In un’ottica di piena trasparenza e partecipazione civile, si presenta ufficialmente il movimento “ARGINE”, un’iniziativa nata per agire come presidio a tutela della salute pubblica e della legalità nel territorio tra le province di Latina e Roma. L’azione dell’associazione è mossa dal desiderio di garantire l’effettiva applicazione del diritto alla salute, con un’attenzione particolare alla possibile incidenza di fattori ambientali e alla chiarezza nella gestione dei dati sanitari in aree storicamente interessate da criticità nel ciclo dei rifiuti.
A tal fine, sono state inoltrate formali istanze di accesso civico (FOIA) alla Regione Lazio e alla ASL di Latina. L’iniziativa, coordinata dalla referente Francesca Alessandra Capponi, mira a far luce su gravi criticità emerse da analisi preliminari: si richiede un aggiornamento dei report sanitari che risulterebbero non organici da diversi anni, configurando quello che presumibilmente appare come un vuoto informativo che lederebbe il diritto alla conoscenza dello stato di salute pubblica.
L’istanza punta con decisione a chiarire le potenziali discrepanze nei dati di alcuni presidi ospedalieri, dove si sarebbero riscontrati incrementi di patologie oncologiche con valori che apparirebbero fino a dieci volte superiori rispetto ai trend registrati nell’arco di soli cinque anni. L’associazione ritiene urgente accertare se tale anomalia sia riconducibile a errori sistematici nella rilevazione dei numeri in passato o se, al contrario, rappresenti un reale e drammatico aumento dei casi direttamente connesso all’inquinamento del territorio.
A questo proposito, si chiede se corrisponda al vero che vi sia stata rispetto a 5 anni fa una variazione strutturale delle modalità di raccolta dati: mentre in precedenza le informazioni sui pazienti venivano caricate direttamente dai reparti ospedalieri sul Registro Tumori, l’attuale procedura prevede che i presidi inviino i dati alla ASL, la quale provvede successivamente all’aggiornamento dei report. Si ipotizza che questo passaggio intermedio e l’accentramento della gestione dei flussi presso gli uffici centrali possano aver presumibilmente influito sulla qualità e sulla tempestività del dato; pertanto, si richiede una nota tecnica che faccia chiarezza definitiva su queste evidenze.
Viene inoltre sollecitata l’attivazione di protocolli di monitoraggio per i cittadini residenti in prossimità di siti potenzialmente contaminati (aree SIN/SIR), nella convinzione che una programmazione sanitaria efficace non possa prescindere dalla totale condivisione del patrimonio informativo pubblico. Ringraziando anticipatamente la Regione Lazio per l’attenzione e la sensibilità che vorrà dedicare a queste richieste, “ARGINE” invita cittadini e professionisti a unirsi a questo percorso di cittadinanza attiva.
L’associazione confida in un riscontro dettagliato entro 30 giorni, riservandosi, in assenza di chiarimenti, di informare la Commissione Sanità della Regione Lazio, l’ANAC e le autorità competenti per verificare la corretta gestione del patrimonio informativo pubblico.
