Perquisizioni da parte della Guardia di Finanza presso il ministero della Difesa, Terna, Rfi e il Polo Strategico Nazionale, nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma – nuovo sviluppo dell’inchiesta Sogei – in cui si ipotizzano, tra gli altri, i reati di corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite.
Corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite. Queste le ipotesi di reato in merito alle perquisizioni che la guardia di finanza, nella mattinata di giovedì 26 marzo, ha avviato su delega della procura di Roma negli uffici del ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo strategico nazionale. Un’operazione, secondo quanto emerso, eseguita nell’ambito di uno sviluppo dell’indagine su Sogei. Al centro degli accertamenti ci sarebbero presunte irregolarità negli appalti informatici. Gli indagati, complessivamente, sono 26 e tra i soggetti perquisiti ci sarebbero generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori.
Nel dettaglio, sarebbero 15 i nuovi indagati nella nuova tranche dell’indagine della procura di Roma che ha delegato le perquisizioni al Nucleo di polizia economico e finanziaria della Guardia di Finanza. Un intervento partito in seguito alle indagini, coordinate dal pm Lorenzo Del Giudice, su Sogei e sugli appalti informatici che vede fra gli indagati l’ufficiale di Marina, Antonio Angelo Masala. Nell’ambito del filone principale di indagine, l’ex dg di Sogei, Paolino Iorio, arrestato nell’ottobre 2024 per corruzione impropria mentre intascava una tangente da 15mila euro da un imprenditore, ha patteggiato una pena tre anni. A casa dell’ex dg, tornato successivamente in libertà, erano stati trovati oltre centomila euro. Denaro, questo, che è stato sequestrato dalle fiamme gialle.
Dall’inchiesta trapelano anche ufficiali di alto livello, tra cui il generale Francesco Modesto, con il quale – secondo l’accusa – Francesco Dattola avrebbe collaborato già nella fase di definizione dei requisiti tecnici, prima dell’avvio formale delle procedure. In tale contesto, Antonio Spalletta, 62enne di Latina, avrebbe svolto un ruolo di facilitatore, muovendosi tra ambienti istituzionali per favorire contatti e decisioni.
Citato anche il nome del vicepresidente della Camera in quota Forza Italia Giorgio Mulè, ex sottosegretario alla Difesa. “Il faccendiere-imprenditore Antonio Spalletta sarebbe intervenuto “attraverso il (reale o millantato) intervento di un esponente politico” per favorire la promozione di Pier Francesco Coppola a generale dell’Aeronautica, destinato a guidare la sezione sistemi meteorologici del IV Reparto. Secondo l’ipotesi investigativa, in questo ruolo Coppola avrebbe potuto rappresentare un punto di riferimento strategico, consentendo a Spalletta di ottenere vantaggi e tentare di aggiudicarsi appalti” riferisce il quotidiano.
