RIGENERAZIONE URBANA A TERRACINA, EV: “IL PARTITO DEL CEMENTO APPROVA LA VARIANTE CHE STRAVOLGERÀ IL TERRITORIO”

Nella seduta di Consiglio comunale del 31 dicembre scorso, convocata in seconda seduta, dopo che nella seduta del 29 dicembre la stessa maggioranza faceva mancare il numero legale, ha approvato con il voto favorevole dei consiglieri della maggioranza e quello contrario di quelli della minoranza presenti in Aula, la Proposta di Delibera “Legge Regionale n. 7 del 18/07/2017 “Disposizioni per la rigenerazione urbana ed il recupero edilizio”, come modificata dalla Legge Regionale n. 12/2025 – Revoca della Deliberazione di Consiglio Comunale n. 38 del 25/06/2019 – Adozione nuova variante normativa al PRG per l’applicazione dell’art. 4 “Disposizioni per il mutamento di destinazione d’uso”.

L’approvazione arriva dopo otto ore di Consiglio, dopo che nella seduta del 29 dicembre scorso sullo stesso argomento, dopo oltre dieci ore di dibattito, nessun accordo era stato raggiunto per rivedere in modo complessivo il testo della delibera, apparso piuttosto “frettoloso” alla minoranza ed anche ad alcuni membri della stessa maggioranza con il rischio di ulteriori interventi edilizi invasivi in un tessuto urbano già in parte compromesso da precedenti trasformazioni alcune delle quali balzate anche agli onori della cronaca giudiziaria come i casi della ex Pro Infantia e ex Corafa, oggi a processo presso il Tribunale di Latina.

La proposta avanzata dalla minoranza puntava a prendersi più tempo per riformulare la delibera garantendo piena compatibilità con il Piano Regolatore Generale e i Piani attuativi vigenti, dopo che la stessa era stata portata in Commissione urbanistica con ritardo ed in prossimità della scadenza, seguendo un iter affrettato, poco lineare ed inefficace, mancando di una relazione tecnica su cui discutere concretamente. L’intento era anche quello di limitare forzature e definire un indirizzo urbanistico chiaro e condiviso, dando una finalità ed una utilità al Quadro Conoscitivo appena commissionato, con un impegno di 80.000 euro, per la verifica di coerenza degli strumenti urbanistici esistenti.

Il 29 Dicembre questa proposta aveva raccolto aperture e disponibilità da parte del Sindaco e di tutte le forze politiche sia di maggioranza che di minoranza ed anche il parere favorevole degli uffici, ma aveva visto, all’ultimo momento Fratelli d’Italia e Lega sfilarsi senza fornire alcuna motivazione sul cambio repentino di rotta, mostrando ancora una volta la scarsa autonomia decisionale dei consiglieri di questi due partiti.

Con l’approvazione della Delibera, gravemente priva tra l’altro di qualunque processo partecipativo da parte dei portatori d’interesse, questa Amministrazione in perfetta continuità con quelle che l’hanno preceduta, decide di non decidere, non definendo esclusioni e/o limitazioni e consentendo di poter intervenire pesantemente sul Piano Regolatore e sui Piani attuativi con interventi in deroga rinunciando a definire un quadro di regole certe. Una scelta che va nella scia di una gestione urbanistica, da anni, segnata da interventi episodici e disorganici, spesso portatori di derive speculative e talvolta oggetto di contenziosi legali e anche di procedimenti penali, senza un indirizzo preciso e senza una visione complessiva della città. 

Una decisione che appare ancora più grave dal momento che la legge 12 del 2025 aveva rivisto completamente la legge regionale 7 del 2017, dopo la sentenza n. 51 della Corte Costituzionale del 18 aprile 2025 che aveva dichiarato parzialmente incostituzionale la legge ed illegittimo l’Art. 4 che consentiva interventi di trasformazione edilizia in deroga agli strumenti urbanistici, senza la valutazione del Consiglio comunale, comprimendo ingiustificatamente la potestà pianificatoria dei Comuni e rischiando di creare un aumento incontrollato del carico urbanistico, andando contro la finalità di una rigenerazione urbana integrata e attenta alle esigenze sociali. Sulla base di quella sentenza, l’Art.4 è stato completamente riscritto affidando ai Comuni la responsabilità di pianificare gli interventi con un apposita Delibera di Consiglio Comunale (quella che è stata approvata a Terracina il 31 dicembre) e sono stati introdotti una serie di correttivi come il comma 2 bis dell’Art.1 che dava al nostro Comune la possibilità entro il 30 Ottobre 2025 di poter individuare, con deliberazione del consiglio comunale, specifiche porzioni di territorio o immobili per i quali, per ragioni di carattere storico, artistico,urbanistico, paesaggistico, geomorfologico, ambientale ed architettonico, escludere o limitare gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3 bis, 4, 5 e 6 della legge. Possibilità che è stata completamente ignorata dal Comune di Terracina, con una scelta politica grave, visto che la stessa non è stata minimamente condivisa con il Consiglio Comunale a cui compete la responsabilità delle scelte di pianificazione urbanistica.

