Tenta di sottrarsi al controllo dei Carabinieri. Arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per ricettazione, insieme a un complice
Il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Eugenia Sinigallia, ha concesso al 20enne tunisino Said Tarchoune, difeso dall’avvocato Giovanni Codastefano, la misura più lieve degli obblighi di firma, dopo l’arresto di sabato scorso 24 gennaio da parte dei Carabinieri.
I militari della Sezione Radiomobile di Latina, infatti, lo avevano tratto in arresto, in flagranza di reato, per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, deferendolo altresì, in stato di libertà, insieme ad un complice, di 28 anni, entrambi tunisini domiciliati nel capoluogo pontino, per il reato di ricettazione.
Il 28enne, circa due settimane fa, era stato arrestato e poi rilasciato con provvedimento del giudice di Latina, che gli aveva concesso gli obblighi di firma, per aver guidato un furgone rubato e poi finito in zona pub, creando il panico.
Nello specifico, tornando al fatto di sabato scorso, i militari dell’Arma erano intervenuti presso un esercizio commerciale del luogo, in Via Armellini, dove, durante la nottata precedente, era stato consumato un furto. Nella circostanza, la titolare della predetta attività aveva ricevuto, sul proprio telefono cellulare, un “alert” che la informava di un tentativo di addebito in corso per un’operazione effettuata con una carta di credito che le era stata sottratta, che ignoti stavano compiendo presso un esercizio commerciale situato nelle vicinanze del luogo, in Via XVIII Dicembre, in cui i Carabinieri erano intervenuti a seguito del furto.
Avendo appreso ciò, i militari dell’Arma si erano diretti nel luogo rilevato dalla vittima del reato, dove avevano notato due soggetti che, alla loro vista, si erano dati alla fuga a bordo di uno scooter. Ne scaturiva un breve inseguimento, durante il quale i due cadevano dal mezzo, senza riportare alcuna lesione, venendo raggiunti dai militari.
Tuttavia, uno di essi riusciva a divincolarsi e a proseguire la fuga a piedi. L’altro indagato, al fine di sottrarsi al controllo, opponeva energica resistenza, colpendo i militari, venendo poi definitivamente bloccato. Contestualmente, erano state diramate le ricerche del soggetto in fuga, che è stato successivamente rintracciato in Via Adua e bloccato da un equipaggio delle Volanti della Questura di Latina, intervenuta in supporto ai militari dell’Arma.
Durante l’intervento, i Carabinieri avevano rinvenuto nei pressi del ciclomotore in uso agli indagati, tre carte di credito, tutte di proprietà della predetta donna, mentre nel citato veicolo erano stati rinvenuti un trapano, una smerigliatrice e una cassetta per attrezzi, tutto sottoposto a sequestro, mentre le carte di credito sono state restituite all’avente diritto. Nel corso degli ulteriori accertamenti era emerso che il ciclomotore utilizzato dagli indagati era stato asportato nel corso della nottata precedente.
Pertanto, all’esito della ricostruzione preliminarmente condotta, si era proceduto a denunciare i predetti per i reati di ricettazione, in concorso, nonché ad arrestare il 20enne per i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Espletate le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato era stato condotto presso la propria abitazione, dove è stato ristretto in regime degli arresti domiciliari, in attesa della convalida d’arresto con rito direttissimo avvenuta oggi davanti al giudice Sinigallia.
Il processo per direttissima, in ragione della richiesta di un termine a difesa, è stato rinviato al prossimo 16 febbraio. I Carabinieri, interrogati oggi in aula, hanno riferito dei pesanti commenti del 20enne che avrebbe detto ai militari: “Tanto vi compro con tutto quello che ho”. Senza contare alcuni riferimenti osceni rivolti ai famigliari dei Carabinieri.
