“Sabaudia ostaggio di un’Amministrazione senza numeri e credibilità”, la dura presa di posizione di Fratelli d’Italia
“Quello andato in scena nell’ultimo Consiglio comunale non è stato un semplice dibattito politico, ma la rappresentazione plastica dello stato in cui versa oggi l’Amministrazione comunale. Totale confusione amministrativa, isolamento ed una guida che ha perso ormai anche il senso della dignità istituzionale.
La discussione sulla mozione di sfiducia ha evidenziato in modo inequivocabile tutte le contraddizioni di questa maggioranza. A rilievi puntuali di natura politico-amministrativa si è risposto con interventi incoerenti, scollegati dal merito, mescolando piani diversi – politici, amministrativi e persino giudiziari – senza mai affrontare davvero i problemi, lasciando ad un consigliere l’onere di leggere una lista di interventi che, a loro dire, avrebbero permesso a Sabaudia di rinnovarsi. E questo (secondo loro) dovrebbe bastare a zittire una minoranza che paradossalmente oggi rappresenta la “maggioranza” della città di Sabaudia.
La risposta alla sfiducia è stata un insieme sconclusionato di elenchi incoerenti con il testo della mozione stessa. Ancora una volta si è preferito rifugiarsi nella propaganda, rivendicando come grandi risultati quelli che, invece, sono elementi marginali rispetto alla crisi in atto, mentre la città continua a vivere una fase di incertezza e paralisi.
Si è affermato, ad esempio, che la riapertura della Torre Civica sarebbe fondamentale per lo sviluppo delle politiche giovanili. Quale credibilità politica può avere una maggioranza capace di simili affermazioni?
Uno spettacolo pietoso, un teatrino sceneggiato ad arte, ma che evidenzia un dato inequivocabile: è stata necessaria una mozione di sfiducia per ascoltare, dopo quattro anni di silenzi e alzate di mano inerti, la voce dei consiglieri e della giunta. Interventi tra l’altro poco comprensibili, esternazioni a tratti isteriche, dichiarazioni di estraneità all’attaccamento alla poltrona da parte di chi da anni occupa posizioni chiave in maggioranza. Insomma un rimescolamento di carte che non serve a risolvere i problemi della città, tanto meno quelli di una maggioranza che ha deciso di rimanere in piedi “per il bene della città”. A noi appare solo l’ultimo disperato tentativo di difendere l’immagine distrutta di un Sindaco che affonda nelle sue stesse evidenti e palesi contraddizioni.
Il dato politico più rilevante è sotto gli occhi di tutti: la maggioranza non esiste più.
Va ricordato inoltre che l’Amministrazione guidata dal Sindaco Mosca oggi governa grazie a poco più di 1.600 voti, sommando Forza Italia (1.101 voti) e la lista Scegli Sabaudia (567 voti), su circa 15.386 aventi diritto e una popolazione complessiva di quasi 20.000 abitanti. Un dato che fotografa chiaramente quanto questa maggioranza sia esigua, fragile e lontana dai cittadini, e quanto sia incomprensibile continuare a governare ignorando i segnali lanciati dai cittadini. La città non vuole più questa Amministrazione.
Il comportamento del Sindaco, arrivato al punto di votare sè stesso, ha ulteriormente confermato questo distacco. Il suo voto sulla propria mozione di sfiducia, aggrappandosi ad un probabile vuoto normativo dell’art. 52, manifesta un’arroganza amministrativa senza precedenti. Un gesto sconcertante e indecoroso. Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe essere il primo a dare esempio di correttezza e rispetto delle regole. Invece, ha scelto di intervenire sul proprio giudizio, ignorando ogni principio di imparzialità e ledendo la dignità del ruolo stesso. Anche senza quel voto, con un 8 a 8, avrebbe confermando la fragilità politica della maggioranza. Il Sindaco, però, non avrebbe potuto lanciare il proclama di una bocciatura della mozione alla stampa, lanciando fumo ai cittadini.
Insomma, non chiede scusa per quanto accaduto la sera del 10 marzo, quando insieme ai suoi fedeli consiglieri sedeva tranquillamente a mangiare in un ristorante a due passi dal Comune, disertando il Consiglio Comunale; non si assume la responsabilità politica dell’intervento della Procura per ben tre volte, con indagini che hanno squassato la sua maggioranza e decapitato alcuni uffici comunali e che lo hanno visto coinvolto in prima persona; e, naturalmente, non si dimette quando – se lo avesse fatto subito – si sarebbe potuto andare al voto, restituendo un governo credibile alla città.
Se davvero si volesse parlare di “ansia da visibilità”, bisognerebbe riconoscere che a pagarne il prezzo più alto è stata Sabaudia stessa. Un’Amministrazione fragile, spesso disorganizzata e sotto la lente della Magistratura, ha prodotto danni concreti e incalcolabili. La vera “ansia da visibilità” non è quella dell’opposizione, ma di chi ha governato senza ascoltare, senza confronto e probabilmente senza rispetto delle regole, affidandosi troppo spesso ad una inutile arroganza. Oggi non ci troviamo di fronte solo ad un fallimento amministrativo, ma ad un fallimento di leadership. Chi governa dovrebbe mostrare dignità, autocritica e rispetto delle istituzioni, qualità che, evidentemente, sono state dimenticate tra i proclami della campagna elettorale.
Sembra la storia di Hiroo Onoda, il soldato rimasto nella giungla per anni convinto che la guerra non fosse finita. Così il Sindaco continua ad andare avanti convinto di avere consenso tra i cittadini.
Partendo dagli errori grossolani di cui si ha evidenza leggendo l’Albo Pretorio, prendendo ad esempio il bando per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare annullato in autotutela perché presentava incongruenze formali tra il testo approvato e quello predisposto dagli uffici, e poi nuovamente convalidato perché approvato con una Giunta di soli 4 componenti, fino ai lavori sulla fontana di Piazza Circe – una vicenda che ha visto mobilitarsi non solo l’opposizione, ma anche associazioni di categoria e tanti cittadini, che hanno promosso l’ennesima petizione pur di essere ascoltati.
Perché un sindaco non può governare da solo. E quanto ancora Sabaudia deve pagare per questa situazione?”.
Così, in una nota, il Direttivo Fratelli d’Italia Sabaudia.
