Sanità Lazio, Cavaliere, responsabile sanità Europa Verde Lazio: “Rocca inaugura muri, ma mancano i medici”
“Il piano anti-liste è evidentemente ancora senza gambe se dopo quasi tre anni ancora stiamo valutando quali sono le prestazioni critiche mentre si stima che circa 1,7 milioni di cittadini del Lazio abbiano rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria necessaria nel 2025.
Il tasso di rinuncia nella regione ha toccato punte del 12-15% (a seconda delle rilevazioni Istat/Crea Sanità), un dato che è quasi raddoppiato negli ultimi due anni di amministrazione.
Le cause: Il 63% di chi rinuncia lo fa per i tempi d’attesa biblici del settore pubblico, mentre il 62% dichiara di non poter accedere al privato per i costi troppo elevati.
La realtà è che dopo questi tre anni di amministrazione Rocca, la sanità del Lazio sembra un red carpet: si tagliano nastri, si annunciano nuovi ospedali e case di comunità, ma dietro le quinte i reparti restano vuoti o sottostimati. La domanda che poniamo al Presidente è semplice: chi lavorerà in questi presidi?
Così in una nota Alessandro Cavaliere, responsabile Sanità Lazio e Direttivo di Europa Verde Lazio e Flavia Scifoni membro del CER di Europa Verde – commentando gli ultimi annunci della Giunta regionale sulle “visite critiche”.
“I dati sulle assunzioni sbandierati dal Presidente non tornano con la realtà dei territori,” incalza Cavaliere. “Si parla, da mesi, di un maxi-piano da quasi 10.000 unità, ma tra pensionamenti massicci, medici che fuggono verso il privato o all’estero e precari ancora in attesa di stabilizzazione, il saldo reale è drammaticamente basso. La verità è che oggi nel Lazio si aprono più strutture di quanti medici e infermieri vengano effettivamente immessi nel sistema pubblico.”
Il fallimento è strutturale secondo Cavaliere: “Inaugurare una Casa della Comunità o un nuovo reparto grazie ai fondi del Giubileo o del PNRR è facile. Gestirlo con personale stabile è un’altra cosa. Oggi molti nuovi presidi funzionano solo grazie a turni massacranti del personale già in servizio o, peggio, tramite cooperative di ‘gettonisti’ che costano il triplo e minano la continuità assistenziale.”
“Annunciare che i macchinari per le TAC resteranno accesi h24 è inutile” aggiunge Flavia Scifoni “se non c’è il personale tecnico e medico per refertare. Senza assunzioni vere, quelle macchine sono solo investimenti che non producono salute, ma solo costi di manutenzione.”
Il cosiddetto piano anti-liste continua dunque a puntare sul privato convenzionato come unica stampella. Ma tre anni sono un tempo sufficiente per rilanciare la sanità pubblica; se le liste restano bloccate, significa che la scelta di depotenziare il pubblico a favore dei privati è politica, non tecnica.”
I cittadini del Lazio non hanno bisogno di altri edifici, hanno bisogno di medici, di diagnosi in tempi certi e di una medicina territoriale che non sia solo un ufficio aperto a metà giornata. Rocca smetta di fare il commissario ai lavori pubblici e inizi a fare l’assessore alla Salute”.
Così, in una nota, Alessandro Cavaliere e Flavia Scifoni (Europa Verde).
