tutta la Provincia e della intera Regione Lazio. Goretti Latina 2.7% – Fiorini Terracina 3.9% – San Giovanni di Dio Fondi 3.7% – ICOT Latina 2.3% – Città di Aprilia 2.3%. Media regionale 4.8 % 

Se analizziamo i dati nella tipologia degli accessi (tutta la Provincia) si riscontra che il 70% dei casi sono differibili rispetto all’ emergenza-urgenza che somma il 30% e che deve accedere all’attenzione immediata dei sanitari. Dunque moltissimi accessi ai Pronto Soccorso, potrebbero essere trattati in altre sedi opportunamente attrezzate. Case della Salute? Attività associate dei Medici di Medicina Generale? Ambulatori Festivi? Proprio in questo momento è aperta una fase di rimodulazione delle funzioni dei medici cosiddetti di famiglia e anche in questo caso sussiste un problema di risorse finanziarie da reperire. 

Gli ospedali provinciali, in particolare il Dono Svizzero, non sono sedi attrattive e dunque è necessario creare incentivi che non passano solo e necessariamente attraverso una migliore remunerazione, ma anche attraverso percorsi di carriera nelle ASL regionali, che premino chi, per cinque anni, ha lavorato in sedi poco attrattive o fortemente disagiate. Si possono mutuare esempi già concretamente realizzati in altre Regioni. 

L’adeguamento del personale medico e infermieristico è indispensabile anche per le liste di attesa delle cure: tutta l’attività di elezione ne risente, dagli interventi più semplici a quelli complessi. Si riesce ad intervenire nell’emergenza-urgenza e neanche sempre e in forme adeguate. Tornando alle prestazioni di Pronto Soccorso, restano ancora troppe le consulenze specialistiche richieste e indirizzate al Goretti che obbligano i pazienti a spostarsi con mezzi propri, soprattutto per alcune branche come Urologia e Ginecologia, quest’ultima divisa e dispersa in due strutture presso il Dono Svizzero e il San Giovanni di Fondi. 

In questo caso il dispendio di risorse non garantisce un’assistenza che altrimenti, realizzata nella sede più appropriata del DEA, sarebbe decisamente più adeguata: una sola UOC ma fatta bene. Tutto ciò accresce la mobilità sanitaria passiva che spinge le persone a cercare altrove la fruizione di un esame o di un intervento specialistico, soprattutto sui grandi ospedali romani. E questo pesa sulle risorse finanziarie dell’ASL di Latina. I fondi erogati attraverso il PNRR e il Giubileo hanno senz’altro aggiornato e arricchito la tecnologia delle apparecchiature ma nel contempo, la penuria di personale dedicato le condanna allo scarso uso. Da molti anni la Risonanza Magnetica Nucleare del Dono Svizzero, resta utilizzata solo due giorni la settimana.  Il Dono Svizzero ha 63 anni e non è più adattabile ai moderni protocolli di diagnosi e cura. Le intensive di Cardiologia e Dialisi si trovano al terzo e quarto piano e non su piastra unica al piano terra con Pronto Soccorso e Rianimazione. Pertanto è facilmente comprensibile quanto sia indispensabile una nuova struttura da porre a servizio di un vasto territorio che va da Terracina – Fondi fino al nord della provincia di Caserta. Il nuovo ospedale del Golfo, proposto dalla Presidenza Badaloni nel 1994, resta nei fatti fermo alla stipula della convenzione con INAIL, senza progettazione, e senza il trasferimento dell’area dalla Regione all’ASL. 

Si continua ad annunciarne la previsione di spesa e la copertura finanziaria di 172 milioni di euro ma né progettazione, né reperimento di fondi e programmazione delle opere di contorno avanzano di un centimetro. Occorre agire adesso, pena l’ulteriore e irrimediabile indebolimento della sanità pubblica”.

Così, in una nota, le associazioni “Comunità del Lazio Meridionale e Isole Pontine”, “Incontri & Confronti”, la Lega SPI CGIL Sud pontino e le associazioni “Gocce di Fraternità Onlus”, “Pendolari Stazione Minturno – Scauri” e “La Barba di Giove”.

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