Reset, proseguono le arringhe difensive per gli imputati del processo che contesta l’associazione mafiosa a diversi membri del clan Travali/Di Silvio
Udienze lunghe e corpose quelle che si stanno celebrando presso il Tribunale di Latina per il maxi processo antimafia denominato “Reset”, che contesta l’associazione mafiosa al clan Travali/Di Silvio.
Oggi, 20 dicembre, sin dalla mattina, si sono celebrate altre arringhe difensive: hanno discusso l’avvocato Stefano Iucci per Alessandro Anzovino, gli avvocati Giancarlo Vitelli e Italo Montini per Salvatore Travali, mettendo in fila le diverse estorsioni contestate al fratello del capo clan, Angelo Travali, e respingendo le accuse che avesse fatto parte dell’associazione mafiosa. Ancora l’avvocato Vitelli per Manuel Ranieri, Matteo Gervasi, Francesca De Santis, Vera Travali e Ermes Pellerani. Nel pomeriggio è stata la volta dell’avvocato Oreste Palmieri per Valeriu Cornici, considerato dai pubblici ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Luigia Spinelli e Francesco Gualtieri, come il fornitore della marijuana per conto del clan, tramite l’intermediazione di Alessandro Zof.
Infine, l’arringa dell’avvocato Alessandro Farau che ha concluso alle 19,30 la difesa di Luigi Ciarelli – delineato dalle accuse come il fornitore di hashish del clan – iniziata lo scorso venerdì dall’avvocato Marco Nardecchia.
In particolare, si fa strada nelle difese, così come ieri, la sentenza di Cassazione che lo scorso 18 dicembre ha annullato la condanna per associazione mafiosa finalizzata allo spaccio di droga a carico di Giovanni Ciaravino, considerato uno dei membri del clan Travali e pusher al servizio del sodalizio. Ciaravino, che aveva scelto il rito abbreviato, dovrà essere giudicato in un Appello bis. La sentenza è stata invocata già oggi dall’avvocato Vitelli che ha difeso Pellerani, alla maniera con cui è stato difeso Ciaravino in Cassazione: quasi assenza di contatti con i membri del clan e mancanza di “riscontri esterni individualizzanti” in riferimento alle dichiarazioni dei due collaboratori di giustizia ed ex affiliati al gruppo, Renato Pugliese e Agostino Riccardo.
Per Pellerani, il legale chiede l’assoluzione in quanto mai avrebbe gestito una piazza di spaccio a Sezze, al contrario sarebbe stato un assuntore di droga: “Sta facendo un percorso di recupero”.
Assoluzioni per non aver commesso o perché il fatto non sussiste chieste dall’avvocato Montini anche per Salvatore Travali. Non ci sarebbero riscontri alle dichiarazioni dei pentiti e in taluni casi le stesse vittime non avrebbero dato con certezza la sua presenza. L’avvocato Montini ha chiesto l’assoluzione anche per Angelo Morelli e Ermes Pellerani.
Ha provato a demolire le accuse anche l’avvocato Oreste Palmieri per Valeriu Cornici. L’uomo di origine rumena, ex gestore di un ristorante a Latina, non è stato mai intercettato, se non in due occasioni con Costantino “Cha Cha” Di Silvio con il quale intratteneva un’amicizia mai negata. Cornici, nel 2018, è stato controllato anche in compagnia di Ermes Pellerani. Tuttavia, sul fatto che sia stato il fornitore del clan, secondo il legale, non c’è prova. Gli stessi collaboratori di giustizia fanno dichiarazioni su di lui per averlo sentito dire da Angelo Travali: un “de relato” che cozzerebbe con quanto stabilito negli anni dalla Cassazione, a partire dalla sentenza Andreotti. E le medesime dichiarazioni dei pentiti individuano Cornici in maniera diversa: l’uno ne parla come coltivatore di marijuana, l’altro come importatore di droga dall’Albania o dalla Romania.
Le arringhe difensive riprenderanno il prossimo 23 dicembre individuato come giorno finale. Il terzo collegio del Tribunale, presieduto dal giudice Mario La Rosa, conta di concludere per quella data il turno delle difese, sebbene sia difficile in quanto devono ancora discutere gli avvocati che difendono personaggi considerati apicali nel clan: da Angelo Travali ad Alessandro Zof, passando per “Cha Cha” Di Silvio. Ad ogni modo, ad apertura dell’udienza odierna, il collegio ha annullato l’udienza del 9 gennaio. Con il nuovo anno, si riprenderà il 10 gennaio quando la parola dovrebbe passare ai pubblici ministeri per le repliche. A quel punto, però, gli avvocati chiederanno di contro-replicare. L’orizzonte rimane sempre 16 gennaio, data nella quale scadranno le misure cautelari. La fine del processo, al momento, è un rebus.