“Ai sensi dell’art. 91, comma 7 bis, del D.Lgs. n. 159/2011, con riferimento alle richieste di comunicazione ed informazione antimafia inserite nella Banca dati nazionale Antimafia, si comunica che in data odierna questa Prefettura ha notificato nei confronti della società in oggetto un’informazione antimafia interdittiva ai sensi della normativa sopracitata”.
Questo quanto si legge nel provvedimento della Prefettura di Frosinone per la società SuperEco Srl, con sede legale a Cassino. Il provvedimento prefettizio arriva nel giorno in cui sono stati resi noti i particolari dell’inchiesta della Dda di Napoli sul presunto riciclaggio di capitali riconducibili ad ambienti della criminalità organizzata nel settore dei rifiuti attraverso un imprenditore ischitano.
Le società con interdittiva non possono intrattenere rapporti contrattuali con le pubbliche amministrazioni, fatte salva la garanzia della continuità dei servizi pubblici essenziali. Nel Lazio, dove ha sede la società, sono invece diversi i Comuni dove opera: oltre al capoluogo ci sono Terracina, Ventotene, Aquino, Cervaro, Colle San Magno, Falvaterra, Pico, Piedimonte San Germano, Pignataro Interamna, San Vittore del Lazio, Sant’Elia Fiumerapido, Vico nel Lazio e Villa Santa Lucia.
A Terracina, l’assegnazione dell’appalto rifiuti aveva visto un ricorso amministrativo presentato dalla De Vizia Transfer S.p.A. (con una prima sospensiva del TAR del Lazio – sezione staccata di Latina ad aprile 2026). Nel luglio 2026, il TAR aveva respinto definitivamente il ricorso della De Vizia Transfer, confermando la piena legittimità della gara e l’aggiudicazione a Super Eco, condannando inoltre la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ora l’interdittiva antimafia.
Una ditta, la Super Eco, i cui vertici passati e presenti sono stati investiti da processi e indagini, persino della Direzione Distrettuale Antimafia.
La Super Eco, nel 2021, è finita dentro una interrogazione parlamentare presentata dal senatore Domenico De Siano (Forza Italia). Nell’interrogazione si ricorda che la Super Eco srl, società con sede a Cassino fondata nel 2015, nel 2016 è subentrata alla EGO ECO, rilevando il ramo dell’azienda. Le cessioni dalla Ego Eco alla Super Eco sono continuati anche nel 2022 e nel 2024.
All’interno della Super ECO S.r.l., dall’analisi della visura ordinaria del registro delle imprese della camera di commercio di Frosinone risulta che il socio unico e rappresentante è Carlo Ciummo, figlio dell’ex amministratore della EGO ECO S.r.l. Vittorio Ciummo. Quest’ultimo risulta condannato in via definitiva a 5 anni di reclusione per reati nell’ambito degli appalti della nettezza urbana.
Secondo gli inquirenti, alla luce delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza a partire dall’estate 2008, attorno alla raccolta rifiuti a Minturno sarebbe stata consumata una frode in appalti pubblici e una truffa da parte della società appaltatrice, la Ego Eco, reati resi possibili dall’appoggio dato all’azienda da dirigenti comunali e politici, con la raccolta differenziata rimasta solo sulla carta. I politici e gli amministratori coinvolti, invece, furono assolti.
Ciummo senior, ad ogni modo, nel 2023, risultava indagato insieme al figlio, Carlo Ciummo, in una indagine della Dda di Napoli. Al centro della attenzioni investigative il sistema che ruoterebbe attorno a Nicola Ferraro, imprenditore di Casal di Principe ed ex consigliere regionale dell’Udeur. Tra i reati contestati nell’indagine quello di concorso esterno in associazione camorristica per fatti gravitanti sempre nel campo del businness dei rifiuti. Ferraro è noto per una maxi confisca subita per un valore di circa 2,5 milioni di euro. Per la Dda l’ex politico Udeur sarebbe al centro “di un gruppo di imprenditori che ha fatto cartello, ossia ha monopolizzato il settore della sanificazione di strutture della sanità pubblica campana”.
Nel 2016, peraltro, Vittorio Ciummo era stato arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli e dalla Guardia di Finanza su disposizione della magistratura partenopea e della Dda di Napoli, insieme ad altre 12 persone, tra pubblici funzionari e politici residenti tra le isole di Ischia e Procida e la Campania con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta. Le indagini gli contestavano sempre l’appalto dei rifiuti che riguardava, in quel caso, le isole di Ischia e di Procida.
“Abbiamo appreso notizie inerenti la società SuperEco che stiamo approfondendo nel rispetto della normativa vigente, nell’interesse della collettività terracinese e dei lavoratori, per assicurare il rispetto della legge, la tranquillità dei nostri concittadini e la pulizia della Città. Continueremo ad impegnarci sempre e soltanto nel rispetto delle procedure e senza alcun interesse personale adottando ogni necessario atto”. Così il Sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, in merito alle notizie sull’attuale gestore del servizio di raccolta rifiuti a Terracina.
