RISCHIO IDROGEOLOGICO, LBC: “TEMA ENTRI NEL DIBATTITO POLITICO ANCHE A LATINA”

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Immagine d'archivio
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Rischio idrogeologico, Latina Bene Comune: “Il tema entri nel dibattito politico; occorrono azioni di prevenzione e valutazioni del territorio”

Il movimento politico di Latina commenta la relazione di Legambiente che riguardano anche il capoluogo: secondo il report, sarebbero a rischio il 2,5% della superficie e più di 2mila cittadini residenti, 507 edifici e 169 imprese. 

“Una relazione che descrive con chiarezza una situazione di pericolosità alluvionale che riguarda anche porzioni importanti del nostro territorio, in particolare il litorale e alcune aree più interne. E’ un allarme che non possiamo più ignorare. 

La mappa indica con chiarezza – spiega una nota di LBC – che le aree considerate più a rischio sono concentrate al lido ma anche nella zona che intercorre tra l’Appia e Latina Scalo. Abbiamo assistito solo nelle scorse settimane agli effetti devastanti delle piogge torrenziali in Emilia Romagna e poi alle conseguenze dell’ondata di maltempo nei territori a noi più vicini, come Sezze, e dunque è fondamentale che questi nuovi dati che riguardano il nostro comune entrino nel dibattito politico e nell’azione della nuova amministrazione. Il cambiamento climatico è qualcosa che stiamo già vivendo e sperimentando, con ondate di calore, lunghi periodi di siccità e poi improvvise alluvioni che devastano città e paesi. Lo abbiamo già visto e non possiamo più attendere per mettere in atto politiche di tutela dell’ambiente e della vita umana. Affrontare tutto questo significa non agire solo nell’ottica dell’emergenza, come si sta facendo ora, ma entrare nella logica della prevenzione e della programmazione, con una valutazione accurata delle aree a rischio, monitoraggi costanti del territorio e dei corsi d’acqua, manutenzioni costanti e interventi sull’erosione che consuma le coste”.

“Ma è anche fondamentale scongiurare politiche di ulteriore consumo di suolo e puntare invece sulla rigenerazione urbana. Chiediamo alla nuova amministrazione di cominciare ad affrontare in modo globale il problema e di avviare tempestivamente colloqui con la Regione Lazio per collaborare a una mappatura dettagliata dei rischi del territorio e delle possibili azioni di contrasto da mettere in campo. Da parte nostra, come movimento – concludono – continueremo a vigilare e ad implementare nel nostro indirizzo politico questa tematica considerandola come prioritaria”.

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