RFI, DIFESA E TERNA: CHIESTE LE CHAT TRA L’IMPRENDITORE PONTINO E MULÈ

Procura della Repubblica di Roma
Procura della Repubblica di Roma

La procura di Roma ha chiesto l’autorizzazione alla Camera dei deputati per acquisire le chat sul telefono di Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera (Forza Italia), scambiate con l’imprenditore pontino Antonio Spalletta.

I magistrati intendono esaminare i messaggi e le comunicazioni per far luce su presunte segnalazioni e raccomandazioni riguardanti le carriere militari e l’assegnazione di appalti. Il deputato, che non risulta indagato nell’inchiesta, ha difeso la legittimità e la natura ordinaria delle sue interlocuzioni istituzionali, legate ai suoi ruoli passati e presenti (già sottosegretario alla Difesa e membro della Commissione Difesa alla Camera). Trattandosi di un parlamentare della Repubblica, la magistratura non può accedere direttamente ai dispositivi o ai tabulati senza il via libera della Giunta per le autorizzazioni della Camera.

Al centro della ricostruzione accusatoria figurano Francesco Dattola, indicato come amministratore di fatto di NSR, e l’intermediario Antonio Spalletta: il primo avrebbe cercato di assicurare alle proprie imprese una posizione privilegiata nelle forniture, il secondo avrebbe sfruttato le relazioni con dirigenti e ufficiali per favorirne l’accesso. Una parte delle risorse sarebbe stata procurata attraverso fatture per operazioni inesistenti, emesse da società riconducibili a Stefano Tronelli, e acquisti e rivendite di orologi di lusso, trasformando i bonifici in contante. I resoconti del decreto di perquisizione indicano almeno 590.000 euro ottenuti illecitamente attraverso questo meccanismo.

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