“Con l’approvazione, il 31 dicembre, in un Consiglio Comunale dimezzato, della Delibera sull’Art.4 della Rigenerazione Urbana, una vera e propria “Variante di Capodanno”, approvata in articulo mortis, i tanti “palazzinari”, presenti o rappresentati in Consiglio Comunale, hanno calato definitivamente la maschera. Una delibera pericolosa, votata dopo due giorni di discussione resa possibile solo grazie all’impegno di Europa Verde, che presentava ben undici dei diciotto emendamenti, che hanno costretto l’Aula a dibattere sul tema. Emendamenti puntuali, tutti bocciati senza nessuna motivazione politica, pur avendo molti emendamenti il parere favorevole del dirigente dell’urbanistica ed essendo gli stessi, addirittura, già stati inclusi in analoghe delibere approvate da altri Comuni. 

Una Delibera, priva di ragionevolezza, che non pone alcun limite sostanziale agli interventi e ai cambi di destinazione d’uso ammessi ovunque, che non tutela la pregiata fascia costiera, che consente agli alberghi e alle pensioni di diventare appartamenti, di fare oltre che ristrutturazioni anche impattanti interventi di demolizione e ricostruzione di interi palazzi addirittura anche nei centri storici (la Città alta e Borgo Pio) dove i negozi storici vengono sfrattati per far posto a b&b e case vacanze, ai capannoni di diventare palazzi o grandi supermercati e di trasformare in appartamenti la Villa Adrover, la ex-Pro Infantia e la ex-Pileria a Borgo Hermada, edifici con un valore storico e sociale (colpevolmente svenduti e in attesa di lottizzazioni “monstre”), su cui la collettività, ha più volte, anche con raccolte firma, rappresentato la sua volontà per un utilizzo pubblico. Siamo alla solita “deregulation” e al poter fare tutto dappertutto a cui assistiamo da 50 anni senza nessuna visione di Città e non capiamo davvero quali siano le fantomatiche opportunità narrate dall’Assessore competente nelle sue dichiarazione apparse oggi sui social, che l’Art.4, come formulato dalla Delibera approvata, introdurrebbe, ma siamo certi che il 31 Dicembre sera i “palazzinari” e i “prenditori” che da 50 anni devastano con la speculazione edilizia questa città che è stata letteralmente depredata, con l’aiuto delle Amministrazioni che l’hanno “sgovernata”, di milioni di metri quadrati destinati a verde pubblico, parcheggi, servizi e strade, hanno sicuramente brindato.

Dal punto di vista politico poi, ci sembra un grave errore non aver cercato neanche il minimo accordo e non dare la minima apertura alla minoranza su questa Delibera, facendo prima finta di nulla, nei mesi scorsi, sul comma 2 bis dell’Art.1, poi affossando la proposta condivisa il 29 dicembre ed infine bocciando, a sfregio, gli emendamenti di assoluta ragionevolezza presentati in Aula. Forse il Sindaco ha già dimenticato che, fino a qualche settimana fa, mentre la sua maggioranza lo lasciava solo, facendo mancare anche il numero legale in Consiglio Comunale, per giocare al “mercante in fiera” per le poltrone e le deleghe da assessore, in quel frangente delicato, in cui era in ballo l’approvazione del nuovo Statuto dell’Azienda Speciale, se non fosse stato per il senso di responsabilità della minoranza, si sarebbe davvero potuta aprire una crisi irreparabile che poteva mandarlo a casa. Dopo il trattamento “poco simpatico” che ci è stato riservato con questa Delibera e il mancato rispetto della grammatica di base della politica, in futuro, il nostro atteggiamento sarà completamente diverso. Come anche, constatata, dopo due anni e mezzo di assidua frequentazione, la scarsa possibilità di incidere (pur a fronte di proposte serie e concrete da parte della minoranza) nelle commissioni, spesso trasformate in pleonastici brainstorming senza alcun risultato, da oggi in poi, il nostro impegno sarà dedicato ad una più puntuale attività emendativa d’Aula, mettendo i consiglieri davanti alla responsabilità pubblica di bocciare o votare gli emendamenti che proporremo agli atti che verranno presentati in Consiglio.

Infine, voglio ringraziare la Consigliera Pernarella di Sinistra Italiana per aver sostenuto con passione  e convinzione tutti ed undici gli emendamenti presentati da Europa Verde con continui, ma purtroppo inutili, richiami alla ragionevolezza rivolti ad una maggioranza “sorda” ed il Consigliere Cervelloni del Partito Democratico, unico altro consigliere di una minoranza, anch’essa “desaparecida” (e ci sarebbe da chiedersi il perché), presente il 31 in Aula, per il contributo costruttivo fornito al dibattito al cospetto di una maggioranza che appare ancora una volta “telecomandata” e preda di un imbarazzante mutismo, con un assessore competente che evita il confronto in Aula, non presentandosi, ma ha il tempo di scrivere post e comunicati stampa”, così dichiara Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale e Consigliere Nazionale di Europa Verde.

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